L’Aquila, Giuliante contro «i conflitti di interesse nell'urbanistica»

Alessandro Biancardi

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L’Aquila, Giuliante contro «i conflitti di interesse nell'urbanistica»
L'AQUILA. «Ci sono troppe nomine per l’urbanistica in capo ad una sola persona, proprio in un settore chiave per L’Aquila post terremoto».

Per questo motivo «chiederò alla Giunta regionale di spostare ad altro incarico l'architetto Francesco D'Ascanio»: tuona così in conferenza stampa l'assessore regionale Gianfranco Giuliante che riscopre la sua vocazione di guerrigliero, un pò tenuta a freno dopo l'ingresso nella Giunta Chiodi. Oggi l'assessore polemizza sul conflitto di interessi che interesserebbe l'architetto D'Ascanio che si trova a gestire contemporaneamente le aree bianche (cioè le aree che il Prg ha liberato dopo che per 25 anni non poteva essere edificabili), gli interessi dell'Adsu (l'azienda regionale del diritto allo studio, le case dello studente), il patrimonio ecclesiastico e settori importanti dell'urbanistica regionale. Tutti ricordano le esternazioni di Gianfranco Giuliante in favore dell'Aquila sia da esponente di An sia da capogruppo Pdl alla Regione, quando bacchettò finanche il senatore-coordinatore Filippo Piccone che aveva promosso Pescara a capoluogo d'Abruzzo. 

Ora Giuliante torna ad esternare, segno forse che la preoccupazione per quello che st avvenendo all'Aquila ha superato il limite della sopportazione politica. Perché sarà pure un problema di conflitto di interessi, come è stato presentato e come sicurament va interpretato, ma dietro la denuncia di questa condizione “irrituale” rispunta in filigrana la vecchia battaglia di An contro l'Udc, meglio sarebbe dire contro Giorgio De Matteis che era assessore quando all'Aquila si battagliava sui Prusst, i programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile territoriale. Erano gli anni dal 2003 al 2005 e furono presentate oltre 200 schede per i progetti Prusst, di cui «alcune curate dallo studio dell'architetto D'Ascanio e quindi oggi in conflitto di interesse con i suoi incarichi – dichiara Giuliante – e sommare oggi 7 milioni di mq edificabili con 1 milione delle aree bianche, significa affidare ad una sola persona un potere eccessivo sull'urbanistica aquilana. In una città senza fogne e con i problemi che conosciamo per il terremoto, ciò significa portare all'estrema conseguenza gli effetti deregolatori dei Prusst e delle aree bianche. Se si pensa che già le New Town post emergenza sono una deregulation assoluta, che facciamo una città-far west in urbanistica?» Proposte? «Secondo me la valutazione di impatto strategico di alcune opere non può coinvolgere persone portatrici di interesse, ci deve essere un'autorità terza – conclude Giuliante – altrimenti si va contro norme europee e anche di casa nostra».

In questa vicenda che ruolo ha il Comune? «Mi sembra un pò assente, dovrebbe avere un ruolo più da protagonista, trattandosi di scelte urbanistiche. E non dimentichiamo che i progetti come i Prusst, su cui si fece un gran chiasso, erano si uno strumento deregolatore che però consentiva di intervenire con il 70% di edilizia pubblica e il 30% di privata. Ma sono stati anche un fallimento: delle 218 schede progetto, oggi solo 2 sono state realizzate. Nella situazione attuale dell'Aquila non ci possiamo più permettere giochetti e ritardi di questo tipo o conflitti di interesse».

Sebastiano Calella 01/10/2011 10.41