Petrolio e gas, la Medoilgas adesso punta sul teramano con due richieste di perforazione

Alessandro Biancardi

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Petrolio e gas, la Medoilgas adesso punta sul teramano con due richieste di perforazione
TERAMO. La Medoilgas Italia ci prova ancora e ha avanzato alla Regione due richieste di attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma nel teramano.

La Medoilgas non è certo una realtà nuova per l'Abruzzo e soprattutto nell'area teatina la società inglese è ben nota per la concessione Ombrina Mare (di fronte alla Costa dei Trabocchi, tra San Vito e Punta Cavalluccio).

La localizzazione del primo nuovo intervento proposto (denominato “Villa Mazzarosa”) sarebbe nei comuni di Roseto e Pineto e si parla di «svolgimento di studi geologici e interpretazione di linee sismiche volti a determinare l'ubicazione di un prospetto a gas nel sottosuolo». L'area interessata dal progetto di ricerca di idrocarburi copre una superficie di 13,40 chilometri quadrati. Il progetto prevede inizialmente una fase riconoscitiva con acquisto e reinterpretazione di linee sismiche già esistenti nell'area e, «se necessario», l'acquisizione di nuove linee sismiche mediante un'apposita campagna geofisica.

«Il rilascio di un permesso di ricerca su un'area geografica vasta», spiega la società inglese, «non comporta necessariamente azioni dirette su tutta la superficie richiesta. Zone protette o soggette a vincoli paesaggistici possono rientrare nell'area richiesta per una continuità dei limiti del permesso di ricerca ma esse non saranno interessate da attività di perforazione e/o registrazione sismica».
Dopo la pubblicazione sul Bura avvenuta nei giorni scorsi partono i 45 giorni entro i quali chiunque (associazioni, Enti, privati cittadini e portatori di interesse) può presentare, in forma scritta istanze, osservazioni o pareri sull'opera.

La seconda richiesta, della stessa società, è molto simile. Anche questa è una ricerca (denominata “Villa Carbone”) di idrocarburi gassosi in terraferma ma rivolta ai comuni di Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco e Bellante. L'area interessata dal progetto copre una superficie di 68,12 chilometri quadrati e anche in questo caso «il progetto prevede inizialmente una fase riconoscitiva con acquisto e reinterpretazione di linee sismiche già esistenti nell'area e, se necessario, l'acquisizione di nuove linee sismiche mediante un'apposita campagna geofisica».
Dalla data di pubblicazione sono partiti adesso i 45 giorni per presentare le osservazioni.

 12/11/2011 13.56