Autolinee regionali, la rabbia di Filt Cgil Abruzzo dopo il no alla fusione

Alessandro Biancardi

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PESCARA.  «Mentre il no del privato è comprensibile, quello dei dirigenti dei servizi di trasporto pubblico è  inaccettabile».

E’ questo il commento di Filt Cgil Abruzzo sulla posizione di netta contrarietà alla creazione  di una società unica per il trasporto su gomma, espressa ieri da Arpa, Gtm e Anav (associazione di categoria di Confindustria che raggruppa i vettori privati) in  quarta commissione (Industria-Commercio, Turismo).

Una presa di posizione, quella dei vertici aziendali che, secondo Filt Cgil Abruzzo, «non solo stride con la linea assunta dalla Regione, favorevole al progetto di riassetto del trasporto pubblico locale su gomma ma mira a conservare i privilegi aziendali».

E’ per questo che la sigla sindacale  spinge per un intervento sul progetto di legge (estromettendo i vertici delle aziende di trasporti) e si dice pronta a mobilitarsi se la riforma non andasse in porto. Il progetto di  riordino del trasporto pubblico locale  prevede la creazione  di una società unica per il trasporto su gomma in luogo delle attuali società Arpa, Sangritana, Gtm. I vantaggi secondo Filt Cgil sarebbero numerosi, a partire dall’abbattimento dei costi.

L’unificazione, infatti, comporterebbe la riduzione delle spese per l’ acquisto di gasolio, materiale rotabile e beni di consumo, dei costi dell’amministrazione (grazie ad  una gestione unificata), la  riduzione di sovrapposizioni di corse nella stessa gestione, il risparmio per la manutenzione dei mezzi grazie ad officine integrate.

«Lo stesso assessore  ai trasporti Morra », dice Filt Cgil Abruzzo, «dichiarava i vantaggi dell’operazione sul piano del contenimento della spesa pubblica e se le sue affermazioni  rappresentano, come crediamo, la volontà politica dell’intera Giunta, non possono essere messe in discussione da chi è stato nominato dalla stessa politica con il solo scopo di amministrare queste aziende raggiungendo gli obiettivi fissati dalla Regione».  

E infatti, nel corso dell’incontro di ieri, i dirigenti delle società di trasporti hanno fatto fronte comune contro il progetto, perché, ha dichiarato il presidente della quarta commissione Nicola Argirò, «non si può procedere alla fusione, se prima non si concretizza una ridefinizione dell’intero settore del trasporto pubblico locale, che passa per la creazione, tra l’altro, del bacino unico e della gara unica. Insomma, la nuova società deve essere un punto di arrivo e non di partenza». 

05/11/2011 12.45