Inchiesta Tarantini, 14 appalti da 100 milioni nel mirino della Procura

Alessandro Biancardi

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BARI. Gianpaolo Tarantini puntava a gestire un business da 100 milioni di euro. Lo sostiene la procura di Bari che ha chiuso l'indagine sulle escort e stralciato un filone sugli appalti.

Giampi ''lavorava'' su questo fronte assieme all'imprenditore pugliese Enrico Intini. Quest'ultimo aveva ingaggiato Gianpi come mediatore per usare la sua conoscenza con il premier per fare affari. E le attenzioni degli inquirenti si sono focalizzate su 14 tra procedure negoziali e appalti banditi da Sel Proc (gruppo Finmeccanica) in favore della Protezione civile. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta. Non sono invece iscritti nel registro degli indagati i nomi del presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, dell'ex capo dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e della moglie di Guarguaglini, Marina Grossi, ad di Selex Sistemi Integrati, altra società della galassia Finmeccanica.

I nomi dei tre compaiono negli atti della procura di Bari perché Tarantini parla spesso al telefono con Berlusconi invitandolo a favorire gli incontri tra Intini, Guarguaglini e Bertolaso. Nonostante le raccomandazioni del premier, però, il duo Intini-Tarantini non riuscirà a vincere nessun appalto. Dalle carte dell'inchiesta sulle escort emerge che gli accertamenti in corso riguardano alcuni manager del gruppo industriale.

Primi tra tutti il dimissionario Rino Metrangolo, ex consigliere di amministrazione della Seicos ed ex presidente della Sistemi di software integrati (Ssi), e Domenico Lunanuova, direttore esecutivo della Seicos spa.

Metrangolo, al quale Tarantini ha fornito prostitute per avere informazioni dall'interno di Finmeccanica, è indicato negli atti come "la testa di ponte" di Tarantini nel gruppo industriale. Gianpi avrebbe indotto il manager a fare insider information per suo conto prospettandogli la possibilità di essere segnalato a Guarguaglini direttamente da Berlusconi.

E' grazie alla mediazione di Metrangolo che Tarantini - secondo l'accusa - riesce a stabilire un contatto con Lunanuova, che è il direttore esecutivo della Seicos, società che assieme a Selex aveva costituito la Sel Proc. Lunanuova - è scritto negli atti - si dà un gran da fare per aiutare Tarantini perché spera che Gianpi lo aiuti, visto il suo rapporto confidenziale con il capo del governo, sia ad ottenere scorciatoie per la realizzazione di progetti aziendali in cui il manager è coinvolto sia per mettersi in luce con la presidenza di Finmeccanica.

Secondo i pm, è Lunanuova (che voleva sfruttare la tragedia aquilana per il suo progetto di Isoradio) a far arrivare al 'comitato d'affari' Intini-Tarantini le prime offerte di commesse.

La prima gara riguarda l'esecuzione di scavi per il deposito di fibra ottica nelle Marche per un valore di 16 milioni. Un affare che a Intini non interessa e, infatti, rinuncia a parteciparvi in quanto lo ritiene economicamente non vantaggioso. E' sempre Lunanuova ad avvisare Tarantini di un'altra gara da 35 milioni per il deposito di fibra ottica tra Lazio, Marche ed Umbria. Nell'occasione Tarantini ribadisce a Lunanuova di ricordarsi di chiedere a Lorenzo Mariani, dirigente di Selex, per le attività del G8 dell'Aquila. Lunanuova gli risponde dicendo di aver parlato con Mariani, il quale stava cercando di «fare uno sforzo per cercare di dimostrare ad Enrico (Intini, ndr) che lo fa partecipare al G8» specificando che, però, «si parla di fesserie, non di grosse cifre...».

I rapporti con Finmeccanica si interrompono nel giugno 2009 con le dichiarazioni scandalo di Patrizia D'Addario che accusa Gianpi di aver portato lei ad altre prostitute a casa di Berlusconi.

21/09/2011 11.50