Santa Maria Imbaro, arrivano i soldi per il Polo innovazione automotive

Alessandro Biancardi

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Santa Maria Imbaro, arrivano i soldi per il Polo innovazione automotive
SANTA MARIA IMBARO. Un contributo della Regione per 1.178.040 per lo sviluppo del Polo industriale che ruota intorno alal progettazione dei veicoli.

Il vicepresidente della Giunta Regionale con delega allo sviluppo economico, Alfredo Castiglione, ha firmato stamane una convenzione per la concessione del contributo previsto dal Por Fesr al Polo di innovazione automotive di Santa Maria Imbaro. Il fatturato dichiarato è di 5.900.000.000 di euro, le sue esportazioni sono il  50% circa del totale regionale e conta 18mila dipendenti.

E grazie ai finanziamenti del Por Fesr 2007-2013, voluti dalla Regione Abruzzo, le aziende aggregate al Polo potranno beneficiare di «aiuti indiretti  per la messa in comune di attrezzature utili, aiuti per attività connesse alla ricerca e all'innovazione e ai servizi qualificati di sostegno alla realizzazione di progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale ed infine un sostegno di  promozione delle piccole e medie imprese attraverso servizi qualificati».

«Oggi»,  ha dichiarato il vice presidente, «il Polo compie un importante passo in avanti, si dà il via al giusto mix tra istituzioni, università, centri di ricerca, grandi industrie e Pmi. E' la scommessa che abbiamo davanti. Il Campus acquista una grande forza attrattiva, seguendo una logica di impresa, in una sinergia efficace in questo momento per la nostra regione. Il Campus, dunque, nell'ambito di una strategia di avanguardia volta a conquistare sempre più fette di mercato, diventa prioritario per le nostre politiche».
Ma questo non è stato l’unico intervento di oggi perché il vicepresidente è intervenuto anche a Vasto alla conferenza "Il Futuro del mercato mondiale dell'automotive", organizzata dal Rotary Club di Vasto e dal Distretto 2090 del Rotary International  al Palace Hotel, dove ha ricordato l’importanza del mercato automobilistico

«Solo in Italia», ha dichiarato,« l'industria dell'automobile offre lavoro a più di 2 milioni di persone ma sta in piedi solo con gli incentivi statali: un modello produttivo quindi da ripensare, che non può andare avanti per conto suo, ma è parte di un sistema di vasi comunicanti dove si riprogetta anche il modo con cui spostarsi. Non si può prescindere da due punti fermi: la massima attenzione al fattore compatibilità ambientale ed al problema dell'eccesso di frammentazione dei produttori. L'unica azione possibile è la chiusura degli stabilimenti obsoleti ed improduttivi anche all'interno dello stesso gruppo».

23/09/2011 16.37