Ferrovie, l’allarme di Fit- Cisl: «con la riorganizzazione posti di lavoro a rischio»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Come si preannuncia l’anno nuovo per il trasporto ferroviario abruzzese? Quali e quanti saranno i trasporti a partire dal 1 gennaio 2012?

Anche se il mistero regna sovrano c’è chi come  Fit Cisl (Federazione italiana trasporti segreteria regionale ) Abruzzo avanza delle ipotesi. «Con il prossimo orario di Trenitalia valido dal 11 dicembre», annuncia  il segretario regionale Michele Castellano, «si avranno le prime ricadute negative sulle infrastrutture e sul personale operante nell’ambito del trasporto ferroviario abruzzese, e non solo di trasporto pubblico locale».

   Infatti se da un lato Castellano  «ha praticamente la certezza della cancellazione degli ultimi due collegamenti sulla tratta Sulmona – Castel di Sangro, dall’altro non può non  considerare le voci che preannunciano la chiusura della stessa infrastruttura ferroviaria». E a farne le spese  potrebbe essere proprio l’anello debole della catena: il personale ferroviario. Il ridimensionamento infrastrutturale oltre ad essere indice di depauperamento di un  territorio ha ricadute dal punto di vista occupazionale. E infatti secondo Fit-Cisl «c’è il rischio concreto che il 30 % del personale degli appalti ferroviari della stazione di Pescara Centrale rischi il licenziamento a seguito della riorganizzazione dei servizi di lunga percorrenza, che verrà attuata sempre a partire dalla metà di dicembre».

 Per Castellano, «in un quadro economico che vede il taglio dei trasferimenti dallo Stato per il trasporto pubblico locale è assolutamente inevitabile che a risentirne sia anche la programmazione dei servizi».

  «Ma», dice, «non deve essere questa la scusa per confondere razionalizzazione con disimpegno. L’Abruzzo non può subire un ulteriore ridimensionamento infrastrutturale e verranno intraprese tutte le azioni necessarie a far sì che la linea stessa continui ad avere almeno le attenzioni minime, necessarie a mantenere i requisiti minimi di sicurezza e per garantire gli standard di legge che permetterebbero a qualunque impresa ferroviaria la possibilità di operare sul tratto interessato anche con collegamenti turistici. Non può prevedersi alcun ridimensionamento di personale».

 16/11/2011 11.16