Consiglio regionale, troppi assenti. Sinistra contro «la porcata» del canone dell'acqua

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La mancanza del numero legale ha determinato lo scioglimento della seduta del Consiglio regionale di ieri.

 

All'attacco Rifondazione, Comunisti e Idv. «Neppure l’importanza degli argomenti posti all’ordine del giorno, tra cui le due Commissioni speciali sul terremoto e su Abruzzo Engineering, è bastata a tenere unita una coalizione che, dalla testa ai piedi, fa solo danni alla Regione», ha commentato il capogruppo dell'Italia dei Valori, Carlo Costantini

E persino i documenti obbligatori per legge, come il Dpefr, scaduto dal 30 giugno, non sono stati presenti all’esame dell’Aula.

«E’ ormai evidente», ha commentato ancora l'esponente dipietrista, «che la guerra per bande interna al PdL ha definitivamente preso il sopravvento sugli interessi degli abruzzesi». «Vergognoso», per i consiglieri Acerbo (Rc) e Saia (Pci) «che la maggioranza di centrodestra, con il sostegno del PD, proponga di tagliare un canone per i concessionari di acque minerali introdotto all’inizio dell’anno».

«Non ci convincono», spiega Acerbo, «gli argomenti con cui si passa da un canone di 1 euro per mille litri di acqua emunta a 0,30 per mille litri di acqua imbottigliata».

La maggioranza sostiene che altrimenti le imprese che operano in Abruzzo perderebbero competitività rispetto a regioni che evitano di far pagare i signori del business dell’acqua. «Dimenticano che vi sono però altre regioni che si fanno pagare anche più di quanto preveda il canone abruzzese», tuonano Acerbo e Saia.

«E' incredibile la logica per cui si tassano i poveri e i comuni cittadini, mentre si continuano a fare regali ai ricchi».

Oggi, «in caso di approvazione di questa “porcata”», assicurano i due, «ci faremo promotori di un referendum regionale».

Sempre ieri mattina il consigliere Giuseppe Tagliente ha ufficializzato il suo ingresso nel Pdl e ha definitivamente chiuso l'esperienza nel gruppo di Rialzati Abruzzo. «Un contributo alla chiarezza ed un atto di responsabile fiducia nei confronti del Popolo della Libertà, in un momento di oggettiva confusione e di sconsiderato attacco alla politica bipolare di cui questo Paese e questa Regione hanno bisogno e necessita' per crescere», ha definito Tagliente la sua decisione.  

06/10/2010 8.20