L'enigma del ''corridoio verde'', «tutti lo conoscono e nessuno ne parla»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’iniziativa ha la sua origine con la dichiarazione congiunta del 2002, firmata dai due Ministri dell’Agricoltura Egiziano ed italiano, Yousef Waly e Gianni Alemanno, ora sindaco di Roma.

L'obiettivo era, ed è a tutt'oggi, quello di aumentare  le esportazioni di prodotti ortofrutticoli egiziani verso l'Italia, e attraverso quest'ultima, verso l'Europa, nonché di aprire i mercati egiziani ad alcuni prodotti ortofrutticoli italiani. 

«Qui resta da capire quanti sono stati i prodotti italiani importati in Egitto», si domanda Dino Rossi del Cospa. «A noi sembra che è successo il contrario, i contadini italiani si sono visti i prezzi scendere ai minimi storici».

E il Cospa chiede di sapere se a livello locale Salvatore Sant'Angelo, allora referente del Ex Ministro per l'Abruzzo, abbiamo mai illustrato la problematica del Fucino.

Il progetto pilota è costato alle tasche dei contribuenti 250.000 euro  finanziato dal programma di conversione del debito ( Debt for devolompment Swap), il cui fondo viene utilizzato per il finanziamento  di progetti per la promozione dello sviluppo socioeconomico e della salvaguardia ambientale del paese. «Ma che c'azzecca l'Egitto con L'Europa?», domanda Rossi.

«Il corridoio verde coinvolge la Regione Puglia, dove in questo momento gli agricoltori sono indebitati fino alle cime dei capelli. Per  il Ministro della agricoltura egiziano, più furbo del nostro, è stato un investimento atto a creare nuovi posti di lavoro, aumentare le opportunità per gli operatori egiziani di acquisire nuove conoscenze e di contribuire  alla crescita  del PIL della nazione dei faraoni.. Mentre il nostro PIL è arrivato ai minimi storici, tanto da diventare invisibile, nel contempo gli agricoltori rincalzano i raccolti perché nessuno li compra,  aumentando  l'indebitamento».

«Si legge in un documento», continua l'esponente del Cospa, «che il progetto ha raggiunto un ottimo risultato con la prima spedizione di uva, pari a 14 tonnellate scaricate nientemeno che al nel porto di Bari, capoluogo di una regione dove l'uva cresce anche nei giardini di casa. Chi ha pagato il silenzio di Raffale Fitto? Il nostro amico Niki è a conoscenza di questo, o pensa solo a sfilare nelle passerelle di Milano? L'onorevole Di Pierto contadino un mese all'anno cosa sta facendo?  O pensa solo trascinare i contadini a Roma per sentire le loro problematiche, atto a riempire la sala, però all' arrivo della stampa si parla d'altro, come è successo a Palazzo Marini sala delle Colonne, via Poli 19? Perché non fa scappare il morto dove serve? Il Ministro Romano sa di questo corridoio?»

29/09/2011 11.30