Riforma Gelmini, studenti e docenti in mobilitazione

Alessandro Biancardi

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2002

ABRUZZO. Previste per il 6 ottobre un’assemblea e la sospensione delle lezioni a Chieti e L'Aquila
 

A seguito della seduta del 22 settembre 2010, il Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti si è schierato all’unanimità contro il progetto di riforma dell’ordinamento universitario (DDL 1905 “Gelmini”).

Il Consiglio si è detto fermamente convinto che, in caso di approvazione del decreto, si verificherebbe un notevole abbassamento del livello qualitativo dell’istruzione e della ricerca scientifica ponendo, tra l’altro, le basi per un progressivo smantellamento della funzione pubblica universitaria. Durante l’assemblea è emersa ben chiara la convinzione che il taglio previsto dal DDL, «invece di innalzare il livello qualitativo degli atenei italiani agli standard europei, porterebbe alla precarizzazione di insegnanti e ricercatori, determinando un sempre minore afflusso di risorse economiche che metterebbe a serio rischio la qualità della ricerca scientifica. Così facendo, in definitiva, si rischierebbe di compromettere seriamente il futuro del Paese stesso».

Per questo motivo, mercoledì 6 ottobre, le attività didattiche della Facoltà di Lettere e Filosofia saranno sospese in modo da permettere a studenti e docenti di partecipare all’assemblea che si terrà dalle 10.30 alle 12.00 presso l’Aula Magna. Saranno illustrate le ragioni della contestazione e fissate, di comune accordo, le forme e le modalità di protesta.  Il Consiglio di Facoltà, esprimendo quindi tutta la sua contrarietà al progetto di riforma.

A L'Aquila è nato invece il comitato No Gelmini formato da un gruppo di studenti, genitori, docenti, personale ATA, precari della scuola, ricercatori universitari. «L'obiettivo», spiegano, «è di creare un vasto movimento di opinione e di informazione sugli effetti della riforma del nostro territorio: ovvero nella scuola la perdita di 700 posti di lavoro tra docenti e personale ATA precario, la compressione degli studenti in aule di oltre 30 alunni (dovuta al taglio delle cattedre) senza alcun rispetto delle norme sulla sicurezza, il taglio del sostegno agli studenti diversamente abili, la previsione della chiusura delle scuole di montagna e l'accorpamento degli istituti con ulteriori disagi nel territorio duramente segnato dal sisma... e l'elenco di disastri potrebbe continuare a lungo». A livello nazionale il taglio alla scuola ammonta a 8 miliardi di euro: l'obiettivo è l'abbattimento del costo della formazione con il più grande licenziamento nel pubblico della storia repubblicana (130.00 posti di lavoro!), e la progressiva delega ai privati dell'istruzione di qualità. Infatti le scuole private parificate dalla riforma vedono un incremento dei fondi pubblici.

Per quanto riguarda l'università «assistiamo all'entrata dei privati nel consiglio di amministrazione fino al 40 %», denunciano dal comitato, «allo svuotamento del senato accademico di ogni potere decisionale e il taglio sul FFO (fondo di finanziamento ordinario), di conseguenza ad un progressivo processo di privatizzazione dell'università, con particolare danno per le facoltà umanistiche. Il tutto accade in una situazione in cui l'ateneo aquilano avrebbe invece bisogno di ulteriore sostegno, i disagi per gli universitari sono ancora grandi, legati all'insufficienza dei posti letto a gestione pubblica (casa dello studente) e il caro affitti talvolta da sciacallaggio dei privati».

I prossimi appuntamenti: mercoledì 6/10 ore15e30 presso Itis Collesapone convegno sulla riforma a cura dal Cobas scuola, venerdì 8/10 L'Aquila manifestazione contro la riforma indetta dagli studenti con sciopero della Cgil, venerdì 15/10 L'Aquila sciopero regionale Cobas scuola, sabato 16/10 Roma adesione dei precari della scuola alla manifestazione Fiom Cgil, domenica 17 Roma Uni La Sapienza assemblea nazionale movimento studentesco.

05/10/2010 9.30