Petrolio, Idv contro Catarra: «colpevole silenzio sulle richieste della Medoilgas»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Non l'ha presa bene l'Italia dei Valori la notizia che la Medoilgas ha avanzato alla Regione due richieste di attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma nel teramano.

La notizia è saltata fuori dopo che la richiesta all'amministrazione regionale è finita sul bollettino ufficiale della Regione ma a quanto pare nessuno prima ne sapeva niente. Riccardo Mercante, consigliere provinciale dell'Idv, si scaglia contro il presidente della Provincia Walter Catarra: «riteniamo gravissimo il suo silenzio», commenta Mercante, «visti gli impegni presi dall'amministrazione provinciale a seguito dell’approvazione unanime dell’odg sulle trivellazioni presentato dal gruppo Idv nel Consiglio del 03 agosto del 2010».

«Mai come ora», continua il consigliere dipietrista, «visto lo stato di crisi che attanaglia le nostre imprese, consideriamo necessario tutelare le caratteristiche peculiari del nostro territorio». Compito della Provincia, sottolinea il consigliere, deve essere quello di preservare le sue qualità paesaggistiche, di tutelare la sua vocazione prettamente turistica, di salvaguardare la viticoltura, l’artigianato, l’arte, le attività enogastronomiche. «Non certo quello di promuovere il bike-sharing fra le trivelle o l’affissione del marchio Costa Blu ad un traliccio».

«Siamo sicuri – conclude Mercante - che il presidente della Provincia non rimarrà inerte di fronte alle rimostranze dei comuni interessati e per questo confidiamo in una convergenza unitaria sulle azioni a tutela del territorio che delineeremo nero su bianco su una mozione consiliare di prossima presentazione».

Ma si mostra scettico anche il consigliere regionale dell'Idv Cesare D'Alessandro secondo il quale «è giunto il momento di dire basta, tutti insieme alle ricerche e alle trivellazioni sia in mare che
sulla terraferma da parte delle imprese che trattano idrocarburi; basta, in particolare, alle concessioni richieste dalla ditta Medoilgas Spa».

«La produzione di energia elettrica basata su idrocarburi», continua D'Alessandro, «oltre ad essere una seria minaccia per l’ambiente, appartiene a metodiche di produzione del passato che non si conciliano più con la sostenibilità ambientale. Il nuovo Governo, se ci sarà, deve cambiare rotta e l’Abruzzo deve poter difendere l’integrità ambientale dei propri territori».
Per questo D'Alessandro chiede a Chiodi ed ai sindaci interessati di dire no alle nuove
trivellazioni nei comuni teramani, «che arricchiscono solo le ditte petrolifere e lasciano ai cittadini sostanze inquinanti per decenni e decenni».
Ci sono ancora 40 giorni di tempo per presentare osservazioni ed opporsi. «Lo possono fare tutti i cittadini», conclude Cesare D’Alessandro, «ma una vera alzata di scudi deve venire dai Sindaci per mettere la parola ‘fine’ allo scempio dei loro territori».

15/11/2011 16.38