L’Abruzzo in attesa dei fondi per lo sviluppo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Giornata di passione per l’Abruzzo che si presenta a Roma, dal Governo, per ottenere concretamente l’assegnazione dei fondi Fas (quelli per le aree sottosviluppate).

Si attendono anche tutte le altre provvidenze da tempo promesse sulla carta: Masterplan, Piano per il Sud, Quadro infrastrutture.

Il tentativo da tutti dichiarato, in primis dal governatore Chiodi che su questo si gioca la sua leadership, è di riportare a casa tutto o il massimo possibile, certamente non le solite promesse e i rinvii, quelle che il Pd chiama «le pacche sulle spalle» amichevoli quanto si vuole, ma senza contenuto economico.

«L’Abruzzo del postsisma si presenta a Roma con una crisi profonda, grave, strutturata – dichiara Silvio Paolucci, segretario regionale Pd - una crisi anche più grave rispetto all’Italia. Andiamo a Roma per dire che l’Abruzzo non può permettersi il lusso di disperdere il Fas in mille rivoli, perché le risorse di questo Fondo vanno concentrate sugli assi prioritari di sviluppo. Un loro eventuale utilizzo “a pioggia” sarebbe giustificato solo se fossero a disposizione altre risorse: ma non è così e non sembra che così possa magicamente diventare».

Più volte i fondi Fas sono stati a rischio “scippo” dal 2007, quando furono assegnati e si sono salvati recentemente durante l’approvazione dell’ultima manovra economica per l’azione congiunta di tutti i senatori abruzzesi che hanno presentato un emendamento unitario. Ma è anche vero che a questi fondi si è attinto per altre esigenze di cassa, per cui arriverebbero ridotti. Di qui la richiesta di andare oltre e chiedere risorse anche per le infrastrutture.

«Il Pd chiederà che l’Abruzzo venga sostenuto con uno sforzo adeguato alla gravità della crisi economica delle sue imprese e delle sue famiglie – spiega Paolucci – siamo arrivati ad oggi con un grave ritardo e dopo una pressione sociale e popolare da parte di tutti i soggetti imprenditoriali e sindacali, alla quale Chiodi ha dovuto cedere controvoglia. Ci sono voluti sei mesi per ottenere questa convocazione: il che é un grave danno agli abruzzesi. Nonostante ciò, manca una posizione condivisa fra Regione e firmatati del Patto per lo sviluppo in Abruzzo, manca una concertazione vera su tutti gli strumenti a disposizione e sulle fonti finanziarie da cui attingere per disegnare il rilancio del sistema economico regionale. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione».

La Regione Abruzzo si presenta abbastanza unita al tavolo delle trattative con il Governo per ottenere più finanziamenti possibile, e non solo i Fas. Nel quaderno delle doglianze si cerca di ottenere anche il Masterplan ed i 40 milioni dei fondi europei Fesr. Il quadro riassuntivo delle richieste concordate ammonta a 977 mln, di cui 207 sono risorse già disponibili e 770 mln sono fondi da ottenere. Si va dai finanziamenti dei lavori per la messa a norma dell’aeroporto (6,5 mln, tutte le cifre seguenti son in milioni di euro) a quelli per il sistema idrico, come il depuratore di San Martino a Chieti (15,5) o quello di Vasto-San Salvo (10) e la derivazione del fiume Trigno (5). Ci sono però anche i nuovi collegamenti stradali nelle province di Teramo, Chieti e L’Aquila (la fetta più grande dei lavori è per il completamento delle strade di penetrazione interna con circa 600 milioni) e il miglioramento della rete ferroviaria, sia sulla Pescara-Roma che sulla linea adriatica e sul terzo binario tra Pescara centrale e Pescara Portanuova. Quasi un libro dei sogni, che però potrebbero avverarsi.

21/09/2011 9.51