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Cirsu, l’accusa Mercante: «La Regione si gira dall’altra parte»

Il Movimento 5 Stelle denuncia la mancanza di chiarezza

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Cirsu, l’accuda Mercante: «La Regione si gira dall’altra parte»

Riccardo Mercante



ABRUZZO. «Quando si tratta di fare chiarezza sul Cirsu la Regione si tira sempre indietro».

Con queste parole il Consigliere regionale del M5S, Riccardo Mercante, ha commentato la risposta, data  in Consiglio, sulla nuova interpellanza presentata per sollecitare la Regione a trovare una soluzione definitiva alle annose problematiche del polo impiantistico di Grasciano.

Nella nota consegnatagli ad agosto 2014 – ha spiegato Mercante – quando per la prima volta sollevò la questione Cirsu, la Giunta era stata piuttosto evasiva lasciando intendere che numerose criticità fossero in fase di risoluzione.

«Oggi, a distanza di quasi due anni, continua con i soliti discorsi, perdendosi in un superfluo quanto inutile resoconto di quanto accaduto in passato, dato che le vicende degli impianti di Grasciano sono, ormai, ben note a tutti», insiste Mercante.

«Piuttosto che perdere tempo nel fare l’elenco delle varie autorizzazioni concesse, dei passaggi che hanno portato al fallimento del Cirsu o delle innumerevoli violazioni accertate dall’Arta, la Giunta avrebbe dovuto fornire spiegazioni su quanto avevo chiesto».

Mercante voleva sapere perché si stia continuando ad andare avanti, da anni, con continue proroghe nonostante la piena consapevolezza delle criticità esistenti e della mancanza di requisiti essenziali ed obbligatori e, soprattutto, perché la Regione non abbia fatto nulla, sino ad ora, per far si che gli impianti di Grasciano operassero nel pieno rispetto delle norme e delle prescrizioni aia.

«Ma quel che è peggio», va avanti il grillino, «è che solo da pochi giorni, secondo quanto emerso in Consiglio, il servizio gestione rifiuti avrebbe avviato i procedimenti necessari per accertare la sussistenza dei requisiti soggettivi in capo al Cirsu dopo la sentenza di fallimento nonostante la mancanza degli stessi fosse ben nota da tempo visto che è proprio una deliberazione di Giunta del 2007, predisposta per di più dallo stesso servizio, a sancirlo».

«Adesso – ha continuato Mercante – si sta cercando di porre rimedio a problemi che una gestione sana ed accorta avrebbe potuto evitare, che vanno dai costi elevati per l’adeguamento degli impianti alla incertezza sulla prosecuzione delle attività del polo tecnologico, dalla necessità di trovare una soluzione per il conferimento dell’organico che, con tutta probabilità si tradurrà in maggiori sacrifici per i cittadini, fino al timore per il futuro occupazionale degli ex dipendenti. Di questo avrebbe dovuto parlare, oggi, la Giunta e far luce sulle eventuali responsabilità dei Sindaci consorziati e della stessa Regione».

«Purtroppo – ha concluso Mercante – nessuna soluzione definitiva è stata prospettata ed il futuro di quello che viene definito dal PRGR sito strategico ed unica piattaforma complessa di lavorazione dei rifiuti urbani in Provincia di Teramo, rischia di essere affidato ancora a quegli stessi soggetti che ne hanno segnato, fino ad oggi, il declino».