Un proiettile in una busta indirizzata all’assessorato regionale alla Sanità

Alessandro Biancardi

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Un proiettile in una busta indirizzata all’assessorato regionale alla Sanità
PESCARA. Un proiettile in una busta, insieme a polvere da sparo, è arrivato ieri mattina insieme alla posta dell’Assessorato regionale alla sanità di via Conte di Ruvo, a Pescara.

Il ritrovamento, che ha destato subito allarme tra i dipendenti della struttura, è avvenuto tra le 9,30 e le 10, nell’ufficio del Protocollo generale della Direzione sanità, al sesto piano. A sorpresa, però, invece di astenersi da qualsiasi intervento secondo le norme della più elementare prudenza, sembra che gli uffici della segreteria del direttore generale abbiano fatto aprire la busta e poi hanno chiamato le Forze dell’ordine. Sul posto si sono precipitati carabinieri e polizia che hanno sequestrato busta e contenuto e per tutto il giorno sulla vicenda è sceso il silenzio più impenetrabile. Anche nel pomeriggio, a precisa richiesta di informazioni, non c’è stata nessuna dichiarazione dell’assessorato, salvo il classico: «rivolgetevi ai carabinieri, noi non rilasciamo dichiarazioni».

Anhce da carabinieri e polizia però nessuna notizia ufficiale sulla notizia.

 Da quello che si è appreso, sembra che la busta fosse indirizzata a tre nominativi di punta della sanità (che non nominiamo per evitare di dare altri spunti a menti esaltate  che probabilmente sono dietro questi episodi). In realtà dalla fattura del plico e dal tipo di polvere da sparo utilizzata, la vicenda sembra più un episodio singolo di delinquenza comune che frutto di organizzazioni malavitose organizzate. Certo è che il clima che si respirava in assessorato dopo il ritrovamento era molto teso e molto disorientato. Perché una cosa sono le normali tensioni per i provvedimenti in sanità che muovono grossi interessi e larghi dibattiti, un’altra le minacce senza speranza di questo tipo. I destinatari del plico sono stati già informati ed interrogati dagli inquirenti per cercare di capire se questa busta con proiettile arriva dopo una serie di altre minacce o se è un caso isolato. Se però non fosse il gesto irresponsabile di qualche esaltato, due sarebbero i problemi sul tappeto da affrontare per la politica che esce sconfitta da questa vicenda: abbassare i toni delle polemiche e dare più spazio alla partecipazione ed alla informazione, proprio per gestire il consenso su certi tagli e su certi sacrifici. Questo episodio arriva proprio quando a livello regionale e  dell’ufficio commissariale era cambiato il clima delle riunioni e degli incontri preparatori alle decisioni, con maggiore partecipazione degli addetti ai lavori alle scelte della sanità. Insomma un nuovo corso di cui tutti si erano accorti, salvo l’autore di questa minaccia.

Sebastiano Calella  16/11/2011 7.22