Aumento bollo auto, D'Amico: «una penalizzazione per gli abruzzesi che non porterà a nulla»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «L’assessore Masci, nel redigere il bilancio di previsione  e norme per far cassa  dovrebbe avere più attenzione per i dati accertati e strategie più coerenti».

La pensa così il vice Presidente del Consiglio Giovanni D’Amico (Pd) che interviene nel dibattito sull’aumento dell’aliquota.

Secondo D'Amico nei periodi di Giunta Pace e Chiodi,  le previsione delle entrate sono sovrastimate rispetto  alle entrate   accertate.  «Tant’è», spiega il vice presidente, «che rispetto alle previsioni delle entrate  si registrano  per esempio negli anni 2009 e 2010 minori entrate per  circa 7 milioni di euro. Solo nel periodo in cui ero assessore al bilancio si sono registrate  entrate accertate superiore  alle entrate di previsione».

Secondo D'Amico in pratica ricorrere all’aumento dell’aliquota del bollo auto è soltanto  una «penalizzazione nei confronti degli abruzzesi   ed inoltre un sacrificio assolutamente inutile   poiché le maggiori entrate previste, non saranno in grado di  coprire il debito sanitario e saranno assorbite automaticamente dalla  sottostima delle entrate per il bollo auto   iscritta nel bilancio di previsione».

Ma è tornato sull'argomento anche l'assessore Carlo Masci: «i numeri sono numeri e non si possono discutere. Una volta accertato nel 2009 dalla Regione Abruzzo l'esistenza del debito di 360 mln, lo stesso è stato verificato l'anno successivo dal Ministero dell'Economia che ci ha chiesto l'immediato rientro per evitare finanziario».

Per fare fronte a questo debito Masci sostiene che si sia fatto ricorso ad una anticipazione di cassa di 200 milioni da restituire in 30 anni con 13 milioni annui di mutuo, e ai Fondi Fas per i restanti 160 mln. «Stiamo pagando», ha detto ancora Masci, «a causa di una gestione della finanza probabilmente allegra, e che ha portato un debito stratosferico. Questo è il dato oggettivo. Questo i cittadini devono sapere. Oggi non si può più nascondere nulla. Noi non l'abbiamo mai fatto». Parlando dell''aumento del 10% del bollo, l'assessore Masci ha spiegato poi il motivo della sostituzione dell'accisa della benzina con il 10% di surplus del bollo: «Non essendo riusciti a ricavare, oltre ai 5 mln con il bollo auto, i preventivati 8 mln con la benzina, non potendo quest'ultima garantire una certezza di entrata, abbiamo fatto in modo che la sostituzione del gettito, riuscisse a dare la certezza dell'introito che con il bollo è garantita. E questo solo e soltanto perché siamo obbligati a pagare e garantire il mutuo di 13 mln annui».

CARAMANICO: «DEBITI DEL CENTRODESTRA»

«Invece che ripianare i conti aggiungendo tasse su tasse, l’Aasessore al bilancio Carlo Masci farebbe bene a incamerare milioni di euro adeguando, come hanno fatto le altre Regioni italiane, i canoni e i sovracanoni che le grandi società versano all’amministrazione per la gestione degli impianti idroelettrici. Ma forse la Giunta tiene di più agli interessi dei grandi gruppi imprenditoriali che a quelli degli abruzzesi», commenta invece il consigliere regionale Franco Caramanico, che questa mattina ha inviato una lettera all’assessore al Bilancio, Carlo Masci, chiedendo di fare fronte ai 13 milioni di euro che deriverebbero dall’aumento del 10 per cento sul bollo automobilistico con la revisione dei canoni relativi al settore idroelettrico.

«Se applicassimo – spiega Caramanico - i canoni vigenti anche nelle altre regioni, pari a 34 euro/KW, si potrebbe avere un incremento notevole delle entrate per arrivare a una cifra pari a 15 milioni annui».

Caramanico inoltre rileva le contraddizioni di Masci che «cerca di giustificare l’aumento della tassa automobilistica parlando di debiti contratti fino al 2006, mentre invece nel disegno di legge scrive che i debiti si riferiscono agli anni anteriori al 2005, e dunque sono imputabili solo al centro destra».

21/10/2011 14.38