Nuove intercettazioni. Lavitola «padrone dell'Abruzzo» al posto del «rammollito» Chiodi

Alessandro Biancardi

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Nuove intercettazioni. Lavitola «padrone dell'Abruzzo» al posto del «rammollito» Chiodi
L'AUDIO. ABRUZZO. Da giorni Repubblica sforna nuove intercettazioni di Valter Lavitola grazie alle registrazioni ottenute dal giornalista Giuseppe Caporale.

Le intercettazioni sono quelle effettuate dalla procura di Pescara nell’ambito dell’inchiesta sulla maxi evasione fiscale dell’imprenditore aereo Giuseppe Spadaccini. Le intercettazioni pubblicate oggi riguardano anche l’Abruzzo ed in qualche modo offrono conferme e nuovi spunti di collegamento con le recenti storie locali.

Lavitola, tra i tanti, aveva a che fare anche con il decano dei questori Francesco Colucci, un nome che non è proprio nuovo per l’Abruzzo. Lavitola sembra avere un rapporto molto stretto e di amicizia e confidenza con il questore evidentemente organico al Pdl. E’ proprio Colucci che nelle intercettazioni captate dalla procura di Pescara (che non hanno scaturito alcun filone di indagine al faccendiere «pescivendolo», come si definisce lui stesso) invita l'ex direttore dell'Avanti a proporsi a Berlusconi come commissario per la ricostruzione a L’Aquila, all’indomani del terremoto.

Nella telefonata di oltre 4 minuti si ascolta (poco) un Lavitola stranamente silenzioso, un po’ mogio costretto a “subire” le invettive ed i toni molto alti e accalorati di Colucci che prova a smuovere il faccendiere a proporsi al presidente Berlusconi affinchè possa nominarlo commissario straordinario a L’Aquila altrimenti c’è il rischio che nomini «quel rammollito di Chiodi» che a parere dello stesso Colucci non sta amministrando bene nemmeno la Regione perché avrebbe tempi lunghi e poco entusiasmo.

«Questo è il tuo mestiere. Lo sai fare bene», incita Colucci, «Ne devi parlare, tu di persona se hai il coraggio».

«Fabrizio può essere utile o no?», chiede Lavitola forse riferendosi a Fabrizio Cicchitto.

«Ma lascia stare stai sempre dietro a questi qua…», consiglia caldamente Colucci

 «SARESTI IL PADRONE DELL'ABRUZZO» (17 novembre 2009)

 Colucci propone a Lavitola il posto di commissario per la ricostruzione dell'Aquila. Gliene vanta gli infiniti vantaggi.

Segretaria Colucci: «Posso passarle il questore».

L. «Agli ordini».

C. «Tu gli ordini li ricevi solo da una persona che poi ti incula sempre. Bertolaso si è dimesso e beh, dico, con le tue inventive, le tue capacità, il tuo entusiasmo, le tue esperienze non potresti fare il commissario a L'Aquila?».

L. «Ma no, l'Aquila a me...».

C. «Ma lì è una cosa seria, e lì che rilanci, se uno sa fare come sai fare tu, ti rilanci e vai ai sette cieli».

L. «Commissario solo all'Aquila o alla Protezione civile?».

C. «No all'Aquila, alla Protezione civile no, perché ti metteresti dentro un merdaio, dai rifiuti alle madonne eccetera che è meglio stare alla larga, non a caso ho detto all'Aquila. Sai che significa, che tu saresti padrone dell'Abruzzo».

L. «Glielo posso dire...».

C. «Perché adesso è inutile che mette Chiodi. Chiodi non farà un cazzo, perché Chiodi è un rammollito, è uno che non ha entusiasmo nelle cose, vedi come sta amministrando 'sta Regione, per fare una norma ci mette dieci anni. Ma tu diventi il punto di riferimento dell'Abruzzo che va ogni giorno sui giornali». 

Non sappiamo per ora per quale motivo Berlusconi non abbia nominato Lavitola e che cosa effettivamente abbia fatto il faccendiere per sbarcare in Abruzzo e diventarne «padrone». Dalla telefonata emerge, se possibile, uno spaccato sempre più preoccupante di come le istituzioni siano occupate da lobbies e fazioni che formalmente sono sotto la stessa bandiera (Pdl) ma che in realtà sono profondamente divise da interessi particolari e personali.

