I DUE SINDACI

Rifiuti Ortona, in Consiglio vince la linea del ‘sindaco’ Tommaso Coletti

Affidamento raccolta ad Ecolan con 7 voti su 17

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

659

Tommaso Coletti

Tommaso Coletti

ORTONA. Nei giorni scorsi il Consiglio Comunale di Ortona, dopo un lungo dibattito notturno, ha approvato la delibera di affidamento del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento della nettezza urbana alla società pubblica Ecolan s.p.a. di cui il Comune di Ortona è socio già dal 2010 con il 14,35% insieme ad altri 52 comuni della Provincia di Chieti.

Una decisione che segna non solo l’ingresso di una novità importante per la città (peraltro senza gara pubblica) ma la dimostrazione sempre più evidente del fatto che il vero sindaco di Ortona sia Tommaso Coletti, con buona pace di Vincenzo D’Ottavio, costretto ad una clamorosa marcia indietro proprio nel corso del consiglio comunale.

La deliberazione è stata votata dai gruppi di maggioranza, Pd ed Ortona Bene Comune, (7 consiglieri in tutto) mentre i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula al momento del voto. Si è incredibilmente astenuto il primo cittadino.
Il nuovo servizio partirà dal 1 ottobre 2016 ed oltre a garantire «maggiore efficienza, comporterà un risparmio per i cittadini già dall’anno 2016».

La proposta di delibera ha avuto il parere favorevole dall’apposita commissione nominata dal Consiglio Comunale coadiuvata da un esperto esterno. Ma la minoranza, nel corso del dibattito, ha chiesto, prima della votazione, di rimandare il punto all’ordine del giorno per approfondire la questione studiando meglio anche altri casi simili per evitare l’insorgere di eventuali contenziosi.

Favorevoli alla richiesta, in un primo momento, anche il segretario del Pd, Alessandro Scarlatto, e lo stesso sindaco D’Ottavio.

Tutti d’accordo dunque? Niente affatto: Coletti ha chiesto pubblicamente di procedere e dopo una pausa di 10 minuti anche il sindaco si è rimesso in carreggiata, assecondando la volontà del senatore.

Delibera approvata con 7 voti e soddisfazione dei due capigruppo del Pd e di Ortona Bene Comune, Coletti, appunto, ed Alessandro Seccia.
«Siamo certi – hanno dichiarato i due esponenti della maggioranza – di aver assunto una deliberazione che comporterà un servizio più efficiente ad un costo inferiore per i cittadini. Ora si procederà con la liquidazione e la cessazione della società partecipata Ortona Ambiente s.r.l. che, con la scadenza naturale dell’affidamento del servizio rifiuti al 30 settembre prossimo, praticamente ha concluso la sua missione e non ha più alcuna ragione di esistenza in vita».

Di diverso parere, però, i consiglieri di minoranza Leo Castiglione, Tommaso Cieri, Patrizio Marino, Franco Musa, Vincenzo Polidori e Carlo Ricci, secondo cui il primo cittadino a questo punto si dovrebbe dimettere: «la maggior parte del Consiglio aveva un’idea diversa del percorso da intraprendere per l’affidamento del servizio. Questo non è stato tenuto in conto, per cui pensiamo che le conseguenze non tarderanno a farsi sentire».

Secondo la minoranza è inconcepibile che il sindaco si sia astenuto al momento del voto , smentendo di fatto la sua maggioranza che governa Ortona: «D’Ottavio ha chiesto, invano, il rinvio del punto per una più attenta riflessione, ricevendone, a sua volta, una smentita dalla sua maggioranza. Le prospettive a questo punto, ad un anno dalle elezioni, appaiono terribili, perché condizionate continuamente dai ricatti e dalle ripicche tutte interne al Pd. Appare quindi chiaro che il Sindaco D’Ottavio non può più disporre di una maggioranza in Consiglio comunale, per cui sarebbe per lui dignitoso e rispettoso dei cittadini che rassegnasse da subito le dimissioni e permettesse alla città di tornare al più presto al voto, magari chiedendo di agganciare la tornata elettorale al referendum in programma il prossimo autunno.
Come Consiglieri di minoranza sottolineiamo la gravità dello spettacolo offerto dalla maggioranza in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, che si è tenuto in seconda convocazione per l’assenza di alcuni consiglieri di maggioranza nella prima convocazione. Non si affida un servizio importante con soli sette voti su diciassette».