Acqua, seminario con il sostenitore della privatizzazione: «schiaffo agli abruzzesi»

Alessandro Biancardi

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LA POLEMICA. PESCARA. Si terrà oggi a Pescara un seminario con Antonio Massarutto, docente di Economia dell'università di Udine, grande sostenitore della privatizzazione dei servizi idrici.

LA POLEMICA. PESCARA. Si terrà oggi a Pescara un seminario con Antonio Massarutto, docente di Economia dell'università di Udine, grande sostenitore della privatizzazione dei servizi idrici.

«Sconcertato» per la sua presenza il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo. L'incontro (dal titolo ''Regole, investimenti, tariffe evoluzione del quadro normativo e scenari'')  è rivolto ad amministratori e dirigenti di Comuni, Province, Regioni, Autorità  d'Ambito, Autorità  di bacino, società di gestione del servizio idrico, associazioni delle categoria economiche e dei consumatori.

A promuoverlo, come si legge dal programma, sono gli Ato abruzzesi, commissariati da tempo per legge regionale. «Gli amministratori locali abruzzesi», commenta Acerbo, «saranno indottrinati senza contraddittorio sulle tesi di chi sostiene la privatizzazione. Il commissario Caputi da chi ha ricevuto il mandato di usare gli Ato per iniziative del genere?»
Acerbo ricorda che il Consiglio regionale dell'Abruzzo ha votato la propria contrarietà alla privatizzazione dell'acqua. Gli italiani, e gli abruzzesi, si sono pronunciati sulla questione anche con un referendum.
«Il commissario Caputi, del quale non possiamo che chiedere le dimissioni», continua il consigliere di Rc, «avrebbe dovuto organizzare seminari con gli amministratori della Regione Puglia e del Comune di Napoli che hanno già proceduto ad adempiere a quanto deciso dagli italiani con un referendum».
Anche il Forum Movimenti Acqua contesta la partecipazione del docente all'incontro con gli amministratori locali e parla di «schiaffo del commissario dell'Ato Caputi alla maggioranza dei cittadini abruzzesi».

Il professor Massarutto è tra i più strenui fautori della privatizzazione del settore idrico. «Abbiamo rapidamente contattato alcune associazioni di consumatori abruzzesi, che sarebbero tra i soggetti a cui è rivolto l'invito», spiegano sempre dal Forum dell'acqua, «ma nessuno sa niente di tale iniziativa. Lo stesso movimento referendario e le associazioni che ne fanno parte non hanno ricevuto alcuna comunicazione». Sul sito ufficiale l'annuncio dell'evento è stato inserito solo mercoledì scorso. «Noi abbiamo organizzato a settembre un seminario sulla gestione dell'acqua», ricorda Renato Di Nicola, «invitando i soggetti istituzionali. La sala era piena di cittadini ma vuota di funzionari ed amministratori coinvolti nella gestione di questo bene comune. La distanza tra la casta e la cittadinanza si amplia grazie ad iniziative come queste. Il Commissario Caputi, che è un mero funzionario della Regione, è tenuto a rispettare la volontà popolare e il voto di quasi 600.000 abruzzesi, in primis applicando immediatamente il risultato referendario scorporando dalla tariffa il 7% relativo alla remunerazione del capitale».

ANCHE IL PD SCETTICO

Nell’apprendere casualmente dell’organizzazione di un seminario sulla gestione dell’acqua e del servizio idrico integrato, ci preme porre alla sua attenzione alcuni argomenti e la posizione assolutamente contraria del gruppo PD in Regione.

«Il semiario si pone in totale contraddizione con i principi contenuti nella legge regionale 9 del 2011, e con il deliberato del Consiglio Regionale approvato all’unanimità», commentano anche i consiglieri del Pd Giovanni D’Amico, Claudio Ruffini e Camillo D’Alessandro. «Importante ci sembra sottolineare anche il messaggio assolutamente inopportuno del titolo della suddetta iniziativa “Acqua e denaro” come a evidenziare un “affare” nella gestione di quello che è, e dovrà restare, un bene pubblico». Per questo motivo i consiglieri chiedono al commissario Caputi di «poter visionare tutti gli atti dell’organizzazione del seminario in questione. Contestualmente, esprimiamo distanza da simili iniziative, ribadendo la richiesta di più attenzioni, in futuro, su temi tanto delicati e soprattutto alle volontà e norme approvate dall’Assise regionale».

«INCONTRI DEL PROGETTO LIFE+»

 In merito alle polemiche delle ultime ore si precisa che il workshop informativo svoltosi a Pescara nell'ambito del progetto WATACLIC, finanziato dall’Unione Europea, ha riguardato le tariffe idriche e gli altri strumenti economici per disincentivare l'uso eccessivo di acqua potabile e le soluzioni per garantire l'equità sociale e non penalizzare le famiglie numerose.

«Questi eventi informativi dedicati alle Autorità d'Ambito sono organizzati in tutta Italia con il supporto scientifico dell'università di Udine, partner del progetto LIFE+ insieme ad altre prestigiose istituzioni scientifiche e alla regione Emilia Romagna», replica il commissario Caputi.

«WATACLIC, infatti, si propone di far conoscere su tutto il territorio italiano approcci e tecniche che permettono un uso più razionale della risorsa idrica, oltre che un minore impatto ambientale degli scarichi urbani, nonché di promuovere l’innovazione nel settore idrico. Per questo gli Enti d’Ambito hanno colto l’opportunità di aderire a tale iniziativa di formazione e di confronto tecnico scientifico rivolto ai decisori e agli addetti ai lavori sui possibili strumenti economici per la gestione sostenibile dell'acqua».

In attesa che la nuova Agenzia Nazionale per le Risorse Idriche deliberi il nuovo metodo tariffario che le regioni, le autorità d'ambito ed i gestori dovranno applicare il commissario Caputi, «anche per dar seguito agli esiti referendari», ha avanzato una proposta di lavoro alle Assemblee dei Sindaci delle quattro province. Il Commissario inoltre dichiara che se il Comitato Referendario per l’Acqua Pubblica vuole organizzare un approfondimento tecnico scientifico per i decisori gli Enti d’Ambito sono disponibili a partecipare alla organizzazione.

 14/10/2011 8.33