Sanitopoli, in aula le prove dei soldi usciti da Villa Pini: almeno 6mln

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La ricostruzione dei soldi usciti dalle casse della società che gestiva Villa Pini finiti in altre società, le perquisizioni agli indagati, la decisione di Angelini di parlare.

Sono stati questi gli argomenti centrali delltestimonianzazaza del luogotenente Pasquale Mattetti della polizia giudiziaria della procura della Repubblica, ascoltato ieri come teste nell’ambito del processo Sanitopoli che vede tra gli altri imputati l’ex governatore della Regione, Ottaviano del Turco ed altri 30 tra ex assessori, consiglieri, dirigenti regionali.

Mattetti, che ha condotto le indagini fin dall'inizio, ha ricostruito tutta una serie di prelievi di danaro effettuati dalle varie società del gruppo Villa Pini tra il 2005 ed il 2008. Prelievi, che solo negli anni 2006-2007, ammonterebbero ad oltre sei milioni di euro. Si tratta di accertamenti mirati che provano ormai in maniera inconfutabile che una marea di soldi sono stati distratti dalle casse della società per poi finire sia nelle tasche dell’ex patron Vincenzo Angelini ed in parte in tangenti.

Il luogotentente ha raccontato, a tal proposito, di diverse acquisizioni di documenti, riguardanti in particolare scritture contabili, estratti conto, richieste di danaro contante, effettuati nella casa di cura Villa Pini a partire dal maggio 2008. Una inchiesta che si è rivelata particolarmente ostica per la mole di documenti e la tortuosità dei movimenti contabili che in qualche modo dovevano servire a confondere eventuali inquirenti. Il denaro in gran parte, invece, è stato seguito, passaggio dopo passaggio, e se a Pescara Angelini è imputato e parte offesa a Chieti è sotto inchiesta per bancarotta fraudolenta (nell’ambito dell’inchiesta teatina fu scovato un garage con alcuni beni di valore di Angelini in procinto di sparire per sempre).

Mattetti ha poi ricordato l'arresto dell'ex capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone, che ha eseguito personalmente, in occasione del quale furono eseguite perquisizioni nella sua abitazione ed in altri due immobili situati a Chieti. Durante quelle perquisizioni, sempre secondo il racconto dell'investigatore, furono rinvenuti 19 orologi di marca, tra cui un Cartier, 19 bollette relative ad acquisti di tappeti e serigrafie, oltre a numerosi curriculum, lettere di referenze ed un foglio manoscritto con un appunto che recitava "Angelini ha presentato due relazioni tecniche e la procura dice che sta collaborando".

Secondo le indagini Cesarone aveva una enorme disponibilità di denaro tanto da riuscire a spendere in un anno quasi 30 mila euro di tappeti, spesa che però è stata finanziata attraverso un prestito (che per la procura potrebbe essere stato contratto ad arte per dissimulare l’enorme quantità di denaro anche in nero). Inoltre c’è il particolare del biglietto che parla delle indagini che all’epoca dell’arresto (14 luglio 2008) dovevano essere ancora segrete. Quel foglio, dicono gli inquirenti, prova in maniera inconfutabile che l’ex giunta Del Turco, Cesarone e altri avevano fatto di tutto per cercare di capire se si stesse indagando su di loro, su cosa la procura di Pescara aveva messo le mani e se davvero, come pure si vociferava, Angelini aveva davvero iniziato a spifferare tutto. Tra le altre cose un’altra fuga di notizie è provata da una serie di intercettazioni telefoniche che vedono protagonista il segretario dell’ex assessore Mazzocca, Angelo Bucciarelli: parlando con il suo interlocutore (una indagata poi deceduta) si commentava un imminente arresto e una richiesta che la procura aveva avanzato nei confronti di personaggi eccellenti. Su come si siano originate le fughe di notizie, tuttavia, non è mai stato chiarito né accertato.

Era il 9 luglio 2008 e nel corso della telefonata Bucciarelli scoprì persino l'imminente deposito della ordinanza di custodia cautelare. Una notizia segretissima che conoscevano in pochissimi.

Dopo Mattetti, si è parlato di cartolarizzazioni. L'accusa ha chiamato a testimoniare, fra gli altri, il dirigente regionale Dario Soria. Riguardo alla prima cartolarizzazione, il dirigente ha raccontato che inizialmente si era rifiutato di firmare la relativa delibera in quanto né lui né la sua struttura avevano partecipato all'istruttoria della pratica e, dunque, non la conosceva. Ha riferito, a tal proposito, di "insistenze" da parte del presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli, in seguito alle quali chiese un'autorizzazione scritta, firmata dall'allora assessore alla Sanità, Vito Domenici.

Il teste ha poi raccontato di contrasti tra lui e altri dirigenti regionali che premevano per firmare la delibera del 2004 che di fatto ha poi avviato il processo di cartolarizzazione. Sintomatico il fatto che la delibera in bozza fosse stata preparata da strutture esterne alla direzione regionale competente anche attraverso la Fira e alcuni consulenti esterni.

La prossima udienza è in programma il 23 novembre. Il Collegio ha comunicato in aula anche il calendario relativo al 2012. La prima udienza del nuovo anno si terrà il 18 gennaio, le successive si svolgeranno tre volte al mese sino a dicembre con sospensione nei mesi di luglio ed agosto.

05/11/2011 9.55