Legge regionale Ipab, il Consiglio dei Ministri boccia Chiodi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il 1° settembre il Consiglio dei Ministri ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale numero 17 sul riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza.

La legge viene ritenuta lesiva dei principi fondamentali in materia di coordinamento della finanza pubblica riservati alla legislazione statale. Una bocciatura in toto che segue quelle dei mesi passati quando il Cdm puntò il dito contro la legge finanziaria 2011 e anche contro la legge 31 del 2010 su norme ambientali.

Ma sono state impugnate anche leggi riguardanti il personale e l'assunzione, la stabilizzazione e la proroga dei precari.

Adesso la nuova mazzata che va a toccare la riforma degli Ipab. Nella delibera del Cdm si legge che le disposizioni regionali «si pongono in contrasto con il principio fondamentale in materia di contenimento della spesa pubblica che impone specifici limiti e divieti. Ne consegue la lesione dei principi fondamentali in materia di coordinamento della finanza pubblica».

Ma tra le contestazioni anche il punto che attribuiva ai Comuni («seppure temporaneamente») nuove strutture e nuovo personale «senza operare il necessario raccordo con la normativa statale in materia di spesa di personale degli enti riconducibili al sistema delle autonomie. Esse pertanto, analogamente a quanto osservato» al punto precedente «si pongono in contrasto con il principio fondamentale in materia di contenimento della spesa pubblica».

Ma un'altra nota dolente è rappresentata dal ruolo del presidente e del Consiglio di amministrazione dell'Azienda. Al presidente «competa un'indennità determinata in misura percentuale sull'indennità base spettante ai Direttori Generali delle Aziende USL dell'Abruzzo» e a ciascuno dei componenti del Consiglio di Amministrazione un'indennità pari al sessanta  per cento di quella spettante al Presidente dell'Azienda. «Tali disposizioni regionali», tuona il Consiglio dei Ministri, «contrastano con il principio di coordinamento della finanza pubblica riguardante la riduzione dei costi degli apparati amministrativi».

«Per un anno abbiamo cercato di modificare la legge regionale 17 sul riordino delle Ipab», ricorda Marinella Sclocco consigliere regionale del Pd. «Una legge che non convinceva, della quale abbiamo crecato di ritardare il suo iter  perchè davvero ritenevamo che non fosse assolutamente possibile votarla. Puntualmente la maggioranza ci accusava di strumentalizzare, di esagerare con i nostri allarmismi». 

«Occorre che questa maggioranza», continua Sclocco, «inizi al lavorare più attentamente sulle leggi che propone e approva, dovrebbe umilmente provare ad accettare li suggerimenti della minoranza, in particolar modo del gruppo Pd che ha sempre cercato di lavorare con spirito collaborativo per restituire alla cittadinanza una migliore qualità delle Politiche Sociali in Abruzzo. Ora mi chiedo - conclude la Sclocco -  quanto tempo ancora la nostra regione dovrà attendere per un disposivo idoneo al riordino delle IPAB avendo già aspettato due anni ed essendo ancora una volta fanalino di coda in Italia».

 28/09/2011 17.00