Ipad in Consiglio, «serviranno per risparmiare». Acerbo non lo vuole. Le vostre reazioni

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4048

Ipad in Consiglio, «serviranno per risparmiare». Acerbo non lo vuole. Le vostre reazioni
ABRUZZO. «Non è un regalo fatto ai consiglieri regionali», assicurano dalla Regione. Il tablet, che è stato già consegnato, serve per sostituire i vecchi portatili che avevano già in uso i consiglieri regionali.

Ha creato non poco clamore la notizia lanciata ieri sui nuovi Ipad in dotazione a consiglieri e direttori del Consiglio regionale. Il nostro articolo è stato condiviso su Facebook più di 900 volte e i commenti, sui social network e sul nostro sito «contro la casta», non sono mancati.

A metà giornata, ieri, quando ormai la notizia aveva invaso la Rete, è arrivata una nota dell'Acra, l'agenzia del Consiglio regionale in cui si chiarisce che le ''tavolette'' di Steve Jobs dovranno essere restituite a fine mandato per essere consegnate ai successivi consiglieri «fino al termine dell'ammortamento che ha una durata di 4 anni» e che serviranno per una operazione risparmio. Dunque la meraviglia tecnologica è in comodato d’uso gratuito. Niente sprechi. E non ci sarà possibilità che qualcuno non le riconsegni, assicurano dall'amministrazione regionale perchè «gli strumenti sono inventariati e dunque di proprietà del Consiglio regionale». Tutti avvisati, insomma.

I tablet, acquistati ad una cifra di 40 mila euro iva inclusa, incideranno per un costo annuo di 9.681 euro, fanno sapere sempre dalla Regione. A questa cifra si devono aggiungere altri 4.600 euro per il consumo annuo delle schede telefoniche: in pratica 7 euro al mese per un traffico di 20 giga (grazie ad una convenzione della Consip, la società per azioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze che riesce a spuntare sempre ottimi prezzi per le amministrazioni pubbliche grazie ad accordi con i gestori di telefonia).

«Il progetto di digitalizzazione» si spiega sempre dalla Regione, «punta a ridurre l’ingente uso della carta e, soprattutto, i conseguenti costi anche per ottemperare a quanto previsto dal D.lgs 82/2005 (Codice delle Amministrazioni digitali)».  

Attualmente, il Consiglio regionale riproduce – in media – 1.981.000 fotocopie in un anno per la stampa di documenti cartacei, per una spesa totale di 133.823 euro (la somma tra i costi per la carta e quelli per la manutenzione delle macchine fotocopiatrici del centro stampa). Con il nuovo sistema di digitalizzazione dei documenti, si ipotizza l’abbattimento del 50% delle fotocopie (990.000), il costo totale scende a 19.392 euro.

«Con il nuovo sistema, dunque, il Consiglio regionale avrà un risparmio annuo di 72.022 euro», assicurano dalla Regione, «che, esteso ai 4 anni di ammortamento previsto per i tablet acquistati, il risparmio per le casse dell’ente ammonta a 288.088 euro». La nota non chiarisce tuttavia il nesso tra il processo necessario e utile di digitalizzazione e l’acquisto dei nuovi tablet, posto che anche i portatili già in uso erano in grado di leggere i file digitalizzati in pdf.

Ma se ai piani alti la questione viene ritenuta chiusa e chiarita c'è anche chi ammette la caduta di stile, come il consigliere regionale Maurizio Acerbo (Rifondazione) che ammette: «io l'Ipad non l'ho ritirato». Sempre Acerbo assicura che la richiesta non è arrivata dai consiglieri regionali ma è stata una idea del presidente del Consiglio Nazario Pagano e «i capigruppo e i consiglieri ne hanno ricevuto comunicazione dopo che era stata già assunta». «Per fare una cosa buona e alla moda», continua il consigliere, «presidente e ufficio di presidenza hanno fatto un autogol. Personalmente non ho ritirato l'Ipa perchè ritengo che i consiglieri possano comprarselo aprendo il proprio portafogli e che scivoloni come questi servono soltanto ad alimentare un clima antipolitico. Lancio la proposta, anche a nome del collega dell'Idv Cesare D'Alessandro, che i costi dell'Ipad siano detratti ai consiglieri dall'indennità».

