Fondi editoria, Lavitola chiede aiuto a Catone: «essendo tu abbastanza bandito...»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

9046

Fondi editoria, Lavitola chiede aiuto a Catone: «essendo tu abbastanza bandito...»
LE INTERCETTAZIONI. ABRUZZO. Lavitola consigliava Berlusconi. Lavitola dava indicazioni e disposizioni agli uomini di Berlusconi. Ma Lavitola pensava anche agli affari suoi.

Questione spigolosa quella dei fondi all'editoria, che lo riguardavano direttamente in quanto direttore di un quotidiano (L'Avanti!) che beneficia di migliaia di euro di soldi stanziati dallo Stato. E quando i soldi non arrivavano a destinazione Valter si allarmava ed entrava in azione.

Nella massa di intercettazioni trascritte dalla Procura di Pescara ne è saltata fuori una (pubblicata nei giorni scorsi da Repubblica ma che risale all'ottobre del 2009) tra l'ex giornalista pescivendolo ed  il sottosegretario all'Ambiente, Giampiero Catone, eletto in Abruzzo e zio di Vittorio Catone, presidente del Consiglio di Montesilvano. Lo stesso Catone ha con Lavitola una passione comune dal momento che è stato direttore del quotidiano “La Discussione”, area centrodestra e sede a pochi passi dalla Nave di Cascella, a Pescara. Un giornale di partito che come L’Avanti! ha beneficiato e beneficia di milioni di solidi pubblici ma non ha una distribuzione capillare e vende circa 2mila copie al giorno.

Catone è posizionato attualmente nel gruppo parlamentare Popolo e territorio, dopo un periodo nel gruppo Misto, una militanza nel Pdl e un brevissimo lasso di tempo nel Fli di Gianfranco Fini. Per i ''maligni'' proprio l'addio a Gianfranco Fini, oggi grande nemico del premier, avrebbe fatto guadagnare al parlamentare la nomina di sottosegretario all'Ambiente. Con la nuova manovra a maggio scorso sono infatti entrati a pieno titolo nel governo gli uomini decisivi per la sopravvivenza dell'esecutivo dopo il divorzio con il presidente della Camera. Ma lo stesso Catone nel corso di una intervista ha ammesso che la sua è stata una nomina «fuorisacco» e sarebbe stato spinto dalla Chiesa (essendo molto vicino anche ad un ordine cavalleresco): «È la verità. Sono un fuorisacco, un signore che Berlusconi ha assolutamente voluto per le sue competenze».

Con Lavitola pare ci sia una amicizia solida, almeno così si intuisce dai toni della conversazione, e «Valteruccio» chiede aiuto a «Giampiè» per sbloccare i soldi per i giornali di partito, dal momento che il ministro Tremonti frena.

Lavitola spiega che «ci sta una situazione da allarme rosso» perchè il ministro dell'Economia «siccome non c'è stato il gettito di entrata sulle accise, (...) praticamente lui non paga» i fondi all'editoria. «Quest'anno andrebbe a torta con meno del 50%, che è un disastro».

Lavitola spiega che sta provando a far intervenire Berlusconi «e a farlo muovere per far qualcosa. Però mi dicono che Fini si sta già interessando mosso da quello lì... Raisi (Enzo Raisi, deputato finiano, ndr.)...».

Così Lavitola chiede l'intervento di Catone: «se tu ti rendessi parte diligente per raccogliere un po' di firme di parlamentari sia di destra che di sinistra, e mandare a Fini e a Schifani questo documento chiedendogli di intervenire, sarebbe fondamentale».
«Mandami un documento e ti faccio raccogliere firme sia da sinistra che da destra», assicura il sottosegretario. Sempre Catone spiega che «siccome in Commissione bilancio siamo in quattro ad avere i giornali, eh tutti e quattro andremmo a capa sotto, è chiaro che loro con quattro voti contrari in Commissione bilancio vanno sotto su tutto». «Il segnale è quello», aggiunge l'ex direttore della Discussione. «Anche l'Udc ha un giornale? La Lega?», chiede ancora Lavitola
«Sì, sì, ce l'hanno tutti i giornali. Ci sta Bocchino, ci sta Angeloni...», replica Catone. 
«La questione», suggerisce ancora Valter, «è capire chi sono i parlamentari che possono essere sensibili a 'sta storia e fare una lettera a Fini così che la possa usare come strumento verso Tremonti. L'altra, essendo tu abbastanza bandito, dovresti porre il problema ai capigruppo, dandogli pure la copia di questa lettera, e andargli a dire...».

02/11/2011 8.53

*ASCOLTA L'INTERCETTAZIONE DI REPUBBLICA.IT