 COLUCCI… QUESTO NOME NON MI E’ NUOVO

 Il questore Colucci, che ai più potrebbe sembrare un nome nuovo. Ma in realtà il suo nome è già saltato fuori in altre vicende locali (mai indagato).

Colucci del resto è un uomo da sempre molto vicino al deputato Sabatino Aracu, coordinatore del Pdl fino al 2005. Molto spesso si è speso per salvare i posti di lavoro della 3g, l’azienda che si occupa di call center riconducibile allo stesso Aracu (di cui la procura aveva chiesto l’arresto poi respinto dal gip). Ma soprattutto Colucci è un nome che è stato fatto dalla moglie del deputato, Maria Maurizio, che nel suo memoriale e nelle sue audizioni presso la procura ne ha parlato più volte.

Secondo l’ex moglie, Aracu avrebbe fatto affari con Colucci. Affari non meglio identificati tanto da meritarsi costosi regali a Natale. La signora Maurizio parlò anche di molti appalti girati da amministrazioni pubbliche alle aziende riconducibili ad Aracu e così tirando dentro l’inchiesta Sanitopoli anche Fabrizio Cicchitto ed il ministro Bondi che poi sono usciti velocemente dall'indagine per mancanza di riscontri.

Sta di fatto che quando ad agosto 2009 L’Espresso pubblicò la notizia del memoriale ci fu un mezzo scompiglio. Le agenzie il giorno prima ne anticiparono il contenuto e ci fu un grosso allarme nel Pdl.

Proprio quel giorno lo stesso Colucci chiamò Venceslao Di Persio (socio di Aracu e di Filippo Piccone, coordinatore del Pdl). Pochi minuti prima lo stesso Di Persio ne aveva parlato proprio con Piccone cercando di capire come fosse uscita la notizia e che cosa stesse facendo la procura di Pescara. Era il 6 agosto 2009 ore 15.25. Il questore Colucci informò Di Persio della imminente uscita dell'articolo e lesse al telefono stralci anticipati dalle agenzie. I due commentano che sia Aracu che la Maurizio sono «due pazzi».

Colucci si dichiarò estraneo ai fatti e disse di aver già chiamato Cicchitto. Di Persio invece disse che era Colucci responsabile dell’accaduto in quanto aveva presentato Aracu a Cicchitto ma Colucci precisò che in realtà i due si conoscevano e che comunque lo aveva appoggiato solo sul piano politico senza immaginare «i casini che poteva combinare». Le telefonate sono state più di una e si sono susseguite. Era il telefono di Di Persio ad essere intercettato: Colucci richiamò dopo pochi minuti ed informò il suo interlocutore che avrebbe fatto una denuncia contro «quella pazza totale» e cercò anche di sondare il terreno per capire se anche Aracu avesse detto le stesse cose. «Venceslao afferma», annota il finanziere nel riportare il riassunto della intercettazione, «che lui era l'unico che riusciva gestirla e lo ha fatto per due anni e se gli avessero dato quello che lei aveva chiesto, tutto questo non sarebbe accaduto, commenta che questo (Sabatino Aracu) non ha avuto rispetto degli amici».

Nel 2010 Emilia Saugo, capo della segreteria del questore della Camera dei deputati, Francesco Colucci, Pdl, è stata nominata al Ciapi di Chieti. L’ennesima coincidenza.

20/10/2011 12.38

IL QUESTORE COLUCCI HA  QUERELATO NEL 2010

 Direttamente dalla Camera dei Deputati arriva la richiesta di precisazione inviata dal questore Francesco Colucci che tiene a far sapere che per quanto riguarda le «vicende delle intercettazioni telefoniche con il signor Lavitola e vicende relative all’Abruzzo in cui sono stato citato, intendo precisare che pende presso il tribunale di Pescara un giudizio da me intentato nel gennaio 2010 a tutela della mia immagine e reputazione avente ad oggetto i fatti in questione».

 21/10/2011 13.44