I magistrati di Sanitopoli al Senato: ecco il testo integrale dell’audizione

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4339

I magistrati di Sanitopoli al Senato: ecco il testo integrale dell’audizione
IL DOCUMENTO INTEGRALE. ABRUZZO. Una certa delusione. Ed un errore del Procuratore capo Nicola Trifuoggi.  Non contengono sorprese le 62 pagine dell’audizione della Procura di Pescara alla Commissione senatoriale di inchiesta sul Sistema sanitario nazionale.*LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVENTO

Chi si aspettava chissà quali rivelazioni nuove è rimasto deluso.

In realtà la lettura delle dichiarazioni di Nicola Trifuoggi, Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio non fa emergere alcuna sovrapposizione tra il momento processuale e quello dell’audizione, un pò per lo scopo dichiarato della Commissione di voler solo «comprendere i meccanismi della corruzione in sanità», un pò per la cautela dei tre Pm, che ad esempio, nel corso dei loro interventi non hanno quasi fatto nemmeno i nomi. Solo due o tre volte viene citato l’ingegner Giancarlo Masciarelli, altrettanto forse Ottaviano Del Turco, una volta Lamberto Quarta, una sola citazione anche per la moglie dell’onorevole Sabatino Aracu (anche per lui pochi riferimenti): «la signora è un teste attendibile – ha specificato Trifuoggi – perché su 10 capi di accusa, ben 9 li ha spiegati documentalmente».

CITATI IN GIUDIZIO, POCO CITATI IN AUDIZIONE

Citati di più – direttamente o indirettamente come protagonisti principali, quasi i registi delle vicende sanitarie per le quali la Procura ha chiesto ed ottenuto il processo in corso – l’avvocato Pietro Anello (la cui sentenza di condanna per le cartolarizzazioni è stata consegnata alla Commissione Marino) e Vito Domenici, assessore regionale alla sanità della Giunta di centrodestra. Mai nominato il presidente di questa giunta, anche quando c’è stato il riferimento alla sua assoluzione insieme al genero (anche lui non citato) in un momento processuale connesso «anche se aspettiamo le motivazioni per impugnare l’assoluzione», ha chiosato il Procuratore. Alterne invece le apparizioni di Enzo Angelini, prima come corruttore, poi come concusso, prima re delle cliniche poi ricattato dalla nuova Giunta regionale – dice il procuratore – «con un sistema che ricorda la criminalità organizzata: se paghi ti proteggo e ti do qualcosa», in realtà solo l’1% di quanto promesso.

L’audizione, secondo le dichiarazioni del presidente Marino e dei commissari Bianconi e Cosentino relatori dell’inchiesta, aveva come scopo quello di conoscere dai magistrati del pool di Pescara quali sono state le criticità che hanno permesso di saltare «i controlli sull’acquisto di beni e servizi, sull’inappropriatezza delle prestazioni e sulle false fatturazioni» o di conoscere «il sistema delle cartolarizzazioni e le collusioni tra potere politico, potere gestionale sistema bancario». Chi meglio della Procura di Pescara può suggerire interventi correttivi su questi argomenti? Addirittura ai pm è stato chiesto anche un promemoria per le proposte da suggerire al legislatore.

BANCA ERGO SUM

L’audizione scorre noiosa per chi segue da anni queste vicende e conosce tra inchieste e processi lo sviluppo di Sanitopoli. Non lo è stata per i senatori commissari incuriositi dei meccanismi attraverso i quali in Abruzzo i debiti della sanità sono stati pagati attraverso due cartolarizzazioni (una del centrodestra, la seconda del centrosinistra) identificate come Cartesio e D’Annunzio, dal nome delle società veicolo che acquistavano i crediti/debiti della sanità e li rivendevano sui mercati finanziari attraverso i bond e con l’aiuto delle banche Dexia Crediop e di Merril Lynch. Ed in più c’è stata la spiegazione della cessione della terza tranche dei debiti fatta dal centrosinistra con un’operazione pro soluto. Particolare attenzione è stata poi data all’arrivo della Deutsche Bank che sostituì la Barclays, la banca inglese a cui si era rivolto Enzo Angelini per monetizzare i suoi crediti e che a sorpresa “passò” l’operazione alla concorrente DB.

LA CARTOLARIZZAZIONE AI TEMPI DI PACEE LA SVIZZERA

Ecco: una delle poche novità dell’audizione sta forse in alcune rivelazioni sulle vicende bancarie legate alle cartolarizzazioni, già note nelle carte processuali, ma meno conosciute dal grande pubblico.

