Regione, ambientalisti Vs osservatorio faunistico: «va bloccato»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Le associazioni Lipu, Wwf, Altura, Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus e Societas Herpetologica Italica dicono no alla proposta di regolamento dell'Osservatorio Faunistico Regionale approvata dalla Giunta Regionale.

«L’iniziativa», dicono le associazioni ambientaliste, «approdata in Consiglio regionale ed ora in discussione presso la terza commissione è da bloccare sia perché sono stati esclusi dal confronto i protagonisti della ricerca in campo faunistico (aree protette, associazioni di specialisti e università) sia perché i maggiori poteri attribuiti all’Ofr servono solo alla Regione per “timbrarsi in casa” i pareri in campo venatorio».

 Il regolamento in questione, secondo gli ambientalisti , «non solo estenderà  i poteri di ricerca e monitoraggio ambientali dell’osservatorio faunistico sovrapponendosi alle competenze di altre direzioni della Regione (come la Sanità, in campo veterinario) e di altri Enti, come gli Enti Parco ma consegnerà direttamente alla Direzione Agricoltura della Regione, (che ha quasi esclusivamente competenze in materia venatoria) i poteri che riguardano i monitoraggi faunistici anche di specie protette. La Direzione Agricoltura così approverà direttamente il programma di attività dell'Ofr, quando i monitoraggi faunistici sono di enorme importanza per molti settori della Regione».

«Se da un lato», incalzano le associazioni,  «potrebbe apparire utile allargare le competenze dell'Ofr, dall'altro, con queste premesse, dubitiamo che  le intenzione della Regione Abruzzo siano quelle  di costituire un centro effettivamente collegato al monitoraggio e allo studio della fauna anziché un piccolo ufficio completamente strumentale all'attività venatoria. Infatti l'Ofr darà i pareri sulle questioni venatorie».

 Ma quello che non scende giù è la totale estromissione di esperti del settore dalla discussione sul regolamento.

«Nonostante gli slogan circa l'adozione nella nostra Regione di metodi che premino il merito»,continuano, «sono state però escluse dalla discussione quelle organizzazioni che hanno prodotto il 95% delle pubblicazioni scientifiche (stiamo parlando delle riviste scientifiche del mondo accademico) riguardanti l'avifauna e l'erpetofauna della Regione. Se si considerano, poi, le ricerche pubblicate su riviste scientifiche internazionali dotate di impact factor, quelle su cui si fonda il sapere scientifico nei vari campi della scienza (dalla medicina alla fisica passando per le scienze sociali), la Giunta regionale non ha ascoltato nessuno degli studiosi operanti in Abruzzo aventi nel proprio curriculum tali pubblicazioni. A mero titolo di esempio, gli ornitologi e gli erpetologi afferenti alle organizzazioni scriventi hanno pubblicato su riviste quali Journal of Zoology - London, Journal of Canadian Zoology, Ambio (che è la rivista dell'Accademia reale delle Scienze svedese), Ardea, Acta Herpetologica, Ibis». 

 Per non parlare del fatto che l’atto approvato dalla giunta presenterebbe  gravissime lacune amministrative evidenziate dagli stessi uffici regionali come la previsione di una “sede legale” per l’osservatorio che però amministrativamente costituisce un ufficio della Regione.

m.b. 05/10/2011 8.47