«Circo mediatico giudiziario contro il senatore Tancredi»

Alessandro Biancardi

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LA RETTIFICA. TERAMO. L'avvocato del senatore scrive a PrimaDaNoi.it: «attribuite a lui frasi mai dette»?*IL SINDACO DI TERAMO IN PROCURA. BRUCCHI:«HO PROVATO LA MIA ESTRANEITA’»


 L'avvocato Renato Borzone è certo: «contro il senatore Tancredi è partito il consueto circo mediatico giudiziario a sostegno di ipotesi di reato frutto di congetture e di impostazioni precostituite».

Il legale sostiene che esista un «inesistente fondamento delle ipotesi di reato ipotizzate a carico del senatore Paolo Tancredi» che troverebbe «una necessaria stampella nella sinergia tra certa "informazione"e la magistratura inquirente».

«La frase "l'azienda dipende esclusivamente dalla politica" non è mai stata pronunciata dal senatore Paolo Tancredi», spiega l'avvocato difensore del senatore indagato nell'ambito dell'inchiesta Rifiutopoli con l'accusa di corruzione.

 «Tanto nel titolo quanto nel corpo della notizia pubblicata», scrive Borzone, «con grave lesione della reputazione del Senatore, si afferma falsamente che egli avrebbe pronunciato le parole (dirette a tale "Di Zio") . Ciò con riferimento ad un aspetto peraltro pienamente lecito menzionato all'interno della notizia stessa, e collegato ad una proroga dello sfratto di una sede del partito "Forza Italia».

«Anche da atti ufficiali dell'inchiesta risulta chiaramente che tale frase (peraltro da voi pubblicata estrapolandola dal contesto in cui fu resa) non è stata mai pronunciata dal Senatore Tancredi ma da altri e poichè, tra l'altro, si afferma altrettanto falsamente che tale frase sarebbe  stata ascoltata presso il Bar Granditalia, dando l'impressione ai lettori che ivi fosse intercettata la conversazione del mio assistito,  vi invito formalmente, ai sensi delle norme di legge, a rettificare immediatamente (per non protrarre il danno) le false informazioni fornite con il medesimo risalto della notizia originale e comunque a pubblicare integralmente, senza tagli, la presente smentita».

L'avvocato si dice inoltre «sconcertato» per «la leggerezza con cui viene recepita una ipotesi d'accusa che, anche ad una lettura superficiale, si fonda su congetture, salti logici, premesse assiomatiche e indimostrate per affermare un coinvolgimento di natura penale in vicende solo ed esclusivamente di carattere politico».

«Prima o poi», continua l'avvocato, «si troverà un giudice che farà giustizia di un'inchiesta su cui già sorgono dubbi sotto il profilo della competenza territoriale e della ritualità procedurale. Certo nessuno creda che la difesa resterà inerte di fronte al circo mediatico giudiziario».

LO STRALCIO DELL’ORDINANZA

A pagina dell’ordinanza di custodia cautelare si legge:

«Le intercettazioni esperite dimostrano, innanzitutto, l'interessamento del senatore Tancredi, affinché la procedura di sfratto non abbia inizio (…) e Di Zio Rodolfo Valentino, dopo avere incontrato il predetto senatore il 13 febbraio 2009 presso il bar Granditalia di Pescara perora verso Di Zio Ferdinando Ettore la proroga, affermando che “l'azienda dipende esclusivamente dalla politica” e spiegando che la proroga del contratto gli è stata richiesta tanto dal senatore, quanto dalla giunta. E le richieste del senatore Tancredi vengono accolte; tanto è vero che il 24 giugno 2009 è intercettata conversazione tra Di Zio Ettore Ferdinando e Grossi Giuliano (quest'ultimo, referente politico del movimento Forza Italia), durante la quale i due convengono di predisporre il contratto e di inviarlo a Roma».

 L’ERRORE

 Come si può facilmente evincere dal testo riportato qui sopra la frase tra i due Di Zio l’abbiamo attribuita erroneamente al senatore Tancredi che dunque non l’ha mai pronunciata. Ce ne scusiamo con l’interessato e con i lettori.

Contestiamo, però, con fermezza le ulteriori accuse mosse  a questo quotidiano.Le accuse di “collusione con la magistratura” fanno sorridere e fanno gioco per una strategia molto più ampia dalla quel noi siamo e vogliamo rimanere fuori.La verità è che l’errore è dovuto all’enorme mole di lavoro e al carico in capo ad un esiguo manipolo di persone che dunque –come tanti che magari non lo ammettono- sbagliano.

Ricordo al senatore Tancredi e all’avvocato milanese Borzone che questo è il quotidiano on line più letto e conosciuto in Abruzzo ma alla sua popolarità non corrisponde una floridezza economica che sarebbe scontata in ogni paese normale. Ci sono ragioni specifiche per questo che la politica conosce bene e lo si riscontra sempre più spesso nelle dichiarazioni sprezzanti e nelle intrusioni tra i commenti agli articoli di persone che anonimamente infangano quanti qui lavorano quasi gratis per prendere le difese di questo o quell’amministratore pubblico. Continueremo a pubblicare tutto (cercando di non sbagliare) con la convinzione che i giudici decideranno di eventuali rilievi penali ma che nelle carte di ogni inchiesta vi siano informazioni di grandissimo interesse pubblico. L’accanimento contro questo quotidiano è assolutamente comprensibile ma non è un vanto per questa regione.

    Alessandro Biancardi

* L'ARTICOLO CORRETTO SULLA VICENDA CHE RIGUARDA ILSENATORE TANCREDI

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IL SINDACO DI TERAMO IN PROCURA. BRUCCHI:«HO PROVATO LA MIA ESTRANEITA’»

PESCARA. «Oggi ho dato le prove testimoniali e non soltanto della mia assoluta estraneità ai fatti e anche al finanziamento».  Lo ha detto al termine dell'interrogatorio in Procura a Pescara, durato quasi tre ore, il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, accusato di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sui rifiuti, che la settimana scorsa ha portato all'arresto dell'assessore regionale alla sanità, Lanfranco Venturoni e dell'imprenditore Rodolfo Valentino Di Zio.

Durante l'audizione con i Pm, il sindaco ha presentato una memoria difensiva con alcuni documenti. Il primo cittadino di Teramo è coinvolto nella vicenda per un contributo elettorale di 20mila euro ricevuto da Di Zio, su richiesta di Venturoni e del senatore Paolo Tancredi. Secondo l'accusa il finanziamento aveva «quale espressa causale la promessa di attribuzione di un appalto senza gara» quello per la costruzione dell'inceneritore a Teramo.

«Ho risposto a tutte le domande - ha aggiunto Brucchi uscendo dal tribunale -. Avevo chiesto io di essere sentito. Se prima ero sereno e tranquillo, adesso lo sono ancora di più».  Domani mattina verrà ascoltato sempre in Procura a Pescara il senatore del Pdl Fabrizio Di Stefano, mentre mercoledì l'ex sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma, che ha chiesto lui stesso di essere ascoltato.

30/09/2010 14.02