Abruzzo, treni sempre più lenti e costosi. La denuncia di Federconsumatori

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «I treni abruzzesi corrono sempre più piano. A che servono?». La denuncia parte da Federconsumatori  Abruzzo che s’infiamma contro la Regione accusandola di subire, passivamente, le scelte di Trenitalia e di dimenticare che ai cittadini (i veri fruitori del servizio), spetterebbe voce in capitolo.

PESCARA. «I treni abruzzesi corrono sempre più piano. A che servono?». La denuncia parte da Federconsumatori  Abruzzo che s’infiamma contro la Regione accusandola di subire, passivamente, le scelte di Trenitalia e di dimenticare che ai cittadini (i veri fruitori del servizio), spetterebbe voce in capitolo.

«Dopo l’ipotesi paventata», dice l’associazione di categoria, «della possibile deviazione dei treni Eurostar ed Intercity in partenza/arrivo dalla/nella Puglia ed il probabile taglio del 70% dei servizi regionali determinato dall’ultima manovra del Governo, ora dobbiamo fare i conti anche con l’incapacità delle istituzioni di gestire nel modo migliore il poco che abbiamo». Nel mirino di Federconsumatori c’è la direzione tecnica-amministrativa operante presso l’Assessorato abruzzese dei Trasporti, accusata di immobilismo.

«In alcuni casi», tuona l’associazione, «la velocità dei treni abruzzesi non supera quella dei velocipedi. Come, per esempio, nel caso del regionale 12033 ( Ancona 14.30/Pescara 16.44) che da Montesilvano a Pescara ( 7Km) impiega 12’, ad una velocità di poco superiore ai 30 Km/h. Oppure come il caso del regionale 24004  (Roma 6.50/ Avezzano 8.20) che nel tratto P.Togliatti-Tor Sapienza è costretto dall’orario deciso dalle Ferrovie dello Stato a viaggiare ad una velocità di poco superiore ai 17 Km/h( impiega 4’ per percorrere poco più di un chilometro)».

C’è poi la questione dei pagamenti; i treni si pagano in base al tempo di percorrenza perciò più sono lenti e più costano. Sono sempre più numerosi i viaggiatori, quindi, che preferiscono mezzi di trasporto più economici.

 «Perciò», conclude Federconsumatori, «se ci costano di più e non servono a nessuno, è ancora il caso di farli circolare? Siamo noi gli acquirenti del servizio; siamo noi che paghiamo Trenitalia; dovremmo essere noi i beneficiari dell’investimento pubblico. Non è perciò possibile che sia Trenitalia a decidere la velocità dei nostri treni.

 m.b.  11/10/2011 13.51