Consiglio regionale: sì alla abolizione dei vitalizi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Consiglio ha promosso, all’unanimità, un progetto di legge che abolisce i vitalizi dei Consiglieri regionali, a partire dalla prossima legislatura.

ABRUZZO. Il Consiglio ha promosso, all’unanimità, un progetto di legge che abolisce i vitalizi dei Consiglieri regionali, a partire dalla prossima legislatura.

L’Abruzzo è la seconda regione italiana a decidere l’abolizione del vitalizio.

Il provvedimento si compone di due articoli. Nel primo, fatti salvi i diritti acquisiti, si sancisce l'abolizione dell'assegno vitalizio a partire dalla prossima legislatura (la decima). Le norme previgenti si applicano anche ai Consiglieri dell'attuale legislatura, eventualmente cessati dal mandato successivamente all'entrata in vigore della legge. Per coloro che dovessero essere rieletti, il nuovo mandato non produrrà invece alcun ulteriore effetto giuridico ed economico sul diritto al vitalizio. Il secondo articolo riguarda l'entrata in vigore della legge, a partire dal primo giorno successivo alla pubblicazione sul Bura.

«Sono molto soddisfatto», ha commentato il presidente della Prima Commissione, Emilio Nasuti, dopo il primo via libera e il passaggio in Consiglio.

«In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, il segnale arrivato oggi ad abbassare la linea di quel sentimento di antipolitica che serpeggia nell’opinione pubblica. Questo Consiglio regionale è attento a queste dinamiche: lo ha dimostrato quando, poco tempo fa, ha ridotto le indennità dei Consiglieri (oggi l’Abruzzo è al 19esimo posto in Italia per le indennità percepite, ndr) e lo ha dimostrato oggi centrando questo risultato che ha portato all’abolizione di quei vitalizi, percepiti dai cittadini come un privilegio da cancellare».

Sempre nel corso del Consiglio l'assemblea ha esaminato una Risoluzione urgente - presentata dai Consiglieri Cesare D'Alessandro (Idv), Camillo D'Alessandro e Claudio Ruffini (Pd) - sulla rimodulazione dell'applicazione dell'addizionale Irpef. In Abruzzo, per i periodi d'imposta 2009 e 2010, è stata fissata un'aliquota indifferenziata dell'1.4% su tutti i redditi. I proponenti, invece, hanno proposto l'introduzione di aliquote progressive per fasce di reddito, sulla base di quanto già avviene in altre Regioni, come Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Umbria e Marche. La risoluzione è stata respinta, perchè una rimodulazione delle aliquote in Abruzzo non è possibile, in quanto - a causa del piano di rientro del debito sanitario - viene già applicata l'aliquota massima e non è quindi consentito aumentare l'imposizione, neppure sui redditi più alti.

 Rinviata, infine, una Risoluzione urgente sulla Centrale a biomasse che la PowerCrop vorrebbe realizzare in Marsica.

ACERBO (RC): «ORA L'ABOLIZIONE DEL LISTINO

«Il voto all'unanimità con cui oggi il Consiglio Regionale dell'Abruzzo ha approvato la legge che abolisce i vitalizi credo che possa essere definito storico», commenta il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.

«Quando Rifondazione e IdV lanciarono questo obiettivo in Abruzzo sembrava uno slogan elettorale, ora si traduce in un fatto concreto. Al fine di ottenere il risultato ho preferito accantonare altre proposte pur sacrosante come la riduzione da me proposta dei vitalizi già in essere. Considerato che la Regione spende più di 5 milioni e mezzo di euro annualmente per erogare vitalizi sono arciconvinto che una sforbiciata sia necessaria e che non vi siano diritti acquisiti. Però non ho voluto fornire scuse a chi avrebbe preferito rinviare per l'ennesima volta. Ora è il momento di marciare con la stessa determinazione per conseguire un altro obiettivo su cui tutti si dicono d'accordo da anni ma che si trova sempre una scusa per non concretizzare: l'abolizione del listino.Per abolire il listino basta un provvedimento di poche righe».  

COSTANTINI: «SI POTEVA FARE DI PIÙ»

«Sicuramente si poteva fare qualcosa di più», commenta invece Carlo Costantini, consigliere regionale dell'Italia dei Valori, «ma è certo che se anche il Parlamento e tutti i Consigli regionali d'Italia seguissero l'esempio dell'Abruzzo e dell'Emilia Romagna, l'intero paese recupererebbe soldi, credibilità e prestigio internazionale». «Ora – prosegue l'esponente dell'Idv - è scattata la corsa alla paternità politica dell'iniziativa, con il Pd ed il Pdl a contendersi la primogenitura. Purtroppo per loro, però, 'carta canta'. E le carte rivelano ancora una volta che l'Italia dei Valori e' partita con quasi tre anni di anticipo, quando tutti erano in altre faccende affaccendati, tranne chi, come noi, agisce sempre sulla base di valori e di ideali politici ben strutturati».

PD: CONDIVISIONE UNANIME

 «Mi dispiace per l'Idv che di fronte ad una condivisione unanime sull'abrogazione dei vitalizi da parte del Consiglio regionale, non sappia fare altro che tentare di mettersi goffamente una patacca di primogenitura», ha dichiarato Camillo D'Alessandro, consigliere regionale del Pd. «Se il PD non avesse scatenato l'inferno nell'ultimo consiglio regionale - ha aggiunto - si sarebbe approvata la legge oggi? Penso di no e lo sa benissimo Costantini. L'iniziativa politica e' rimanere sui problemi fino all' approvazione, come abbiamo fatto noi. Tra il dire ed il fare c'è di mezzo la costanza».

VERDI: ABOLIRE ANCORA

«Si dovranno abolire o ridurre altre indennità/privilegi 'accessori' », ha sottolineato invece Walter Caporale dei Verdi. «Così com'è necessario procedere velocemente all'abolizione del Listino e di alcuni organismi (penso al CRAM) la cui utilità per la collettività è quanto mai dubbia».

PDL: RISPOSTA ALL'ANTIPOLITICA

«Ad un clima di diffusa quanto generica antipolitica, che in realta' rischia di danneggiare tutte le istituzioni e quindi i cittadini - ha affermato il portavoce del Pdl Ricardo Chiavaroli - abbiamo dato una risposta 'politica' . Ed e' importante che la risposta sia state unanime, dell'intero Consiglio, sulla base della sintesi finale scaturita dalle proposte di legge in merito del Capogruppo Pdl Venturoni e dei diversi colleghi delle opposizioni».

04/10/2011 13.49