Ad esempio nella prima operazione ideata dal centrodestra, le cessioni sono state firmate a Lugano il 7 gennaio 2005, per non pagare le tasse di registro. Oppure è stata ricordata la delibera regionale del 14 dicembre 2004 che impose ai manager la certificazione dei debiti dovuti e di quelli non dovuti (performing e non performing, cioè inesistenti, ma resi validi e riscuotibili), pena il licenziamento in tronco se l’operazione non fosse stata conclusa in tre giorni. Nella seconda cartolarizzazione tra il 2005 ed il 2006 (centrosinistra), i controllori ed i controlli sulle cartelle cliniche e quindi sulle prestazioni poi pagate sono state all’acqua di rose, perché sono stati affidati ad una laureata in lettere, che di medicina non sapeva e ad un medico, Pasquale Cordoma, che medico era ed è, ma che ha dichiarato a verbale di non conoscere il significato della sigla Drg (come noto il Drg è quanto paga la Asl per una prestazione: ad esempio 100 euro fissi per un’appendicite e tre giorni di ricovero o di più per altro tipo di intervento o prestazione). Senza dire che i controlli erano preannunciati, che le cartelle venivano fornite belle e pronte, anche per cliniche lontane di cui si dovevano controllare le strutture, che perciò non venivano controllate. Si scopre però che nonostante tutto l’Abruzzo non è la regione peggiore: altrove sono stati firmati contratti di derivati scritti in inglese da parte di funzionari che l’inglese non lo conoscevano affatto…

«VILLA PINI GUADAGNA TROPPO VUOL DIRE CHE C’E’ QUALCOSA CHE NON VA»

C’è poi la battuta illuminante di Carlo De Benedetti al quale fu proposto l’acquisto di Villa Pini: «non compro perché guadagna troppo e se è così vuol dire che c’è qualcosa di marcio». Insomma se tutti sapevano tutto, si sono chiesti Bellelli e Di Florio, vuol dire che era stato sufficiente inserire nei gradi alti della Regione – quelli che dovevano controllare - persone di fiducia che non hanno mai controllato. Così si spiega il potere concesso alla Fira, che sostituì i funzionari regionali, che scriveva le delibere e che pagava chi e come voleva. Il discorso è scivolato poi sul «ruolo di Merril Lynch» (lo ha chiesto il senatore Lionello Cosentino) e su quello «della cupola o della cabina di regìa per la cartolarizzazione che – come ha chiesto Alfonso Mascitelli – potrebbe essere ancora attiva in questa rete di omissioni che ha consentito una regalìa da 8 milioni e 760 mila euro alla cliniche private. Chiodi ha promesso di recuperarli - ha ricordato Mascitelli – e noi ci riserviamo di controllare se lo ha fatto». Poi il senatore Idv ha lanciato un allarme: «il sub commissario Baraldi ci ha detto in audizione che questo meccanismo corrotto e collusivo funziona ancora, perché i controllori non sono stati cambiati». «Tranquillo - gli ha risposto Trifuoggi: seguo il suo lavoro, mi viene a trovare spesso e non ci sono fatti penali. Quello che c’era l’ho inviato alla Procura di Chieti». Il problema, semmai ha aggiunto Trifuoggi, è che «l’assessorato regionale alla sanità non risponde alla Baraldi, soprattutto ai livelli medio-alti, ma lì comanda ancora l’ex assessore Lanfranco Venturoni, che pure è incappato in vicende giudiziarie».

«DEUTSCHE BANK FAVORITA PERCHE’ INTERESSATA AL PORTO DI ORTONA?»

 Ha chiuso il pm Di Florio con alcune considerazioni sulla mancanza di gare ad evidenza pubblica da parte di Del Turco per la scelta come partner bancario della Deutsche Bank, forse in quel tempo interessata ai possibili investimenti per il porto di Ortona. A questa banca furono dati 14 milioni per un’operazione che fu presentata come risparmio e che risparmio non era. Insomma, è l’amara conclusione del pool, «ci sono professionisti della truffa che riescono ad ingannare anche i funzionari esperti del Ministero». Immaginiamo l’impatto della finanza creativa su funzionari regionali poco esperti, magari rincitrulliti dalle acrobazie finanziarie di Masciarelli e dalle coperture politiche che aveva. Insomma 4-5 anni per un delitto finanziario perfetto che ha messo in ginocchio le casse della Regione e che è saltato per il famoso adagio: «chi troppo vuole nulla ha».

Che delusione ascoltare i pm che parlano di politici inesperti ed ignoranti, di delibere approvate senza discutere perché già preconfezionate, di errori di valutazione che vennero fatti passare come operazioni risolutive per risparmiare, addossando invece agli abruzzesi debiti ed interessi ancora maggiori che saranno pagati fino al 2020. Più che un’audizione è sembrata una seduta di analisi dei sistemi truffaldini con cui la sanità è stata amministrata da un gruppo di professionisti della finanza creativa posizionati nei punti di snodo dei controlli: solo questo i magistrati hanno spiegato senza sbavature, salvo un piccolo errore del Procuratore. A pagina 19 del testo, quando parla del medico Cordoma e della sua strana funzione di controllore che controlla poco, Trifuoggi ricorda che «occasionalmente è anche sindaco di un paese in provincia di Pescara». Definire «paese» Montesilvano?

Ahi, ahi, Procuratore…

Sebastiano Calella  09/11/2011 8.43

*L'AVVOCATO DI DEL TURCO CONTRO L'AUDIZIONE DEL POOL

*LA LETTERA DI DEL TURCO AL SENATORE MARINO

[pagebreak]

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVENTO

 

SANITOPOLI, TESTO INTEGRALE MAGISTRATI IN COMMISSIONE SENATO