Sindaco Pineto, «risparmiare portando i rifiuti in Molise. Chiodi mi ha fermato»

Alessandro Biancardi

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PINETO. Portare i rifiuti in Molise, facendogli fare un viaggio di 140 chilometri, per risparmiare soldi pubblici e far risparmiare anche i cittadini con una Tarsu più leggera.   *CIRSU, «SERVONO CHIARIMENTI SULLA DISCARICA DI GRASCIANO» *CARAMANICO (PD): «TROPPE FALSITA’ SUL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI»

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PINETO. Portare i rifiuti in Molise, facendogli fare un viaggio di 140 chilometri, per risparmiare soldi pubblici e far risparmiare anche i cittadini con una Tarsu più leggera.

 

*CIRSU, «SERVONO CHIARIMENTI SULLA DISCARICA DI GRASCIANO»

*CARAMANICO (PD): «TROPPE FALSITA’ SUL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI»

 

Il sindaco di Pineto oggi ricorda che tentò anche questa strada. Quasi una follia, pare, quella di dover 'esportare' fuori regione la munnezza ma di fatto era per assurdo la via più economica visti i prezzi elevati delle discariche locali. Ma la strada non è stata mai percorsa perchè, sostiene oggi il sindaco di Pineto, è mancata la firma del presidente Chiodi, necessaria per completare l'operazione, e «l'assessore Stati non ci ha mai voluto ricevere».

E Monticelli oggi, anche a seguito delle ultime vicende giudiziarie e l'inchiesta Rifiutopoli, continua a chiedersi i motivi che non avrebbero portato verso la scelta economicamente più vantaggiosa. «Avevamo la possibilità», ricorda il primo cittadino, «di portare i nostri rifiuti nella discarica di Guglionesi, in provincia di Campobasso» a 140 km di distanza da Pineto. «Il costo era di 90 euro più iva per ogni tonnellata di sostanze di risulta».

Le altre due opzioni, più vicine geograficamente, erano però ben più costose: quasi il doppio il prezzo richiesto dal Cirsu di Notaresco (a 20 km da Pineto) pari a 170 euro a tonnellata. Di poco inferiore, con 140 euro a tonnellata, il prezzo di Cerratina, a Lanciano, 72 chilometri di distanza. «Ma il presidente della Regione Gianni Chiodi», racconta ancora Monticelli, «non ha mai controfirmato la delibera della Giunta Regionale n° 428 del 10 agosto 2009 che ci autorizzava a confluire i rifiuti in Molise. Come mai?».

Perchè la firma non è mai arrivata «nonostante», chiede ancora il primo cittadino, «ci fosse già un accordo di massima tra la Regione Molise e la Regione Abruzzo per portare i rifiuti a Guglionesi? Serviva solo la firma del presidente Chiodi che non è mai arrivata».
La richiesta, in qualità del Consorzio Piomba-Fino che abbraccia anche altri Comuni oltre a Pineto, per portare i rifiuti nell’impianto molisano era stata avanzata nel febbraio del 2009.

«LA STATI NON CI HA MAI RICEVUTO»

«Avevamo chiesto alla Regione», ricorda Monticelli, «di attivarsi in tal senso in quanto scaricare in Molise ci avrebbe fatto risparmiare un bel po’ di soldi e li avrebbe fatti risparmiare anche ai cittadini, costretti a pagare in alcuni Comuni una Tarsu che sfiora i 3 euro a metro quadro. Ricordo che fu chiesto anche un incontro all’allora assessore regionale Daniela Stati che però non ha mai voluto riceverci».

Dalla richiesta di andare a Guglionesi fatta a febbraio 2009 si arriva a luglio che la Regione non ha ancora dato una risposta. Il 17 luglio 2009 il Consorzio Piomba-Fino scrive nuovamente agli organi regionali per sollecitare un intervento della Giunta che approva la delibera per il trasporto dei rifiuti in Molise il 10 agosto del 2009.
«L’atto per poter essere esecutivo però», prosegue il sindaco Monticelli, «aveva bisogno della controfirma del Governatore Chiodi che non è mai arrivata. Alla fine decidiamo di trasportare i nostri rifiuti a Cerratina anziché a Grasciano perché c’era un costo minore per lo smaltimento pari a 30 euro a tonnellata. A questo punto, visto lo scandalo che è esploso sulla vicenda dei rifiuti, vogliamo sapere perché Chiodi non ha mai firmato quella delibera di Giunta Regionale. Perché l’ex assessore Daniela Stati non si è mai degnata di darci una risposta. Se dovessero essere accertate
delle responsabilità, il Consorzio Piomba-Fino valuterà l’ipotesi di costituirsi parte civile con richiesta di risarcimento danno visto che andando a Guglionesi avremmo risparmiato tra i 60 e gli 80 euro a tonnellata».

Intanto, sulla questione lo scorso agosto il consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini ha presentato un’interpellanza, che attende ancora una risposta in aula, al Governatore Chiodi chiedendo di conoscere i motivi che hanno impedito di smaltire i rifiuti nell’impianto molisano.

 

02/10/2010 11.53

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CIRSU, «SERVONO CHIARIMENTI SULLA DISCARICA DI GRASCIANO»

TERAMO. Discarica di Grasciano 2, dove sta la verità? Con il passare dei giorni si inseriscono delle novità che fanno però sorgere alcune domande.

