Infortuni sul lavoro: «intervengano i prefetti»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Solleciteremo i prefetti delle quattro province abruzzesi, affinché attivino i tavoli di coordinamento tra i vari enti coinvolti nella problematica della sicurezza sui luoghi di lavoro».

L'iniziativa è stata lanciata questa mattina da Nicoletta Verì (PdL), presidente della Quinta Commissione (Affari Sociali e Tutela della salute), nel corso della seduta a cui hanno partecipato rappresentanti delle Asl abruzzesi, dei sindacati e delle organizzazioni datoriali, dell'Inps e dell'Inail. «Dalla discussione - spiega la Verì - è emerso un dato incontrovertibile: non esiste un raccordo tra i diversi soggetti preposti al controllo e alla verifica del rispetto della normativa vigente in materia di prevenzione degli infortuni. In pratica ogni ente programma autonomamente la propria attività, senza nessun confronto e condivisione. Il risultato è che in questa situazione viene a mancare un piano complessivo, in grado di garantire l'efficienza degli sforzi che comunque vengono messi in campo (la produttività degli operatori abruzzesi è, ad esempio, di oltre un terzo superiore alla media italiana), ed evitare sovrapposizioni e duplicazioni di funzioni».

Dalle audizioni è stato rilevato che in termini assoluti il numero degli infortuni registra una lenta, ma costante flessione negli ultimi anni. Di contro, però, aumentano le malattie professionali, quelle cioè legate a stress, ritmi di lavoro aumentati, posture sbagliate. Per quanto riguarda le cifre diffuse nel corso della riunione della Commissione, una delle più significative è rappresentata dall'attività ispettiva svolta dall'Inps, che lo scorso anno ha controllato 1688 aziende, 1374 delle quali (pari ad oltre l'81 per cento) risultate irregolari. «Un migliore coordinamento - continua la presidente Verì - consentirebbe inoltre di ottimizzare i carichi di lavoro del personale impegnato nelle attività di ispezione, non solo dell'Inps, ma anche, ad esempio, delle Asl. Esiste, infatti, anche un problema di carenze negli organici, i cui impatti negativi potrebbero essere ridotti programmando gli interventi, secondo le specificità dei compiti di ciascun ente».

La Regione, dal canto suo, ha già previsto una serie di provvedimenti che mirano alla riduzione degli infortuni, seguendo un orientamento avviato da molti anni.

Nel Piano regionale di Prevenzione Sanitaria 2010-2012, sono stati infatti inseriti 20 progetti suddivisi in 4 macroaree e per ogni macroarea è stato nominato un referente di progetto per garantire le azioni da intraprendere.

Obiettivi trasferiti negli indirizzi programmatici e strategici delle Asl e negli obiettivi dei Direttori Generali delle aziende sanitarie. Tra i progetti spiccano "Costruire un mondo sicuro", rivolto in particolare al comparto dell'edilizia, e "Coltiviamo la sicurezza", dedicato al settore agricolo. Programmi che puntano ad una maggiore diffusione della normativa antinfortunistica nelle aziende e alla formazione del personale, sia nelle stesse aziende, che nelle Asl. Il 25 luglio scorso, infine, sono state stipulate quattro convenzioni con i Comitati Paritetici Territoriali di Chieti, Pescara, L'Aquila e Teramo per l'espletamento delle attività di consulenza tecnica e assistenza alle imprese, per agevolare l'aumento della consapevolezza del rischio di infortunio, attraverso la diffusione della cultura della prevenzione della sicurezza tra gli addetti del settore.  

 

28/09/2011 12.00