Il dubbio sui fondi Fas: finanziamenti aggiuntivi o sostitutivi?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. C’è un dubbio amletico nella vicenda dei Fas (ma anche del Masterplan e dei Fondi europei Fesr): si tratta di soldi veri, pronta cassa, oppure è la solita partita di giro?

Tipo finanziamenti che entrano da una parte ed escono dall’altra senza lasciare traccia nell’economia abruzzese? Detto in altre parole: che siano 600 o 900 milioni di euro, questi fondi Fas sono “aggiuntivi” rispetto ai normali finanziamenti o sono solo “sostitutivi”? Si tratta di una differenza così sostanziale che il solo dubbio, se non chiarito immediatamente, rischia di essere angosciante. La domanda nasce da un pò di sano scetticismo dopo le dichiarazioni trionfalistiche di una parte della politica e di Confindustria e dopo qualche perplessità di alcuni sindacati. Infatti, il testo definitivo della norma approvata, dopo l’emendamento bipartisan per salvare il finanziamento all’Abruzzo, pone qualche problema di interpretazione autentica, visto che è ormai chiaro il concetto che la manovra economica nazionale può essere modificata solo a condizione che i saldi finali siano invariati. Si può cioè spendere di più da una parte se contestualmente si spende di meno da un’altra. E nell’emendamento bipartisan dei senatori abruzzesi c’è la volontà condivisa di salvare i Fas, ma non c’è traccia di copertura finanziaria aggiuntiva rispetto alle decisioni sui tagli lineari alle spese dei ministeri, il cui saldo rimane invariato. Secondo il senatore Angelo Orlando, che è stato anche presidente della Commissione Bilancio nella precedente Giunta regionale abruzzese, «sarebbe stato preferibile blindare meglio i Fondi Fas, inserendo nel provvedimento la dicitura che restano salve le risorse destinate alla programmazione regionale nell’ambito del Fondo per le are sottoutilizzate, con qualche sottolineatura aggiuntiva. Questa sarebbe stata la vera tutela del finanziamento, salvato a prescindere».

 In altre parole? «Con la formulazione definitiva approvata, nasce il sospetto che possa trattarsi di finanziamento sostitutivo e non aggiuntivo. Quando il Governo voleva effettivamente salvare - anche se solo per il 2012 - tutto il Fas, ha inserito la norma poi cancellata in Senato al primo comma dell’articolo 10 della prima legge approvata. Oggi invece il comma diventa il quarto e dice che il Ministro dell’economia e delle finanze verifica gli effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica derivanti dai suddetti interventi, ai fini del rispetto degli obiettivi di cui al medesimo comma – spiega Orlando – mi auguro di essere smentito, ma vorrei verificare con i numeri su carta e non con le dichiarazioni, che la cifra cancellata per il 2012 corrisponda alla somma delle risorse regionali inserita nella nuova legge 148/2011. Dovremmo chiederci a quanta parte del Fas nazionale abbiamo rinunciato».

 Ma se il finanziamento è sostitutivo, dove si prendono i soldi?

«Nel Documento di economia e finanza del Governo – continua Orlando – si legge che verranno presi dalle risorse del bilancio dello Stato destinate alle regioni e alle province autonome. Cioè mi pare di capire: “ti do” il Fas e “mi riprendo” la stessa cifra dai trasferimenti per spese correnti e spese in conto capitale. Spero di sbagliarmi».

 Ci sono poi altri problemi: chi spenderà i Fas?

«Nel Rapporto 2010 sull’utilizzo di questi fondi, il Ministro Fitto ha scritto che l’Abruzzo spende molto, ma senza grandi progetti – conclude il senatore Orlando - gli attori-decisori di oggi sono gli stessi che nel 2002 avevano scelto come traino dell’occupazione la famosa “legge dei capannoni”, costata 200 milioni di euro senza aver prodotto occupazione. Ora si riparla di un finanziamento di oltre 70 milioni di euro per trattenere e attrarre le multinazionali. L’articolazione di questo fondo sarebbe questa: fondi ordinari per le infrastrutture, risorse degli enti locali e finanziamenti delle banche. Mi sembra il libro dei sogni».

 Soldi veri dunque o stiamo giocando a monopoli?

 Sebastiano Calella   27/09/2011 9.54