Case popolari, l’Abruzzo senza fondi

Alessandro Biancardi

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   Case popolari, l’Abruzzo senza fondi
ABRUZZO. Il 19 ottobre il Ministero delle Infrastrutture ha sottoscritto accordi di programma per 2miliardi e 717 milioni di euro a favore di 15 regioni d'Italia in attuazione al Piano nazionale per l'edilizia abitativa.

Con questi fondi le regioni "fortunate" potrano realizzare 15.209 alloggi da destinare ad anziani in condizioni svantaggiate, giovani coppie con un reddito basso e famiglie in difficoltà. Tra le regioni che si sono viste assegnare i fondi l’Abruzzo non c’è per cui dal governo centrale non arriveranno fondi né incentivi per la costruzione di nuovi alloggi popolari.

In periodi prolungati di recessione e di difficoltà economica tutti gli indicatori dicono in maniera incontrovertibile che il potere di acquisto delle famiglie è sceso e che gli italiani negli ultimi dieci anni si sono impoveriti, dando fondo alle riserve accumulate in anni di lavoro. Le nuove generazioni di precari hanno contribuito a “dilapidare” le riserve familiari, questo aumenta lo stato di indigenza delle persone che non riescono a farcela da sole. Tra le categorie a maggior rischio trentenni e ultra sessatenni che non pososno disporre di entrate sufficienti o per mancanza di un lavoro stabile o per pensioni che non raggiungono i 500 euro.

Gli affitti degli appartamenti d’altro canto salgono sempre più arrivando a “consumare” anche il 50% degli stipendi in media. Sulla mancanza di fondi per la costruzione di case popolari attacca il Pd  che contesta la gestione del centrodestra.

«L'Abruzzo non ha predisposto il Piano regionale dunque non beneficerà dello stanziamento», dice il vicepresidente del consiglio regionale e consigiere PD Giovanni D'Amico, «la notizia è ufficiale   su 2miliardi e 717 milioni per l'attuazione del Piano nazionale, l'accordo della Rergione Abruzzo produce risorse pari a zero. E' altresi' drammatica se si pensa che la nostra regione necessita di risorse aggiuntive per il proprio Patto per lo Sviluppo. Tanto più sarebbe grave il fatto che ,se fosse confermata la notizia , siamo stati esclusi  dall'accordo per non aver predisposto il Piano regionale nei tempi richiesti secondo le procedure CIPE».

«Attendiamo con ansia che il Presidente Chiodi, oltre che farci paternali, voglia definire le modalità di gestione del Patto per l'Abruzzo e soprattutto  -  conclude D'Amico - chiarisca quali ordinari rapporti intercorrono tra (il suo) Governo regionale e quello Nazionale anche in ordine alla necessità inderogabile di recuperare risorse per l'Abruzzo».

28/10/2011 10.50