Nei giorni scorsi il presidente di Sogesa, Gabiele Di Pietro e il presidente del Cirsu, Luigi Romagnoli, hanno ribadito che la titolarità del progetto di Grasciano 2 resta pubblica e che per la realizzazione si procederà con una gara di evidenza europea.

Oggi il consigliere comunale di Teramo Roberto Canzio avanza dei dubbi e parla di una vera e propria «telenovela» che ogni giorno si arricchisce di novità e colpi di scena: «Romagnoli dopo aver dichiarato pubblicamente che l’apertura della discarica sarebbe avvenuta entro giugno 2010, oggi ci esterna due verità, affermando che si dovrà procedere ad una gara per stabilire chi dovrà realizzare la nuova discarica».

Secondo il consigliere «soltanto adesso» ci si sarebbe accorti «che è necessaria una gara per affidare la progettazione, la realizzazione e la gestione della discarica stessa» e che «tra la pubblicazione del bando e l’affidamento dei lavori al vincitore della stessa, dovranno intercorrere dai sei ai dodici mesi».

«Ma la cosa più incredibile», contesta ancora Canzio, «è che chi conferma la necessità di una gara è lo stesso Di Pietro, presidente della Sogesa, società a cui, si suppone, con una delibera di indirizzo, e quindi senza gara, il Cirsu del presidente Romagnoli ha deliberato l’affidamento della progettazione, realizzazione e la gestione della stessa discarica»

Il consigliere sostiene ancora che non sia stato ancora chiarito «come il Cirsu poteva togliere i terreni a Ecomacs, che ha a sua volta presentato un progetto per realizzare una discarica, per darlo a Sogesa».

Canzio chiede a Romagnoli e Di Pietro di spiegare come sarà possibile, considerando che l’autorizzazione regionale per realizzare la discarica è stata rilasciata a Sogesa, «volturare la stessa autorizzazione al Cirsu. Inoltre il duo ci spieghi anche, visto che la progettazione della discarica è stata realizzata dalla società Deco, come sarà possibile non pagare il costo di tale progetto».

Per il consigliere comunale il sospetto è che la soluzione per uscire dall’emergenza rifiuti nella provincia «sta naufragando miseramente». «Tutti gli innumerevoli esperti in rifiuti hanno capito perché, con una modifica al Piano di Assetto Idrogeologico il 29 dicembre 2005, la Regione guidata dal centrosinistra ha di fatto impedito quella che, oggi più di ieri, si conferma l’unica soluzione pubblica che avrebbe interrotto il monopolio esistente? Se si cerca la verità, bisogna partire proprio dalle motivazioni (inesistenti) che hanno impedito la possibilità di ampliare la discarica pubblica de “La Torre”, con la quale avrebbero davvero guadagnato solo i cittadini!»

02/10/2010 11.56

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CARAMANICO (PD): «TROPPE FALSITA’ SUL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI»

ABRUZZO. «Affermare che gli atti predisposti in merito al Piano regionale dei rifiuti mirassero a favorire la crescita del monopolio della Deco significa sostenere il falso».

Ne è certo l’ex assessore regionale all’ambiente, Franco Caramanico, oggi consigliere regionale del Pd, risponde alle polemiche, sollevate per voce dell’ingegner Nico Frattura, dal Comitato Alleanza per l’Italia che in una nota aveva sostenuto la volontà, da parte dell’ex responsabile del settore, di aver favorito la società dell’imprenditore Rodolfo Di
Zio e il colpevole ritardo nella gestione dei rifiuti.

«E’ vero invece il contrario», continua Caramanico, «il Piano predisposto aveva come obiettivi lo sviluppo della raccolta differenziata, la riduzione della quota dei rifiuti organici da conferire in discarica e il recupero energetico come azione complementare».
«Vorrei inoltre ricordare – continua Caramanico - che l’elaborazione del Piano regionale
dei rifiuti è stato il risultato di una stretta collaborazione con gli enti locali. Abbiamo sempre garantito la massima trasparenza e la più completa partecipazione alla stesura del Piano, provvedendo a pubblicare sul sito tutti i documenti relativi e dando a ciascuno la possibilità di fare osservazioni. E che si tratti di un Piano ben congegnato lo dimostra il fatto che ha ricevuto il plauso delle associazioni ambientaliste. Se l’ingegner Frattura ritiene che siano state commesse delle illegalità, lo invito a formalizzare queste sue accuse alla magistratura. Ma non può strumentalizzare le indagini tuttora in corso mettendo in campo ciò che di buono è stato fatto dall’ex giunta regionale, a cominciare dal fatto che ben 25 milioni sono stati stanziati per la realizzazione di un sistema impiantistico pubblico a cui affidare l’intera filiera dei rifiuti».

Quanto alle autorizzazioni rilasciate alla Deco, spiega ancora Caramanico, «si trattava di una pratica iniziata nel 2004, che non riguardava in alcun modo la parte politica ma quella amministrativa. Il radicale cambio di rotta nella gestione del sistema di raccolta dei rifiuti c’è stato e spiace dover constatare la disinformazione che ancora si conti

02/10/2010 12.12