Obesità, la crisi economica spinge a comprare cibo spazzatura

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4374

ROMA. La crisi economica fa ingrassare. Le ristrettezze finanziarie delle famiglie infatti spingono a comprare sempre piu' "cibo spazzatura", poco costoso e altamente calorico, con il conseguente aumento dell'obesita'.

A evidenziare tale situazione, i risultati del progetto Idefics, finanziato dalla Comunita' Europea, sullo stato di salute e lo stile di vita dei bambini in eta' scolare e pre-scolare in otto paesi dell'Unione, tra cui l'Italia, dove lo studio e' stato coordinato dall'Istituto di scienze dell'alimentazione (Isa) del Cnr di Avellino. I risultati sono stati riportati dal notiziario Almanacco della Scienza redatto dall'ente italiano.

«Il significativo rapporto tra le condizioni socio-economiche delle famiglie e il sovrappeso e l'obesita' dei bambini, si manifesta con particolare gravita' nei nuclei familiari a basso reddito, nei migranti e nelle famiglie mono-genitoriali», ha spiegato Alfonso Siani dell'Isa-Cnr. «Le cause, seppure ancora in corso di valutazione, possono essere essenzialmente ricondotte - ha aggiunto - all'aumento del consumo di cibi poco costosi e altamente calorici, il cosiddetto 'cibo spazzatura', alla riduzione del consumo di frutta e verdura, alla contrazione del reddito disponibile per l'attivita' fisica dei bambini, che si somma, particolarmente in Italia, alla cronica carenza di spazi verdi e piste ciclabili».

 A rischio anche gli anziani, particolarmente quelli con pensioni minime. «Ad avere meno soldi da spendere nell'alimentazione - ha spiegato Siani - sono pero' anche altre categorie deboli quali diabetici, nefropatici, celiaci, che con la riduzione delle prestazioni conseguente all'aumento della spesa sanitaria hanno maggiori difficolta' nel seguire i regimi dietetici necessari a una corretta gestione della loro patologia». La contrazione del reddito disponibile, quindi, induce molte famiglie all'acquisto di prodotti di bassa gamma e a scegliere il fast food come principale possibilita' per consumare un pasto fuori di casa.

«Si sta creando in Italia una situazione gia' presente in altri paesi a elevata industrializzazione, come gli Stati Uniti, dove il carrello della spesa e' un indicatore preciso del reddito disponibile», ha proseguito il ricercatore dell'Isa-Cnr. Quali, allora, le alternative per sfuggire all'equivalenza crisi economica e cattiva alimentazione?

«Innanzitutto, sfatare la leggenda che tutto il cibo di buona qualita' sia costoso e riservato a chi puo' permetterselo», ha risposto Siani. «La dieta mediterranea, oggi spesso sottovalutata anche nel nostro Paese, rappresenta - ha continuato - una preziosa risorsa. Un piatto di pasta con legumi fornisce, oltre a carboidrati complessi a basso indice glicemico, anche una quota proteica di buona qualita', sovrapponibile a quella ottenuta da prodotti animali. L'olio di oliva, usato con moderazione, e' un condimento sano, che arricchisce di sapore qualsiasi piatto. Si deve inoltre rispettare la natura: frutta e verdura di stagione costano di meno e sono prodotte con maggiore rispetto dell'ambiente rispetto a primizie coltivate a migliaia di chilometri di distanza».

 Riscopriamo quindi l'inesauribile tradizione culinaria italiana, composta da ricette gustose da realizzare con alimenti sani ed economici.

«Per mangiare carne, il cui consumo in Italia e' talvolta superiore a quello raccomandato, non e' obbligatorio acquistare tagli scelti: uno spezzatino o un polpettone dimezzano la spesa senza ridurre il gusto. Anche per il pesce - ha concluso il ricercatore - e' consigliabile consumare quello azzurro, piu' economico, gustoso e ricco dei salutari acidi grassi Omega-3».

23/11/2011 16:08