Punti nascita di 2° livello solo a Pescara, L’Aquila e Chieti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sono solo 7 i Punti nascita previsti in Abruzzo dal Piano di riorganizzazione che andrà gradualmente a regime tra il 2012 ed il 2013, almeno secondo le intenzioni dell’Ufficio commissariale.

ABRUZZO. Sono solo 7 i Punti nascita previsti in Abruzzo dal Piano di riorganizzazione che andrà gradualmente a regime tra il 2012 ed il 2013, almeno secondo le intenzioni dell’Ufficio commissariale.

Si tratta di Pescara, L’Aquila, Chieti, Teramo, Avezzano, Vasto e Lanciano. Ma c’è chi giura sul loro aumento: dovrebbero essere 10, se si applicassero rigidamente le linee guida del ministro Ferruccio Fazio che prevedono un Punto nascita ogni 1000 parti e specifici requisiti organizzativi e tecnologici che non tutti gli ospedali hanno. E siccome in Abruzzo nascono poco più di 10 mila bambini l’anno, il conto è presto fatto per i numeri. Manca invece l’adeguamento tecnologico degli ospedali, che dovrebbe avvenire entro i prossimi due anni. In realtà le dispute sui numeri lasciano il tempo che trovano quando servono ad avere di più, ma contano invece moltissimo quando vengono usati per tagliare (tra l’altro nel Piano Fazio si parla di Punti nascita con numeri da 500 a 1000). Nel caso dell’Abruzzo, le cartine topografiche allegate al Piano commissariale che sta per essere pubblicato dividono i 10 mila nati/anno in tre bacini: Pescara, L’Aquila e Chieti, con riferimento cioè agli ospedali definiti di 2° livello perché attualmente attrezzati con la Tin, la terapia intensiva neonatale. Che infatti a Teramo non c’è (il Punto nascite è considerato di 1° livello), come in tutti gli ospedali teramani che presentano solo la Pediatria con il Nido e l’Ostetricia, come Atri e S. Omero che con la riorganizzazione, cioè alla fine del 2013, saranno completamente disattivati. A Teramo invece è previsto un Punto nascita di 1° livello con la Pediatria, 8 posti di Neonatologia, l’Ostetricia, la Pediatria ed il Nido da 20 culle. In provincia di Pescara, non si nasce più a Penne: resta solo l’ospedale del capoluogo con un Punto nascita di 2° livello (Tin da 6 pl, Terapia sub intensiva da12 pl), la Neonatologia (12 pl) e 40 culle, più Ostetricia e Pediatria. Terapia intensiva neonatale anche all’Aquila (3 pl) che resta punto nascita di 2° livello, più la Sub-intensiva (6 pl), Neonatologia (6 pl) e 15 culle, mentre chiude Sulmona. Avezzano invece resta di 1° livello, con 8 pl di Neonatologia e 20 culle. Più complessa ed un pò atipica la riorganizzazione a Chieti: chiude solo il Punto nascite di Ortona, restano Vasto (con 15 culle) e Lanciano con 6 pl di Neonatologia e 15 culle.

L’ospedale di Chieti rimane di 2° livello, con 5 posti di Tin, 10 di Sub-intensiva, 10 di Neonatologia e 30 culle. Il tutto nella rete Sten (trasporto emergenza neonati) e Stam (trasporto mamme), con l’attivazione di Consultori familiari più efficienti e con una formazione spinta del personale infermieristico e medico ed una drastica riduzione dei parti cesarei. Come detto, il Piano sarà applicato in due anni e dovrebbe consentire il “parto in sicurezza” per tutti i diecimila bambini che verranno al mondo in Abruzzo. Come per altri Piani, sulla carta tutto funziona alla perfezione, in realtà le criticità emergeranno quando dalla teoria si passerà alla pratica e gli ospedali ed i servizi di emergenza urgenza saranno messi a dura prova dalle richieste del territorio e dal sistema viario non sempre adeguato. Ammesso che tutti gli abruzzesi riescano a maturare il cambio di approccio culturale alla nascita, mettendo in primo piano non la sicurezza della madre partoriente, ma quella del bambino nascituro, non è però escluso che la realtà territoriale dell’Abruzzo faccia modificare la previsione dei 7 centri oggi individuati. Infatti la modularità delle scelte per la riorganizzazione potrà essere utilizzata per aumentare i Punti nascita attrezzati e quindi per presidiare meglio il territorio. Come dire: è più sicuro per il bambino anche il parto che avviene il più vicino possibile alla residenza dei genitori.

Sebastiano Calella   05/11/2011 9.26