Petroceltic, Confesercenti ha paura: «ricorso al tar obbligo morale per Comune e Provincia»

Alessandro Biancardi

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Petroceltic, Confesercenti ha paura: «ricorso al tar obbligo morale per Comune e Provincia»
ABRUZZO. Imprese molto preoccupate per l’autorizzazione ad utilizzare il metodo Airgun: «Petrolio incompatibile con turismo»

«Siamo sinceramente preoccupati per il silenzio delle istituzioni e per la pericolosa evoluzione dell’autorizzazione alle indagini petrolifere al largo di Pescara. Le ricerche petrolifere, specie con le ispezioni sismiche, sono incompatibili con qualunque ipotesi di sviluppo turistico». La Confesercenti critica duramente l’autorizzazione concessa il 13 settembre alla società irlandese Petroceltic dal ministero dell’Ambiente ad effettuare indagini petrolifere al largo del capoluogo adriatico, e ieri mattina ha deciso di scrivere direttamente al presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ed al sindaco Luigi Albore Mascia per chiedere di farsi promotori di un immediato ricorso al Tar: durante la fase istruttoria dell’autorizzazione infatti sono arrivate osservazioni dalla Provincia di Chieti, ma non dagli enti pescaresi.

La lettera è firmata dal presidente provinciale di Confesercenti, Bruno Santori, e dai presidenti regionali di Assoturismo-Confesercenti, Daniele Zunica, e Fiba-Confesercenti, Antonio La Torre, le sigle che associano rispettivamente gli albergatori e i balneatori.

«Non si può pensare di chiedere agli imprenditori di investire, di programmare lo sviluppo turistico di una città, di spendersi per un obiettivo di medio e lungo periodo» spiegano Santori, Zunica e La Torre «per poi ritrovarsi pugnalati alle spalle dalle istituzioni, che senza alcun coinvolgimento delle forze economiche territoriali decidono di autorizzare ispezioni sismiche altamente impattanti per il territorio, e che aprono le porte a ipotesi di perforazioni permanenti. L’assenza di osservazioni da parte degli enti locali, cosa non accaduta nel caso di Ortona, è un fatto estremamente grave».

Se è stato deciso un altro modello di sviluppo che non sia turistico, «le oltre 2 mila aziende che operano nella ricettività, nella ristorazione, nella balneazione in provincia di Pescara hanno il diritto di saperlo e si opporranno con tutte le loro forze. In caso contrario», spiegano i vertici di Confesercenti «per il Comune e la Provincia di Pescara presentare un ricorso al Tar contro l’autorizzazione del ministero dell’Ambiente è un obbligo morale inderogabile. Nessuno può permettersi di ipotecare il futuro di un territorio con un atto d’imperio».

21/09/2011 10.20