L’Aquila, istituto cinematografico sul baratro. Zero aiuti dalla Regione

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Quattro dipendenti in cassa integrazione ed una struttura destinata a spegnersi».

 

Parla così Carlo Di Stanislao presidente del consiglio di amministrazione dell’ istituto de L’Aquila «La Lanterna Magica», fiore all’occhiello della cinematografia abruzzese che quest’anno compie trent’anni ma rischia di chiudere i battenti per la mancata erogazione di fondi dalla Regione. «L’Ente è insolvente», denuncia Di Stanislao in una lettera-sfogo, «è precisamente dal 2009, molto prima del terremoto, che la Regione non sborsa più un euro salvo nel 2010 per l’attribuzione d’una annualità con la rimodulazione dei fondi Por-Fers nei confronti delle istituzioni culturali stabili, del cratere sismico. Finora si è potuto sopperire con il conferimento all’istituto di un finanziamento a progetto con i fondi dell’8 per mille, grazie alla qualità della nostra proposta. Ma ora che ne sarà dei 7 dipendenti a tempo indeterminato?».

Un atteggiamento, questo della Regione, che viola apertamente quanto stabilito da lei stessa nella legge n.98/1999 che riconosce l’Istituto Cinematografico dell’Aquila e l’Istituto Scrittura e Immagine di Pescara, quali «enti stabili d’interesse regionale per le attività cinematografica e degne di un sostegno finanziario annuale».

Ora, per colpa della “crisi”, la cultura non solo passa in secondo piano ma a volte viene proprio dimenticata.

«Pur comprendendo le difficoltà finanziarie della Regione», puntella Di Stanislao, «non si trova ragione per il totale esaurimento del sostegno ad un intero settore».

L’Istituto, fondato da Gabriele Lucci nel 1981 e specializzato nell’arte cinematografica, ha ottenuto il plauso di istituzioni culturali italiane e straniere, di festival internazionali e degli Istituti italiani di Cultura all’estero.

«La nostra cineteca», dice il presidente, «vanta un patrimonio di pellicole rare e pregiate, talvolta copie uniche, che la collocano tra le prime cinque cineteche d’Italia per qualità ed importanza. Il costante ed assiduo intervento di manutenzione e restauro delle pellicole ne ha valorizzato il livello,cosicché ora gran parte del fondo ha il riconoscimento di “bene d’interesse storico” dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Anche il suo valore patrimoniale, per l’intrinseca qualità culturale dei titoli e a seguito degli interventi di pulizia e restauro delle pellicole, è di conseguenza rivalutato ed oggi è stimato in circa 500 mila euro. Tutto questo è stato possibile soprattutto grazie al contributo della Regione (per il triennio 2000-2002 l’Ente aveva concesso all'Istituto cinematografico dell'Aquila "La Lanterna Magica" un finanziamento di 450 milioni di vecchie lire per anno ed all'Istituto multimediale "Scrittura e Immagine" 250 milioni). Quale sarà oggi il destino della cinematografia nella regione, se le maggiori istituzioni stabili saranno costrette a soccombere?»

m.b.  07/10/2011 14.24