Orso marsicano in pericolo. Acerbo chiede spiegazioni a Chiodi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sembra strano ma vero. L’orso marsicano, specie protetta e a rischio estinzione, va salvato non tanto dai fucili dei cacciatori quanto dalle decisioni della Regione.

L'amministrazione regionale prima avrebbe sottoscritto l’accordo Patom inserito nella legge quadro dei parchi 394/91 (che fornisce indicazioni chiare, basate sui risultati di rigorose ricerche scientifiche, su quello che si può fare e non si può fare, nel Parco nazionale e nelle zone circostanti a protezione degli orsi ed) e poi avrebbe chiesto al Comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) che venisse cancellata la precedente decisione del 3 agosto di evitare la caccia nella zona più importante per l’orso fino al 1° novembre.

Ora, dopo la diffida del Wwf, è il consigliere Maurizio Acerbo a chiedere al presidente della Giunta Regionale Chiodi, in un’interrogazione a risposta scritta il 29 settembre scorso, quali misure intenda prendere per tutelare adeguatamente i pochi orsi marsicani rimasti, in un periodo delicato. Gli orsi che in autunno devono accumulare notevoli scorte di grasso per superare il difficile periodo invernale, sono sottoposti da una pressione venatoria intensa che provoca notevoli disturbi e interferenze in zone particolarmente ricche di risorse alimentari, ma purtroppo fuori dal Parco nazionale d’Abruzzo. Basti pensare che le femmine gravide devono accumulare risorse tali da poter partorire in pieno inverno ed allattare nella tana fino ad Aprile inoltrato. La presenza di cacciatori e gli spari conseguenti, quindi, possono rappresentare un disturbo dannoso. Senza contare il grave e costante pericolo di uccisioni di orsi scambiati per cinghiali, nonché di altre specie rare e protette.

«La Regione non considera minimamente tutto questo», dicono Stefano Allavena, delegato Lipu per l’Abruzzo, Daniele Valfrè, delegato Altura per l’Abruzzo, Pietro Matta, responsabile Pro- Natura per l’Abruzzo, «per presumibili quanto miopi calcoli di ritorno elettorale l’assessorato all’agricoltura non ha esitato a spingere sul Comitato Via affinchè venisse cancellata la precedente decisione del 3 agosto di evitare la caccia nella zona più importante per l’orso fino al 1° novembre.

E il Comitato che non ha esitato ad annullare la precedente decisione, ha autorizzato interventi che sono fonte di notevole disturbo per l’orso ed altre specie di mammiferi o di uccelli, di importanza prioritaria a livello comunitario. Si tratta di una situazione chiaramente insostenibile. Ammettano chiaramente i competenti organi regionali di non avere alcuna intenzione di fare qualche cosa di concreto per evitare l’estinzione dell’orso marsicano e pesanti impatti su altre specie di grande importanza».

03/10/2011 11.41