LE POLEMICHE SUL WEB

E nella lunga giornata di ieri non sono mancate proteste e «accuse alla casta» da parte dei lettori che hanno sfogato tutta la propria indignazione sul nostro sito ma anche sulla nostra pagina Facebook.  «Perchè è stato scelto proprio l'Ipad?», chiede Indignato, «perchè è figo. Le stesse funzioni sono svolte da dispositivi identici e molto più economici regolarmente acquistabili sul mercato. Ma non è figo regalare un simil-IPad».

«Prendono direttamente il prodotto più costoso sul mercato, magari credendo che sia il migliore... tanto paghiamo NOI», replica Klikkete.

«Poi pagategli anche un corso per imparare ad usarli», propone gazzella 2000, «perché questa è gente che non capisce gran che di nuove tecnologie. A questo punto procuriamogli anche le amanti a pagamento. A me pare che in un momento di crisi tale ci vorrebbe un po' di pudore e basta».
«Non c'è fine», scrive Kikieda, «allo squallore dimostrato da questa gentaglia a cui auguro di provare la fame nera. Hanno rotto veramente le scatole e non e' ne qualunquismo ne populismo e' che sono stanco di essere preso per i fondelli da questi parassiti senza fondo dai privilegi non meritati e a carico nostro!»

«Oltre alle Audi anche l'i-Pad?», domanda Save_Future, «secondo me tra non molto chiederanno anche l'elicottero per guadagnare tempo visto l'enorme lavoro che fanno per la collettività. BUFFONI BUFFONI BUFFONI!»

«Ma compratevi le zappe, che le sapete usare meglio dell'Ipad», suggerisce Step.

«Esiste la possibilità per difenderci da questa casta in modo concreto», propone Nicko, «NON VOTIAMOLI PIU'! Ma seriamente, non demagogicamente. Se effettivamente si perfeziona questo spreco invitiamo tutti i mass media (con email, lettere , telefonate, sms, ecc..) a pubblicare i nomi dei beneficiari per ricordarseli al momento del voto ed astenersi dal rivotarli. Se non diamo dei segnali tangibili le cose non cambieranno mai. Facciamo partire una campagna: [b]Se sprechi non ti voterò mai più!» «Ma lo sanno usare?», si chiede invece Anna su Facebook. «Non se lo possono comprare da soli?», dice Daniela.

Con quello che guadagnano non sono già abbastanza i soldi che gli regaliamo, in tempo di crisi invece di dare l'esempio...se lo comprassero coi soldi loro il giocattolo!!!», scrive Kartika. «E certo....la gente muore di fame....bell`esempio», dice Natascia. «Al massimo dei Nokia da 19 euro», fornirebbe ai consiglieri Angelo. Per Vincenzo «un bel quaderno e matita annessa, bastano e avanzano per le fesserie che devono scrivere». «Vergogna!!!» grida Patrizia. «Scrocconi», li definisce Davice, «comprarseli da soli, no?»

«Daiii», scrive ironico Antonio, «con quel misero stipendio che prendono!!!» «Pure io voglio I'ipad», scrive Stefano (che probabilmente se lo dovrà comprare di tasca sua). «Ma denunciare alla Corte dei Conti sta vicenda?», chiede Andrea. «Ora devo capire a cosa serva un Ipad ai fini lavorativi...avrei capito (ma non ammesso) un pc portatile...ma un Ipad è una palese presa in giro alla nostra intelligenza». «Ecco spiegato l'aumento del bollo del 10%», ipotizza Mimmo.  Si affida al dialetto, invece, Mafalda, che sintetizza il tutto con un «mbacc' a llì dint'». «55 pedate aggratis», chiude Michelino.  

a.l. 15/11/2011 7.42