Sindacati polizia: «senza intercettazioni la "cricca del terremoto" avrebbe fatto fortuna»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Appello del Coisp ai parlamentari abruzzesi: «non votate quel testo, gli aquilani non approverebbero».

Il sindacato di polizia Coisp L'Aquila, guidato da Santino Li Calzi, contro il decreto che vieta la pubblicazione sui giorni delle intercettazioni. Nei giorni scorsi la commissione Giustizia alla Camera ha dato parere favorevole a due emendamenti del Pdl che da una parte prevedono il carcere per i giornalisti che pubblicano intercettazioni "irrilevanti" (da 6 mesi a 3 anni) e dall'altro vietano la pubblicazione delle intercettazioni fino alla cosiddetta udienza filtro. Ma per il sindacato di polizia Coisp ci sono rischi fondati se il decreto dovesse divenire legge. «Siamo asfissiati», contesta Li Calzi, «dal puzzo di dittatura che aleggia ovunque e che non ci si preoccupa più neppure di tentare di nascondere con un qualche ‘deodorante’ a poco prezzo. In Italia si passa il tempo ad inventare nuovi metodi per coprire in ogni modo gli intoccabili signori incollati alle poltrone, ma intanto ai veri problemi dei cittadini chi accidenti ci pensa?». Ma Li Calzi sottolinea che gli aquilani senza intercettazioni non avrebbero mai saputo che «mentre il mondo ci crollava addosso e molti piangevano i loro cari, qualcuno sopra le nostre disgrazie “rideva” oppure, è storia di pochi giorni fa che “altri soggetti” volevano effettuare operazioni corsare, incassare i soldi sui fondi del terremoto e poi sparire».

«Non vi sono parole per commentare il voto in Commissione Giustizia», continua il Coisp, «nessuno ci toglierà dalla testa che l’intenzione della “maggioranza politica” sia quella di abbattere, uno dopo l’altro, gli ostacoli che si parano davanti a chi pretende di vivere al di sopra di ogni buona regola, tra i quali il sistema dell’Informazione, la Magistratura e le Forze dell’Ordine, sono certamente i più efficaci. Non a caso sono queste le categorie che subiscono quotidianamente attacchi furiosi e deliranti da parte di politici ipocriti troppo preoccupati, sembrerebbe quasi, di potersi un giorno trovare nei guai».

Per il Coisp la regola «è sempre e solo quella semplice che tutti conoscono: chi non ha nulla da nascondere non si preoccupa».

Il sindacato si rivolge dunque ai parlamentari Abruzzesi affinché non votino il “testo” così come è uscito dalla Commissione Giustizia: «il Coisp e gli aquilani non lo capirebbero», chiude Li Calzi.

08/10/2011 10.43