RIFIUTI

Atri, discarica da ampliare con vista sulla riserva naturale autorizzata dall’Europa

Cittadini e amministrazione comunale dicono no all’ampliamento

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Atri, discarica da ampliare con vista sulla riserva naturale autorizzata dall’Europa

ATRI. E’ in allarme la popolazione di Atri e quella dei Comuni limitrofi dopo che il 2 agosto scorso, con la delibera numero 38, il Consorzio comprensoriale per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani 'Area Piomba Fino' ha deciso che la discarica di Santa Lucia del centro atriano debba essere ampliata di 360mila metri cubi.

Un terzo modulo, dopo i due già esistenti (uno chiuso) a poche centinaia di metri non solo dalle abitazioni civili ma anche da un sito di interesse comunitario, istituito dall’Unione Europea su richiesta della Regione, per le sue eccezionali peculiarità paesaggistiche e al cui interno è addirittura presente una Riserva naturale. Ambientalisti (Wwf, Italia Nostra), associazioni locali e amministrazione comunale al momento sono compatti: dalla Regione manca una parola chiara.

E c’è di più: già, perché si pensa ad ampliare l’esistente sebbene precedenti moduli della discarica, ancora oggi, a diversi anni dalla loro chiusura, presentano criticità ambientali non risolti ed evidenziati proprio dalla Regione. E la cosa più assurda è che per giustificare il precedente ampliamento i proponenti assicurarono che le ulteriori entrate derivanti dal conferimento dei rifiuti nel secondo modulo sarebbero state utilizzate per mettere in sicurezza il vecchio sito.

Adesso il terzo modulo è stato giustificato per superare i problemi causati dal raggiungimento dei limiti di conferimento, anche perché, contrariamente a quanto annunciato con l’ampliamento del secondo modulo, la discarica non è stata utilizzata per i rifiuti dei comuni consorziati ma per quelli arrivati da fuori regione.

«La giunta D'Alfonso non conceda il via libera definitivo per ingrandire la discarica», chiede il consigliere regionale di Sinistra Italiana Leandro Bracco. «Se lo facesse, l'intera comunità atriana insieme a quelle dei Comuni confinanti si ribellerebbero dando giustamente vita a manifestazioni per la tutela dell'ambiente e del territorio».

Dalla parte dei cittadini anche il sindaco Gabriele Astolfi («sono fermamente contrario all’ampliamento) e il Pd di Atri ma il Movimento Civico “Atri non si tocca” chiede una posizione ufficiale da parte degli esponenti della Regione: «Monticelli che dice? Cosa pensa al riguardo? La contea Cerrano - Fino deve ospitare ancora una discarica? E D'Alfonso che pensa? E’ contento dell'operato del commissario da lui designato?»




IL COMMISSARIO IN SCADENZA

Dopo la Delibera 38 del 2 agosto 2017 del commissario straordinario Alessandro Italiani che ha dato seguito alle precedenti approvando il progetto di fattibilità e la proposta di ampliamento per ben 360mila metri cubi di rifiuti, si resta in attesa del nullaosta della Regione dell’approvazione di modifica del Piano Opere Pubbliche Triennale del Consorzio.

«Siamo esterrefatti da questa decisione», dicono dal Movimento Civico, «presa tra l’altro da un Commissario che è in scadenza di mandato e che, essendo appunto pro-tempore, avrebbe dovuto occuparsi solo della gestione ordinaria del Consorzio anziché autorizzare l’ampliamento di una discarica che produce solo danni al nostro ambiente, con sbandierati benefici economici tutti da verificare e che comunque non ci sentiamo di barattare col benessere naturale del nostro territorio. Questo è un vero e proprio attacco al nostro territorio e al nostro ambiente che non possiamo accettare»

Oltre all'appello indirizzato all'esecutivo D'Alfonso affinché non conceda il nullaosta per l'ampliamento della discarica il consigliere regionale Bracco si rivolge anche ai sindaci degli otto Comuni che costituiscono il consorzio 'Area Piomba Fino' per fare in modo che facciano sentire la propria voce e tutelino gli interessi delle relative comunità: «chiedo formalmente che anche i primi cittadini di Arsita, Bisenti, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Montefino, Pineto e Silvi si 'spoglino' della casacca politica con la quale sono stati eletti per indossarne un'altra che deve avere l'unico fine di impedire l'ampliamento della discarica».