I pm di sanitopoli in audizione al Senato: «così hanno depredato la sanità»

Alessandro Biancardi

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I pm di sanitopoli in audizione al Senato: «così hanno depredato la sanità»
ABRUZZO. Cosa è successo in 10 anni nella amministrazione della  sanità in Abruzzo? Come si è creato il deficit che oggi è causa di pesanti ripercussioni per i cittadini?

«Nella sanità abruzzese c'è ancora una situazione nebulosa»: così il senatore Alfonso Mascitelli (Idv) ha riassunto l'audizione del pool dei magistrati pescaresi di sanitopoli chiamati ieri a Roma dalla Commissione Marino che indaga sul Sistema sanitario nazionale.

Sono state due ore di ricostruzione degli ultimi 10 anni dell'amministrazione della sanità abruzzese, tra inchieste, processi, rogatorie e tentativi di recuperare i soldi svaniti nei paradisi fiscali o nelle tasche dei soliti noti. Insomma una rinfrescata alla memoria corta dei cittadini con l'elenco di nomi, cognomi e fatti di chi ha saccheggiato le casse dell'Abruzzo attraverso la sanità. Basterebbe solo questo per dare un senso all'audizione del procuratore Nicola Trifuoggi e dei sostituti Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli. E, invece, ieri c'è stato qualcosa di più, almeno stando a quello che dichiara il senatore Mascitelli, che della Commissione è vice e che quindi ha partecipato direttamente all'incontro.

«Dalle parole dei magistrati – ha commentato Mascitelli - ho avuto conferma che il sub commissario Giovanna Baraldi aveva ragione a gennaio di quest'anno quando ha riferito alla Commissione che continuavano a mancare i controlli in sanità, sulla falsariga del passato. In più ho avuto conferma dell'influenza e dell'interferenza nelle decisioni della sanità da parte dell'ex assessore Lanfranco Venturoni che ha gravi procedimenti giudiziari ancora in corso. Ho chiesto perciò se ci sono inchieste sui livelli intermedi di controllo, ma su questo i magistrati hanno tenuto un profilo basso».

La ricostruzione del pool è durata circa due ore. Un'ora intera se l'è presa il procuratore Trifuoggi, mentre i due sostituti sono intervenuti più brevemente su questione tecniche, ripercorrendo le tappe delle loro inchieste. Hanno poi risposto  alle domande dei senatori Lionello Cosentino sulle banche, di Alfonso Mascitelli sui controlli ancora oggi carenti da parte dell'assessorato alla sanità e sulla richiesta di ulteriore documentazione da parte del senatore Giuseppe Astore. Dunque, sono riemersi sempre gli stessi nomi e le stesse acrobazie contabili della finanza creativa, quella che ha messo in ginocchio il bilancio della Regione e tutta l'economia abruzzese: i politici del centrodestra e del centrosinistra (Sabatino Aracu, Vito Domenici, Ottaviano Del Turco), le cartolarizzazioni con cui sono stati pagati debiti inesistenti che hanno scavato una voragine nei conti, il ruolo delle solite banche e dell'ispiratore principe Giancarlo Masciarelli (il “Conte di Cavour” come lo definiva Vincenzo Angelini per il gradimento bipartisan), le commissioni ispettive pubbliche a rischio collusione con gli operatori privati delle cliniche. Ma soprattutto è emersa una certa continuità nella gestione dell'assessorato regionale alla sanità che va oltre il colore politico della giunta regionale in carica, quasi una zona franca dove i controlli sono messi ai margini e tenuti a debita distanza da parte del potere che conta. E nella ripetitività di nomi e vicende, a sorpresa è arrivato un giudizio positivo per il sub commissario alla sanità regionale Giovanna Baraldi, definito «un tecnico scrupoloso, che viene spesso in Procura per confrontare con noi le sue decisioni».  

«L'audizione ha toccato molte questioni – ha commentato il senatore Mascitelli - in particolare il regalo all'imprenditoria sanitaria privata da parte del precedente governo di centro-destra. Si parla di oltre 80 milioni di euro per i crediti non esigibili, ma pagati lo stesso a diversi imprenditori, e per le tangenti pagate ad alti esponenti del centro-destra. Ma i magistrati si sono soffermati anche sui rapporti oscuri e privilegiati con alcuni gruppi bancari, decisi in seguito a pressioni indirette riferibili a esponenti del centro-sinistra». Non meno importante la ricostruzione «sulla rete diffusa di omissioni, omertà e mancanza di controlli – ha spiegato il senatore - per cui sia durante gli anni di centro destra che di centro-sinistra si era arrivati ad avere all'interno dei nuclei ispettivi regionali (il cui compito è verificare l'appropriatezza dei ricoveri e delle prestazioni) la presenza di ispettori compiacenti con chiari ed evidenti conflitti di interesse. Purtroppo qualcuno di questi continua a svolgere attività di amministratore pubblico».

«La magistratura, che ringrazio – ha concluso il vice presidente della Commissione - ha assolto al suo compito con grande professionalità, ma è la politica che continua a non fare chiarezza sulle scelte presenti, nascondendo responsabilità passate. Basta confrontare i vecchi tetti di spesa per le Cliniche, quelli della Giunta regionale del 2007 e che dovevano produrre considerevoli risparmi, con i tetti di spesa sottoscritti in questi ultimi tempi e decisamente più vantaggiosi: si capisce che certi legami del passato non sono ancora del tutto sciolti e si ripresentano sotto forme nuove». 

s. c.  26/10/2011 8.56