Croce Rossa, a rischio tagli 3 mila posti di lavoro

Alessandro Biancardi

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ROMA. Presidio a Palazzo Chigi, «vogliono distruggere la Croce Rossa e licenziare 3 mila lavoratori».

E' questo il grido dall'arme dell'Unione sindacale di base che ha organizzato per questa mattina (si comincia alle 11) un presidio sotto Palazzo Chigi. I primi a saltare, prevedono i sindacati, saranno i precari poi dietro tutti i lavoratori ''in eccesso'' fino ad arrivare alla quota stabilita. Ma l'Usb non ha intenzione di subire passivamente questa sforbiciata che arriverebbe dopo una serie di iniziative non troppo gradite dai lavoratori che oggi si sentono in bilico come le sfilate d’auto e costumi d’epoca avvenute di recente. «I soldi che sono stati sperperati in maniera vergognosa», denuncia la Usb, «e ora si vogliono addebitare ai lavoratori, attraverso l’approvazione di un Piano di Riordino “lacrime e sangue”».

Nel piano, secondo quanto riferito dai sindacati stessi, sarebbe prevista la svendita del Patrimonio immobiliare della Croce Rossa, lo smantellamento dell’Ente Pubblico e, appunto, il licenziamento di 1.600 precari insieme alla messa in stato di mobilità di 2 anni - anticamera del licenziamento - per il personale di ruolo. «Si tratta di un colpo di mano ordito alle spalle dei lavoratori della C.R.I. ed anche di gran parte del mondo del Volontariato, che vede protagonisti questo Governo, a caccia di soldi facili, l’attuale gestione Commissariale e quella parte del mondo associativo assoggettata al Commissario C.R.I.». L’Unione Sindacale di Base «condanna fermamente tale progetto» che, tra l’altro, taglia fuori le organizzazioni sindacali da ogni possibile intervento in favore dei lavoratori coinvolti, «in quanto lo stesso Piano di Riordino prevede soltanto una fase informativa delle o.o.s.s. senza dei veri tavoli di trattativa».

26/10/2011 9.25