«Caos caccia in Abruzzo», insorgono gli animalisti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le associazioni: «si dia immediata esecuzione all'ordinanza del Tar Abruzzo, molte specie a rischio». E il calendario venatorio resta senza orari.

La Regione Abruzzo deve «immediatamente» eseguire l'ordinanza del Tar Abruzzo che ha sospeso il cuore del calendario venatorio (orari di caccia, periodi di caccia e modalità di caccia). Per questo Wwf, Animalisti Italiani e Lega per l'Abolizione della Caccia hanno inviato nei giorni scorsi una diffida al presidente Chiodi, all'assessore Febbo, al direttore della direzione Agricoltura De Collibus e al responsabile dell'Ufficio Caccia Recchia.
Le associazioni ricordano che il Tar ha censurato «i punti più importanti del calendario venatorio» approvato dalla Giunta Regionale che ora non esistono più e devono essere sostituiti immediatamente con un atto della stessa Giunta. «Per capire la portata del provvedimento del Tar», spiegano gli animalisti, «basti pensare che per ben 27 specie, quasi tutte quelle cacciabili, la Regione Abruzzo aveva aperto la caccia con periodi difformi dall'indicazioni dell'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca dell'Ambiente (ISPRA) senza dare – secondo l'ordinanza del Tribunale amministrativo- adeguata motivazione scientifica a tali importanti scostamenti».ù

Per Dante Caserta, consigliere nazionale del Wwf «la Regione sta causando un caos senza precedenti sulla caccia. Questa è la quarta sconfitta di Febbo, della Giunta Regionale e della maggioranza sulla caccia in poco più di due anni».

La Regione ha perso finora tre volte al Tar e lo scorso anno lo stesso Governo Berlusconi ha dovuto impugnare davanti alla Corte Costituzionale il calendario venatorio approvato direttamente dal Consiglio Regionale.

Il calendario venatorio è ora sprovvisto dell'indicazione degli orari di caccia. «L'assessorato», continua Caserta, «pare aver dimenticato che è la stessa Legge Regionale 10/2004 sulla caccia che obbliga ad indicare chiaramente nel calendario gli orari di caccia giornalieri. E' del tutto evidente che in assenza di una riformulazione del punto bocciato da parte di chi è competente non si può andare a caccia».

Le associazioni intervengono anche sulla questione della creazione dell'Osservatorio Faunistico Regionale in cui l'assessore Febbo ripone grandi speranze. «Se l'assessore è così convinto della necessità di un approccio scientifico ai problemi faunistici, compresi quelli venatori, come mai non ha applicato le indicazioni dell'ISPRA, massimo organo scientifico dello Stato in materia?»

Ma Febbo getta acqua sul fuoco: «in una Regione come la nostra dove esistono Riserve, Parchi e Aree protette rimane il solo il 15/18% del territorio a disposizione dei cacciatori. Circa gli orari giornalieri, la Regione si era preoccupata, come ormai da anni, di dare certezze sia ai cacciatori che agli organi preposti alla vigilanza, quindi nulla di diverso in questo calendario c’era rispetto a calendari di anni precedenti. Ora chiaramente in questa fase la Regione provvederà ad adeguare le date come da ordinanza di sospensiva ma questo non inciderà assolutamente sull’attività venatoria».

 02/11/2011 8.48