IL PASTICCIO

Fondi trasferiti, Segen batte Provincia al Tar dopo 3 anni di proteste

Contestato lo spostamento di 2 milioni di euro

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Antonio Del Corvo

Antonio Del Corvo

L’AQUILA. «Finalmente è stata fatta chiarezza».

Così il  presidente di Segen SpA Fernando Capone commenta la sentenza  del  Tar  Abruzzo che ha messo la parola fine all’accordo  programma  sottoscritto  il 3 maggio del 2013  con  il quale la Regione Abruzzo  aveva recepito le errate indicazioni della Provincia dell’Aquila a guida  Del  Corvo  che  aveva  dirottato 2 milioni di fondi pubblici PAR FSC 2007-2013 assegnati a Segen SpA ad altri soggetti. Uno spostamento che non è mai stato accettato ma che ha visto approdare il caso nelle aule di tribunale.

Infatti  Segen  SpA  ha presentato un ricorso al Tar per chiedere l'annullamento della  Delibera di Giunta Regionale n. 749 dell’11 novembre 2014 con cui la Regione   Abruzzo   deliberò  appunto  l'approvazione  di  quell’accordo di programma.

 

Il tutto è cominciato alla vigilia dell’estate del 2013 quando i fondi regionali per il centro di compostaggio pubblico della Segen vennero trasferiti all'ultimo momento con una manovra della Provincia contestata anche a livello procedurale. In sostanza, i fondi Fas assegnati alla Segen per l'impianto di Santa Giusta, a Sante Marie, vennero dirottati per l'ampiamento degli impianti Cogesa e Aciam. A protestare i sindaci Massimo Cialente (L'Aquila), Maurizio Di Marco Testa (Tagliacozzo), Antonino Lusi (Capistrello), Domenico Palma (Luco), Raffaelino Tolli (Civitella), Lorenzo Berardinetti (Sante Marie), Mauro Tordone (Balsorano), Antonio Di Paolo (Canistro), Aurelio Maurizi (Castellafiume), Sara Cicchinelli (Civita d'Antino), Roberto D'Amico (Morino) e Giulio Lancia (San Vincenzo).

Il vicepresidente del consiglio regionale, Giovanni D'Amico, chiese delucidazioni all'assessore regionale Mauro Di Dalmazio e al presidente Gianni Chiodi. Secondo D'Amico, trattandosi di fondi Fas, potevano essere affidati direttamente alla Segen perché società pubblica, mentre per le altre due si va andava a  determinare un aiuto di Stato che è contro le legge. La procedura utilizzata non è conforme alla legge, si contestava ancora, perché il vicepresidente del consiglio provinciale Antonella Di Nino, con delega di Del Corvo, aveva modificato un protocollo che deve passare invece per il consiglio.

In mancanza di soluzioni per le vie brevi si decise di ricorrere alla giustizia amministrativa.

IL RICORSO AL TAR

«Abbiamo  fatto  ricorso  al  TAR  –  dice il presidente Fernando Capone –solamente per tutelare l’interesse dei nostri comuni e dei nostri cittadini e  non  contro  qualcuno,  che è il nostro obiettivo da sempre. Siamo stati calpestati  da  quell’Accordo frutto di scelte miopi che nulla hanno con la tutela e la difesa dell’interesse pubblico. A distanza di tre anni ci viene riconosciuta  la  fondatezza  delle  nostre  argomentazioni.  Con  i nostri sindaci  abbiamo  sempre gridato che SEGEN SpA è un’Azienda pubblica e come tale  doveva  rientrare di diritto tra i beneficiari dei contributi e che i famosi 2 milioni di euro (che la Provincia dell’Aquila a guida Del Corvo ci avevano  assegnato originariamente e poi stranamente tolti) ci permettevano di ricostruire il nostro impianto di trattamento che è andato distrutto per un  incendio».

Nel corso degli anni sono stati fatte denunce  sulla  stampa,  lettere  ai governi Regionali  che  si  sono  succeduti ed ai politici di ogni colore politico, senza  mai  ricevere  alcun riscontro. «Anzi eravamo quasi derisi per questo nostro agitarci, ma siamo sempre stati convinti di stare nel giusto», ricorda oggi Capone

«Prima  della  Sentenza  del  Tar,  -  continua Fernando Capone – l’attuale Giunta Regionale con delibera di Giunta Regionale n.26 del 26 gennaio 2016, poi  depositata al Tar, ha revocato l’atto da noi impugnato, testualmente - al  fine  di  scongiurare  la  ipotetica  concessione  di aiuti illegali in violazione  della  concorrenza  e  delle  norme  comunitarie sugli aiuti di stato,  nonché  evitare  l’apertura di una indagine formale propedeutica ad

una procedura di infrazione».

Il Tar sulla base di questa delibera di giunta regionale, ha poi dichiarato in  sentenza   la  cessazione  della  materia  del  contendere, condannando comunque  la Regione Abruzzo al pagamento delle spese di giudizio in favore di SEGEN SpA.

 

«NON CI SIAMO MAI ARRESI»

«La  SEGEN SpA però,  - conclude il Presidente -,  con i nostri Sindaci al fianco,  non  si  è  mai  arresa  e  ha  sempre guardato avanti, seppure in mancanza  di  aiuti.  Abbiamo  molti  obiettivi  e progetti per il prossimo futuro,  il primo dei quali è ricostruire e rimettere in funzione il nostro impianto,  come  previsto  dal Piano regionale dei rifiuti; infatti abbiamo ottenuto  l’autorizzazione  e stiamo procedendo alle fasi di gara che entro poco speriamo di concludere. L’obiettivo  è  tornare  prima possibile ad avere un nostro impianto che ci permetterà  sicuramente  di tenere maggiormente sotto controllo i costi. Ci auguriamo   cha   da   questa  sentenza  possa  nascere  un  nuovo  spirito collaborativo e una maggiore attenzione per SEGEN SpA».