I superbatteri che arrivano dall’India sono già in Italia

Alessandro Biancardi

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ROMA. Vengono dall'India, sono resistenti e riescono a sopraffare quasi tutti gli antibiotici. I "superbatteri" sono gia' in Italia, con una diffusione probabilmente gia' consistente.

 L' AMCLI-Associazione dei Microbiologi Clinici Italiani, richiama l'attenzione sull'inizio della diffusione dei superbatteri in Italia e chiede misure stringenti per contenere queste infezioni.

La produzione degli enzimi NDM-1, causa infatti una resistenza verso diverse classi di antibiotici (penicilline, cefalosporine, carbapenemi ed aztreonam) che rende le infezioni causate da questi batteri difficilissime da trattare. I 6 pazienti positivi al superbatterio erano ricoverati in 4 diverse strutture sanitarie e ricerche epidemiologiche hanno dimostrato in un caso un soggiorno in un ospedale indiano, mentre per gli altri cinque si ipotizza una trasmissione ospedaliera. In Europa si parla gia' di un centinaio di casi segnalati, due terzi dei quali in Gran Bretagna, ed associati per la maggior parte a cure mediche o a viaggi nel subcontinente indiano.

«In Italia sono stati documentati - a luglio 2011 - solamente un paio di episodi», dice Giacomo Fortina - Presidente AMCLI - «I due casi di infezioni causate da E.coli in cui si e' riscontata la presenza dell'enzima NDM-1, sono stati diagnosticati in Toscana, in persone di ritorno da viaggi in Asia. Non vi erano, pero', evidenze di diffusione del superbatterio nel nostro Paese fino ai casi bolognesi. Tra di essi solo uno ha avuto contatto con l'India, quindi e' probabile che la diffusione sia gia' importante anche in Italia».

 Sulle basi delle recenti scoperte l'AMCLI chiede urgentemente misure per il contenimento della propagazione di questi batteri e richiama, ancora una volta, l'attenzione sulla trasmissione ospedaliera di queste, come di altre infezioni.

30/11/2011 11:34