Manager Asl riconfermati, chiude l’ospedale di Guardiagrele

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sanità abruzzese schizofrenica. Prima vengono comunicati in segreto i dati di una ricerca dell’Agenzia sanitaria nazionale.

Secondo qeusti dati in Abruzzo la qualità delle prestazioni ospedaliere è di molto inferiore a quella di altre regioni. Poi si chiude l’ospedale di Guardiagrele, nonostante la tenace opposizione della Lista civica locale e dei giudici di Tar e Consiglio di Stato. Infine, dulcis in fundo, oggi a Pescara è stato organizzato un convegno sui futuri scenari per la sanità regionale, senza dire che l’unica cosa sicura che il futuro ci riserva, l’unico scenario chiarissimo è che si potrà curare solo chi ha i soldi. In tutto questo quadro scombinato arriva la riconferma dei quattro manager che avrebbero superato le verifiche a metà mandato. L’esame sul raggiungimento degli obiettivi assegnati alle singole Asl andava avanti da mesi: ora la conferma di un giudizio positivo che era stato anticipato dallo stesso presidente Chiodi nella conferenza stampa di luglio sulla fine del deficit in sanità. Tra gli obiettivi assegnati al manager Asl Francesco Zavattaro c’era evidentemente anche quello della chiusura dell’ospedale di Guardiagrele che ormai è arrivata al capolinea dopo una serie di incertezze. In realtà il clima attorno a questo problema è sempre molto teso e ondivago, come confermano le ripetute riunioni di questi giorni per i provvedimenti da adottare sulla chiusura effettiva del presidio guardiese. La riunione decisiva è saltata ancora ma nei corridoi dell’ospedale è apparso un avviso interno che informa il personale interessato sull’attivazione della mobilità verso altri ospedali. Avviso che ha fatto scattare la diffida alla Asl da parte dell’avvocato Simone Dal Pozzo, perché in assenza di un provvedimento ufficiale di chiusura la mobilità non può scattare. In realtà che l’ospedale sia agli sgoccioli lo dimostra un altro segnale: da lunedì sono sospesi i ricoveri. Quindi l’ospedale diventa un’altra cosa: sede di Distretto sanitario, Casa di riposo per malati psichiatrici, centro per i medici di famiglia che vogliono lavorare in forma associata e così via. C’è ostinata insistenza a cancellare un presidio prezioso sul territorio, senza attivare contestualmente servizi sanitari efficaci.  Per chi non lo avesse capito, l’opposizione di cittadini ed amministrazioni locali alla chiusura dell’ospedale non è preconcetta e nessuno a Guardiagrele e dintorni si sogna di tenere aperti reparti di chirurgia molto avanzati o specialità mediche d’avanguardia che non possono operare con posti letto limitati. La richiesta è stata sempre quella di affidare a questo ospedale - peraltro nuovo e non da costruire - un’altra vocazione. L’attivazione di ambulatori e reparti compatibili con i conti economici e le richieste del territorio, soprattutto su un Pronto soccorso efficiente, avrebbe decongestionato il SS. Annunziata di Chieti ed evitato tensioni e scontento tra i cittadini. Ma qualcuno ha deciso in altro modo.

Sebastiano Calella  23/09/2011 10.50