Parco della Costa: 4 sì, 4 no e tutti i dubbi di Febbo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Parco della Costa teatina: tempo scaduto è ora di mettere sul tavolo tutte le carte.

ABRUZZO. Parco della Costa teatina: tempo scaduto è ora di mettere sul tavolo tutte le carte.

L'ultimo mese è stato particolarmente impegnativo e il prossimo passo è quella di una nuova fase di confronto, con il Ministero, per definire le norme e la zonazione definitiva. Alla conferenza unificata si troveranno di fronte 8 sindaci: 4 contrari al Parco e 4 favorevoli. In mezzo l'assessore Mauro Febbo che propone una alternativa: un parco ''a isole'' che ha già l'avallo del Consiglio regionale. Lo stesso Febbo assicura che è pronto, così come annunciato già nelle scorse settimane, a fare «pressioni» sui parlamentari del Popolo delle Libertà, per cancellare la legge sull'istituzione del Parco. Insomma la guerra è ancora aperta. E a favorire questo clima di incertezza c'è la mancanza degli atti ufficiali sulle proposte di perimetrazione. L'assessore conferma di aver ricevuto solo le carte di San Salvo. Oggi, invece, proprio sullo scadere del tempo il Comune di San Vito, dovrebbe dire no. Così come no lo ha già detto nei giorni scorsi Rocca San Giovanni per evitare «l' inevitabile introduzione sul territorio di divieti generali e graduati non compatibili con un territorio fortemente antropizzato e caratterizzato dalla presenza di numerose attività produttive di varia natura».

Vasto, che rivendica il proprio ruolo centrale, si è invece candidata ad ospitare la sede del parco («è chiaro che Palazzo D’Avalos ha tutto per ospitare la sede del futuro ente», ha commentato il sindaco Luciano Lapenna).

Intanto la Costituente VogliAmo il Parco continua a premere per la realizzazione del nuovo organo.

«Noi chiediamo», spiega Luciano Lorenzo «che l'Ente Parco sia reso operativo nel minor tempo possibile e che siano nominate persone esperte e capaci, assunte per concorso. Chiediamo anche che sia garantita alle Comunità locali e ai portatori di interesse l'informazione, la consultazione e la partecipazione attiva su tutti i temi riguardanti la gestione del Parco».

Intanto anche Frisa, Lanciano, Mozzagrogna premono per entrare nel parco e hanno votato in Consiglio delibere per andare in questa direzione. Scettico l'assessore Febbo secondo cui queste amministrazioni starebbero facendo troppe chiacchiere e pochi fatti.  

«All’assessore Febbo interessa solo che il Parco non si faccia», commenta il consigliere regionale dei Verdi Walter Caporale. «Ci sono 4 comuni contro e invece sono solo tre (Rocca San Giovanni, Torino di Sangro e San Vito), non riconosce la volontà di altri Comuni di inserire proprie aree all’interno del Parco. Non colloquia con queste realtà. Minaccia di rivolgersi ai parlamentari della Pdl per chiedere l’abrogazione dell’articolo della Legge 93/2001 che ha istituito il Parco Nazionale della Costa teatina. Febbo svegliati il Parlamento nazionale non abrogherà mai la Legge. L’abrogazione di una legge prevede un iter lunghissimo di discussione sia nelle Commissioni competenti, sia in Aula ed in entrambi i rami del Parlamento, Camera e Senato. E’ ormai certo che si voterà l’anno prossimo. Il Governo Berlusconi ha i giorni contati».

30/09/2011 9.21