La Regione blocca i fondi per il sistema turistico locale Gran Sasso

Alessandro Biancardi

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La Regione blocca i fondi per il sistema turistico locale Gran Sasso
L’AQUILA. «La Regione Abruzzo non ha approvato le linee guida per il sistema turistico locale del Gran Sasso d’Italia, bloccandone di fatto l’operatività».

A dirlo è il sistema turistico locale del Gran Sasso d’Italia a margine del convegno del sei ottobre scorso “I Sistemi Turistici Locali italiani: esperienze a confronto con il progetto Preserve”, organizzato dalla Regione Abruzzo, dal Stl del Gran sasso d’Italia e da Sextantio spa, a cui hanno preso parte i rappresentanti degli Stl italiani (8 stl di Lombardia, Liguria , Emilia Romagna, Marche, Puglia, Sardegna) ed il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano.

«Abbiamo deciso di convocare l'assemblea dei soci per informarli e decidere sulla possibilità di impugnare la delibera regionale che ha revocato le linee guida (pubblicate nel 2005)», fa sapere il presidente dell'associazione Stl del Gran Sasso d'Italia, Antonello De Vico, «mossa che ha congelato l'iter di costituzione del nostro Stl dopo un lungo e laborioso lavoro pluriennale (pubblicamente lodato dalla Regione stessa che, quindi, ben lo conosceva) che ha coagulato l'interesse di 130 imprenditori e 25 comuni ed università (ci sono dentro tre università, il Cresa, L’Istituto Geografico Italiano, l’Ente Parco, una Riserva Naturale e molti privati, tra i quali la Sextantio di Khilgren)».

La Stl (sistema turistico locale) è una rete di attori pubblici e privati che dovrebbero mettere   insieme progetti e capacità per lo sviluppo turistico di una determinata area e sfruttare capitali misti. In Abruzzo il più grande stl è quello del Gran Sasso d’Italia che conta  23 comuni e 120 operatori privati circa. Queste realtà, riconosciute a livello nazionale, devono essere programmate e controllate dalla Regione che emana norme di dettaglio per la definizione delle linee guida alle quali i sistemi turistici locali devono attenersi. Inoltre, con l’approvazione da parte della Giunta regionale del “Programma di sviluppo turistico” (Pst) per un periodo triennale, e predisposto nel rispetto della programmazione regionale in materia, il sistema riceve i fondi per operare.

«4  milioni di euro era la cifra destinata  dal governo interamente al Stl del Gran Sasso d’Italia», secondo l’associazione, «cifra che, dopo il riconoscimento dalla Regione Abruzzo, il Gran Sasso  avrebbe potuto gestire direttamente attraverso i bandi da esso emanati, attenendosi al Piano di Sviluppo Turistico (PST) triennale che si attestava  intorno a 12 milioni di euro per tre anni».  Ma la Regione Abruzzo «ha bloccato tutto e con una delibera di giunta che abroga le linee guida previste dalla legge regionale (delibera della G.R. 542 del 1° agosto 2011 “abrogazione della delibera n. 175 del 21 febbraio 2005” pubblicata sul BURA del 31 agosto 2011), ha stroncato, di fatto, l’operatività dell’Stl Gran Sasso d’Italia.   «L’Assessore regionale al turismo Mauro Di Dalmazio», dice la Stl, «ha previsto la possibilità di istituire organismi intermedi (DMC e PMC) strettamente legati alla Regione che si occupino della gestione di ogni tipo di attività turistica prevista nell’asse 2 del Piano Turistico Regionale triennale e dei relativi bandi, al posto dell’Stl».

Ma perché l’Ente avrebbe fatto questo?

Marirosa Barbieri  20/10/2011 10.28  (aggiornato il 21/10/2011 16.10)