Sanità, esposto di Sel alla Corte dei Conti. Ma Febbo punta il dito contro Paolini

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1947

Sanità, esposto di Sel alla Corte dei Conti. Ma Febbo punta il dito contro Paolini
L'AQUILA. Un esposto alla Corte dei conti per accertare un danno erariale ai danni della Regione legato a inadempienze da parte dell’esecutivo regionale.

L’annuncio è stato fatto questa mattina a Pescara nel corso di una conferenza stampa dal Consigliere regionale Franco Caramanico. La Regione Abruzzo – ha spiegato Caramanico – attende di recuperare 115 milioni di euro derivanti dall’applicazione della delibera n. 354 del 2008 relativa ai livelli di inappropriatezza

dei ricoveri delle singole strutture ospedaliere (quei ricoveri che vengono ''rimborsati'' pur non rispettando determinate caratteristiche o la necessità della degenza del paziente).
Sulla questione il consigliere ha presentato nei mesi scorsi in Consiglio regionale un’interrogazione nella quale chiedeva al Commissario straordinario alla sanità, Gianni Chiodi, i motivi di tale inadempienza. Il Governatore ha risposto sostenendo che la deliberazione era stata impugnata davanti al Tar dalle cliniche private che hanno vinto i ricorsi per non avere la Regione assolto all’obbligo procedimentale di esperire la procedura negoziata
formale e per non aver acquisito la previa intesa con le rappresentanze regionali di categoria.

«Questo vuol dire – spiega il consigliere regionale d'opposizione – che Chiodi nel rispondere ai motivi di un’inadempienza, ne ha ammessa un’altra gravissima, che causa alla nostra Regione un danno pari a 105 milioni di euro».
Chiodi sostiene inoltre che le sentenze su questo argomento «hanno riconosciuto all’amministrazione regionale la possibilità di adottare un nuovo provvedimento anche in senso peggiorativo per le imprese ricorrenti».

Ma il presidente e commissario alla Sanità «non spiega», contesta sempre Caramanico, «per quale motivo tale atto non è stato assunto».

FEBBO: «DOVEVA FARLO PAOLINI»

A replicare per il governo regionale ci pensa l'assessore Mauro Febbo. «Questo Governo regionale di centrodestra non accetta lezioni di attività amministrativa da nessuno. Tantomeno da chi oggi è parte responsabile dei problemi della sanità abruzzese».

«Mi corre l'obbligo ricordare», continua Febbo, «che la delibera n.354 a cui fa riferimento il consigliere regionale di Sel, è stata approvata dal Governo Del Turco il 24 aprile del 2008. Caramanico ci dovrebbe spiegare come mai non sia stata rispettata la normale procedura di pubblicazione di questo atto. Ammesso che i noti fatti giudiziari abbiano rallentato l'iter, come mai il presidente facente funzioni Enrico Paolini (allora del suo stesso partito) non ha provveduto? Caramanico, con estrema superbia, continua ad addossare le responsabilità sul Governo Chiodi ma deve ancora rispondere e dimostrare i veri motivi, o le trame, che ci sono state intorno alla Delibera in questione».

«Se c'è un colpevole, per quei 125 milioni di somme non recuperate», va avanti l'assessore, «non è certo questa Giunta ma chi sapeva ed era membro della Giunta Del Turco e non si è adoperato per il bene della sanità abruzzese. Caramanico dovrebbe smettere di dare i numeri e di strumentalizzare gli annosi problemi che questo Governo di centrodestra, con molta fatica, ma tanta determinazione, sta cercando di risolvere».

25/10/2011 16.41

CARAMANICO:«LE OMISSIONI E LE DOMANDE RIMANGONO SENZA RISPOSTE»

 «Non so per quale motivo l’Assessore Febbo si prenda la briga di rispondere, pur non essendo chiamato in causa. Apprezzo i suoi tentativi di difendere il suo principale, ma continuo a credere che debba essere il Presidente Chiodi, nella sua veste di Commissario alla Sanità, l’unico tenuto a contraddire le mie affermazioni».

Caramanico non la manda a dire dopo aver innescato la polemica: «il suo silenzio è invece la dimostrazione che forse non ha molte argomentazioni valide per smentire le mie tesi. Quanto a quello che Febbo sostiene, è facilmente smontabile: che il centro sinistra abbia peccato di ritardi nella pubblicazione della delibera 358 è fuori discussione, ma resta il fatto che tutto quello che riguarda la sanità è coperto da parte del centro destra da un velo di reticenza: ricordo che la delibera n. 14 del febbraio 2010 è stata pubblicata con 8 mesi di ritardo, la n. 26 del 2010 non è stata pubblicata e a tutt’oggi non sono visionabili sul Bura gli atti assunti dal Commissario Chiodi nel 2011».

 Quanto al rapporto con le cliniche private, Caramanico ricorda a Febbo che «la delibera n.45 del 2008, presa dal centro sinistra, tagliava da 134 a 101 le risorse per le cliniche private. Dunque da parte nostra non vi è stato alcun favoritismo. D’altra parte che la condotta del centrosinistra sia stata giusta è stato ribadito recentemente dalle sentenze del Consiglio di Stato, assunte  in data 11 luglio  e 6 giugno del 2011, che hanno riaffermato la bontà delle decisioni prese a suo tempo dal centro sinistra. Sottolineo inoltre che il nostro intento è quello di fare chiarezza. Nel momento in cui, come consigliere regionale, non ho la possibilità di verificare la legittimità e la congruità degli atti del Commissario, non mi resta altro che denunciare le presunte omissioni alla magistratura competente, così come previsto dall’art. 57.  Mi auguro dunque che Chiodi faccia al più presto chiarezza e soprattutto metta in atto tutti gli strumenti in suo possesso, come la legge sull’inapropriatezza dei ricoveri, per rientrare in possesso le somme che attendono di essere recuperate dal 2007 al 2011. Infine, chiediamo al Commissario Chiodi di spiegare come mai i contratti con le cliniche private siano stati firmati con mesi e mesi di ritardo e se in questi documenti siano state prese in considerazione le sentenze del Consiglio di Stato sulla riduzione delle tariffe e sui tetti di spesa. Sullo sbandierato pareggio dei conti, voglio solo osservare come la mobilità passiva sia passata dal 24 milioni del 2008 ai 90 del 2011. Un dato che si commenta da sé».

 

25/10/2011 18.08