Power Crop, Chiodi si impegna a sospendere l'iter mentre il Tar decide

Alessandro Biancardi

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Power Crop, Chiodi si impegna a sospendere l'iter mentre il Tar decide
ABRUZZO. Centrale Power Crop. I tempi si allungano. Approvata una risoluzione che fa sperare il popolo del no. (Foto e video: Ciro Sabatino)

Approvata all'unanimità da parte del Consiglio regionale la risoluzione urgente con cui si impegna il presidente Chiodi a sospendere il procedimento di autorizzazione dell'impianto a biomasse PowerCrop in attesa della decisione del Tar Abruzzo.

Ma con l'approvazione del documento il presidente della Giunta Gianni Chiodi e l'assessore competente Mauro Di Dalmazio, si impegnano anche a chiedere una nuova valutazione ambientale e valutare l'ipotesi di predisporre una normativa che contempli il vincolo di rilascio di parere di Valutazione di Impatto Sanitario.

La soddisfazione è stata bipartisan. Per il consigliere Valter Di Bastiano (Pdl) «l'approvazione convinta dimostra una volta di più l'infondatezza delle insinuazioni fatte circolare nei giorni scorsi e che avrebbero voluto il Popolo delle Libertà diviso sull'argomento. Massima è da parte nostra - continua Di Bastiano - l'attenzione per le questioni sollevate dalle amministrazioni comunali e dalle popolazioni e, al fine di eliminare ogni incertezza, chiederemo una nuova valutazione ambientale sulla base di quanto previsto dal predetto articolo 6 del decreto legislativo 152/2006».

Per Maurizio Acerbo (Rc), invece, il voto di oggi «è una vittoria della mobilitazione democratica. Ma non bisogna abbassare la guardia. Oggi si è vinta una battaglia non la guerra».

A preoccupare l'esponente di Rifondazione è anche la risposta di questa mattina, nel corso del question time, dell'assessore Giuliante: «ha letto un testo predisposto dagli uffici», spiega Acerbo, «in cui si negano persino cose evidenti come la mancata richiesta di parere agli enti parco o la non congrua valutazione del complesso di tutte le emissioni degli impianti presenti nel comprensorio visto che il monitoraggio è stato effettuato a Ovindoli (1376 metri)e per un periodo limitatissimo invece che a Borgo Incile (Avezzano) che si trova in una conca intermontana a 660 metri. Il rischio è che la Giunta giochi a nascondino scaricando la responsabilità del sì sul Comitato Via».

Rifondazione Comunista è stata contraria fin dal primo momento alla centrale, «ora lo siamo ancora di più», ammette Acerbo, «perchè è forte il sospetto che in realtà siamo di fronte al tentativo di realizzare un inceneritore a servizio di Roma e del Lazio».

«Siamo riusciti finalmente, dopo mesi di attesa e rimandi», ha commentato invece il consigliere del Pd Giuseppe Di Pangrazio, «a far comprendere alla Regione che la salvaguardia dell'ambiente è un tema di fondamentale importanza per il territorio marsicano».

E' una questione che dura da anni che ha trovato l'opposizione delle popolazioni, delle istituzioni del territorio come il Comune di Avezzano e il Comune di Luco dei Marsi, delle associazioni ambientaliste, delle associazioni di categoria e dei comitati cittadini. «L'assessore Di Dalmazio e il presidente Chiodi dovranno impegnarsi affinché vengano attivate tutte le procedure necessarie per attuare la sospensione autorizzativa», continua Di Pangrazio, « con la conseguente richiesta di una nuova valutazione di impatto ambientale. Chiederò con puntualità ogni 30 giorni se tale procedimento sia stato sospeso e se le relative procedure siano state attivate».

 Il voto è stato salutato con soddisfazione dal primo cittadino di Avezzano. «Questo primo risultato utile, frutto dell'impegno by-partisan del consiglio regionale», afferma Antonio Floris,  «è il risultato dell'azione convinta dell'amministrazione comunale da sempre contraria alla realizzazione dell'impianto.  La scelta del consiglio, quindi, che poggia la prima pietra del muro mirato a sbarrare la strada per sempre al progetto della Power crop, va nella direzione da noi indicata indicata sin dall'inizio volta a stoppare la realizzazione dell'impianto per tutelare la salute dei cittadini e dell'ambiente fondata su basi solide. Testimonianza indiscutibile il ricorso al Tar condiviso anche dal Comune di Luco dei Marsi».

 Conquistato il primo paletto, comunque, Floris assicura un monitoraggio costante dell'iter  per evitare la realizzazione di un impianto ritenuto «non consono alla realtà territoriale. E per questo», conclude il sindaco di Avezzano, «manterremo alta la guardia su tutte le fasi successive, assicurando il mantenimento della linea vincente seguita finora per stoppare l'impianto a biomasse».

08/11/2011 19.07

 

UNIONE DEI MARSI: «RIBADIAMO NOSTRO NO»
L'Unione dei Marsi conferma «in maniera convinta e decisa» il proprio no alla realizzazione di tale centrale.
«L'assunto che tale centrale sarebbe alimentata da cippato prodotto da filiera e da forestazione locale, è solo il modo di nascondere la verità e cioè che tale centrale sarebbe destinata poi a diventare l'inceneritore dei rifiuti che abbondano in altre parti d'Italia. Nella scorsa campagna elettorale per le Amministrative, l'UdM si è molto battuta su questo punto; ribadiamo pertanto ai molti cittadini che ci hanno dato il consenso, che vigileremo e metteremo in atto tutte le forme di protesta che riterremo opportune. Oltre ad essere uno dei punti caratterizzanti del nostro programma, il no alla PowerCrop fu una delle condizioni che ci spinsero a decidere di convogliare il nostro consenso al secondo turno verso il Sindaco Di Pangrazio, a tal punto che fummo anche pesantemente attaccati dall'ex-Sindaco Floris e dal candidato sindaco Cipollone. Ci auguriamo pertanto che il sindaco Di Pangrazio voglia ribadire, nelle parole e negli atti, quell'impegno preso con noi e con la cittadinanza tutta».

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