Parco della costa, tanto caos e nessuna certezza

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ieri il no di Rocca San Giovanni e San Vito chietino. Dubbi sui tempi e accuse all'assessore (contrario all'operazione) Mauro Febbo: «scaduti i termini».

Come previsto, ieri i Consigli comunali di Rocca San Giovanni e San Vito Chietino hanno ufficializzato la loro contrarietà all'istituzione sui propri territori di un "Parco di rango nazionale" come quello della Costa teatina.

«Il nostro è un territorio caratterizzato dalla presenza di numerose attività, per cui siamo assolutamente contrari alla istituzione del Parco Nazionale», hanno affermato i sindaci di Rocca San Giovanni e San Vito Chietino, Rocco Catenaro (lista civica di centrodestra) e Gianni Di Rito (Udc).

«Il nostro territorio», hanno aggiunto i due primi cittadini, «è già ampiamente tutelato (una percentuale del 65% per San Vito e quasi per l’intero Rocca San Giovanni) da norme di varia natura». I due contestano anche la costituzione «dei molteplici organi» tutti «nominati dall’alto, ai quali è affidata per legge la gestione del Parco e del territorio».

«E’ evidente, quindi», vanno avanti i due, «che nell’ipotesi di istituzione i Consigli comunali, le Giunte comunali, ed i sindaci dei Comuni verrebbero fortemente limitati nelle proprie competenze, per certi aspetti residuali, in materia di gestione e governo del territorio e di indirizzo dello sviluppo delle attività socio-economiche».

E a San Vito Chietino c'è stata anche una polemica nella polemica per la mancata partecipazione al Consiglio della opposizione di centrosinistra (Il Gabbiano).

Il sindaco Catenaro parla di «comportamento deplorevole» di chi «dopo aver decantato l’istituzione del Parco, ha disertato il Consiglio comunale dimostrando, così, un totale disinteresse per una problematica decisiva le sorti del nostro Territorio e dei Sanvitesi. Ciò dimostra il senso di colpa di una opposizione di centro sinistra che, pur avendo amministrato il Comune di San Vito dal 2001 al 2007 non ha mai assunto alcun provvedimento in merito all’istituzione del Parco già programmato con Legge fin dal 2001».

Intanto ieri nel Comune di Torino di Sangro sono comparsi in bacheca alcuni documenti. Tra questi anche uno proveniente dal Ministero dell'Ambiente in cui si sottolinea che  la Regione avrebbe dovuto inviare la sua proposta tassativamente entro ieri (al contrario di quanto sostiene Febbo che parla invece di una scadenza non rigida).

«I tre comuni che non hanno perimetrato, Rocca San Giovanni, San Vito, Torino di Sangro», sottolinea invece Luciano Lorenzo della Costituente VogliAmo il Parco  «hanno il loro territorio in gran parte dentro
il "Parco a Isole" per cui la posizione ufficiale di Febbo è in netto contrasto con i desideri dei sindaci. In particolare il sindaco di Torino di Sangro (come si è letto su un documento affisso nella bacheca Comunale) usa parole molto pesanti nei confronti di Febbo e Di Stefano che "dopo aver promesso oro ora fanno l'esatto contrario"».  

 01/10/2011 8.53