Uda, Napoleone attende esito del ricorso, Chiodi sposta l'asse a Teramo

Alessandro Biancardi

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Uda, Napoleone attende esito del ricorso, Chiodi sposta l'asse a Teramo
ABRUZZO. Sarà discusso martedì prossimo il ricorso con procedura d’urgenza che Marco Napoleone, direttore generale della d’Annunzio, ha presentato al giudice civile contro il suo defenestramento.

La decisione potrebbe arrivare subito, ma forse qualche giorno in più è prevedibile perché la difesa chiederà tempo per valutare meglio le sue risposte e preparare il contrattacco. Sarebbe anche un modo per arrivare così a ridosso della scadenza del bando di selezione per il nuovo Dirigente generale, fissato per il 23 ottobre, come risulta dal sito della d’Annunzio. Dall’esito del ricorso dipenderà lo sviluppo dell’operazione che il rettore uscente, Franco Cuccurullo, ha attivato per rimanere solo al comando dell’università, dopo più di un decennio di stretta, strettissima collaborazione con il dg licenziato. Un divorzio ed una rottura che non sono i primi, visto che la gestione Cuccurullo è stata caratterizzata da innamoramenti e da divorzi improvvisi, come è avvenuto con Gaetano Bonetta, oggi uno degli avversari più decisi del rettore e candidato alla sua successione, o come sta avvenendo con Carmine Di Ilio, preside di Medicina, ora un pò emarginato dal “cerchio magico” del suo mentore. Certo il clima non è dei più felici e l’immagine proiettata all’esterno è così rovinata che addirittura si è mosso preoccupato anche l’ex sindaco di Chieti Nicola Cucullo. In una lunga lettera, l’ex primo cittadino esorta le parti “contendenti”, cioè il rettore ed il dg, «a porre fine alle diatribe personalistiche per la salvaguardia del buon nome dell’università e della città di Chieti». Lo spirito di questo appello del redivivo Cucullo è lo stesso che aveva spinto i rappresentanti sindacali interni dell’UdA ad elaborare un documento in cui esprimevano la loro preoccupazione per il licenziamento di Napoleone e la loro critica per le decisioni prese «senza essere consultati».

 La lettera aperta in cui i sindacati cercavano di tutelare il ruolo della d’Annunzio verso i suoi 35 mila iscritti è stata però interpretata come una presa di posizione a favore di Napoleone, una forma di solidarietà con il dg la cui «sommaria esecuzione – si legge in un testo provvisorio che poi è stato emendato, ma che non ha ottenuto l’unanimità delle firme – rischia di essere uno strumento di altrettanto sommario giudizio nei confronti dell’intero apparato del personale tecnico-amministrativo». E così dopo una riunione che la Rsu ha tenuto stamattina, dove si sono confrontati i sostenitori di Napoleone e quelli pronti a saltare sul carro del vincitore, la “prudenza” di questi ultimi ha frenato le firme. Resta la proposta di una conferenza di Ateneo per «affrontare i problemi istituzionali e di organizzazione amministrativa che non possono essere  affidati né ad una troika né ad un gruppo di saggi, la cui attività finora svolta non è in grado di garantire la giusta competenza» necessaria alla vita dell’Ateneo, che è la maggiore “industria” della Valpescara. Al di là della solidarietà o meno a Napoleone (molti gli hanno telefonato, altri lo sono andati a trovare), l’incertezza dei sindacati è la classica occasione persa per far sentire la voce degli addetti ai lavori, mentre a livello di vertice sono in corso le grandi manovre di avvicinamento tra i poteri forti.

Infatti in contemporanea con la discussione della Rsu di Ateneo sulla firma del documento interno, si è svolto a Chieti l’incontro del Ccrua (Comitato di Coordinamento Regionale delle Università Abruzzesi), a cui ha partecipato a sorpresa anche il presidente Gianni Chiodi. E’ risultato eletto come nuovo Presidente che resterà in carica per i prossimi tre anni il rettore dell’Università di Teramo Rita Tranquilli-Leali. Un doveroso omaggio di Chiodi al rettore teramano o c’è qualcosa di più nella lotta degli atenei abruzzesi per la leadership?

«Io credo che l’Abruzzo debba essere al fianco del mondo dell'istruzione universitaria e ancor di più in momenti così difficili, visto il contesto di crisi attuale – ha dichiarato Chiodi - ma come in tutte le crisi, ci sono però anche opportunità da saper cogliere, e noi dobbiamo essere bravi a lavorare su queste ultime. Per questo oggi io credo dobbiamo noi tutti essere bravi a cogliere questa occasione di riflessione per rafforzare le nostre reciproche collaborazioni. La Regione a tal proposito - ha concluso il Presidente - intende attraverso i Fondi Fas sostenere in maniera ancora più forte il sistema universitario abruzzese, ed è per questo che sottoporrò alcune mie idee al Patto per lo Sviluppo».

«E’ vero - ha aggiunto Cuccurullo, presente come presidente uscente - che questo è un momento di recessione, ma devo dire che il rapporto con la Regione e con il presidente Chiodi, e il taglio che ha voluto e saputo dare il presidente Chiodi è stato importante e direi quasi inaspettato in un momento come questo, perché la Regione Abruzzo ha investito molto, e molte risorse per l’università abruzzese. Sono stati molteplici i progetti di ricerca realizzati insieme, per cui non posso che esprimere un plauso per come in questi ultimi tre anni di mia presidenza al Ccrua, sia stato gestito il rapporto di collaborazione fra le nostre università e la Regione”. Solo parole di circostanza, quelle di Cuccurullo, o sono in corso contatti per arrivare all’ateneo unico abruzzese, con asse spostato a Teramo o come la Cassa di risparmio unica, con epicentro Tercas? Il sindaco di Chieti lo aveva sospettato in una sua nota di allarme per le manovre Tercas, ora è sceso in campo anche il suo predecessore, Cucullo. Ma politica teatina e sindacati interni sembrano affetti da miopia….

Sebastiano Calella  05/10/2011 15.55

 

Uda Lettera Non Firmata Dalle Rsu