L’Abruzzo frana: gravissimo il pericolo idrogeologico. In cantiere altre opere faraoniche

Alessandro Biancardi

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L’Abruzzo frana: gravissimo il pericolo idrogeologico. In cantiere altre opere faraoniche
ABRUZZO. Gran parte dell'Abruzzo è a rischio idrogeologico ma le risorse vanno per le strade e grandi opere di cemento.

Gran parte degli argini sono di fatto abbandonati e mancano addirittura dati attendibili sulle portate dei fiumi. Per quanto riguarda le frane in Abruzzo quasi 17.000 siti sono a rischio con oltre 1500 kmq di superficie con dissesti. I punti più critici per i fiumi, secondo il Piano Stralcio per la Difesa dalle Alluvioni della Regione sono Popoli sull'Aterno-Pescara, Pineto sul Vomano e Castel di Sangro sul Sangro.

Insomma storia vecchia, storia di sempre, storia inascoltta perché costa. La politica non si cura del rischio geologico ma preferisce il cemento per poi piangere sulle disgrazie che si dovevano evitare. uqetsa mattina il wwf Abruzzo ha fatto il punto della situazione nella nosytra regione. il risultato che emerge è drammatico nella sua continuità, perché allarmi del genere si ripetono ciclicamente nella più desolante inerzia.

Inoltre molti comuni costieri del teramano, per esempio, spiega l’associazione sono a forte rischio per bacini minori,  come il Cerrano e il Calvano, che in pochi minuti possono portare a valle grandi quantità di fango. Circa 300 ponti, secondo uno studio della regione del 2004, sono in gravissimo stato di conservazione, molti dei quali sono interessati da frane, e necessitano di interventi di manutenzione.

 LA GRANDE OPERA PER LA GRANDE EMERGENZA

Per il Wwf si continua a progettare e a costruire in aree a fortissimo rischio di esondazione spendendo o programmando la spesa di decine di milioni di euro di fondi pubblici. Basti pensare al progetto Anas per la variante Sud di L'Aquila, un'opera del costo di circa 30 milioni di euro, localizzata in gran parte nell'area di esondazione del fiume Aterno.

«E' incredibile pensare che hanno cercato di approvarla velocizzando i tempi sfruttando un'ordinanza di protezione civile», denuncia ancora il Wwf, «per il dopo terremoto per la riapertura delle scuole di l'Aquila»

L’associazione ambientalista ha scritto ai vari enti che hanno approvato l'opera in quella conferenza dei servizi. Finora non c’è stata risposta e solo un ricorso al Tar dei comitati la sta bloccando: non pare che l'Anas stia retrocedendo.

 PERICOLO SALINE

Sul Saline, invece di rifare gli argini, in larga parte compromessi, si spendono oltre 15 milioni di euro per tre nuovi ponti e strade lungofiume in parte a rischio di esondazione. Il tutto sostanzialmente tramite autodichiarazioni circa la non delocalizzabilità dell'opera. Se poi parliamo di opere private, proprio in questi giorni è in corso l'iter per la realizzazione di nuovi centri commerciali a fianco a Megalò in parte in aree a rischio sul Fiume Pescara a Chieti scalo.

 «Per prevenire danni e lutti», dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf, «basterebbe fare poche cose molte delle quali derivano dal buon senso. Intanto non vogliamo più sentire proposte di opere pubbliche o private in aree a rischio frana o a rischio esondazione. Poi bisogna dare risorse all'Autorità di bacino per identificare con i modelli matematici le aree a rischio per tutti i fiumi e non solo per i principali e per aggiornare i dati su portate e stato degli argini. Poi servono gli interventi sui fiumi: mantenere le poche aree rimaste libere lungo i corsi d'acqua e destinarle a servitù idraulica per far espandere i fiumi in caso di piena. Inoltre bisogna intervenire contestualmente sugli argini per spostarli il più possibile lontano dal letto ordinario del fiume».

Oggi gran parte dei fiumi della regione sono stretti tra argini con sezioni del tutto insufficienti. Questo è il vero problema. Uno pensa che basta alzare di più l'argine per stare al sicuro dietro e magari anche costruire, come si sta facendo a Marina di Città S. Angelo.

In quasi tutte le tragedie italiane i problemi sono derivati dal cedimento degli argini. Quando cade un argine l'onda arriva nelle case in pochi minuti. Questi cedono per vari motivi. Intanto per mancanza di manutenzione: ad esempio, devono essere liberi da vegetazione e percorribili per ispezioni. Poi crollano perchè se realizzati troppo a ridosso dell'alveo non reggono l'erosione nelle piene.

 PRIORITA' VERE

Il Wwf richiama, quindi, gli amministratori a scegliere tra «le vere priorità del paese quando si tratta di spendere i pochi fondi a disposizione».

In Abruzzo si continua a scommettere su grandi opere da veri megalomani, come la strada pedemontana Abruzzo-Marche che per il solo tratto Capsano (frazione di Penna S. Andrea)-Bisenti prevede la spesa di 180 milioni di euro di fondi pubblici (e 173 milioni di euro per il tratto Guardiagrele-Val di Sangro) La stessa “sbornia da cemento” contraddistingue il Piano Regionale dei Trasporti in gestazione presso la Regione, tutto fatto di megatunnel sotto le montagne, pedemontane, circonvallazioni e complanari.

Alcuni amministratori vogliono farsi finanziare con decine di milioni di euro il cosiddetto “periplo del Gran Sasso” con opere faraoniche a base di cemento in un Parco Nazionale per strade, come la Castelli-Rigopiano, che sono quasi impossibili da manutenere e realizzare proprio per i gravissimi problemi idrogeologici.

Il suono assordante della protesta assennata lascerà presto il passo al consueto silenzio che prepara i prossimi lutti di tragedie progettate a tavolino.

08/11/2011 14.52